Recensione Tim Burton's The Nightmare Before Christmas

La favola di Tim Burton come non l'avete mai vista prima!

recensione Tim Burton's The Nightmare Before Christmas
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C'era una volta....

"E' stato molto tempo fa, più di quanto ora sembra, in un posto che forse nei sogni si rimembra. La storia che voi udire potrete, si svolse nel mondo delle feste più liete. Vi sarete chiesti magari dove nascon le feste....Se così non è direi che cominciare dovreste"

Con queste parole semplici, trasognate, che paiono riprese da quelle dello scrittore inglese William Wordsworth (convinto che nei sogni e nel fondo della coscienza sia nascosto il senso delle verità più profonde che possono essere portate a galla dal poeta perché egli è "a man speaking to men: a man, it is true, endued with more lively sensibility, more enthusiasm and tenderness, who has a greater knowledge of human nature, and a more comprehensive soul" [un uomo che parla ad altri uomini: un uomo, questo è vero, dotato di una più acuta sensibilità, di un maggior entusiasmo e sentimento, che ha una maggior conoscenza della natura umana e un'anima più vasta]), si apre uno dei più celebri film scaturiti dalla mente, o forse sarebbe più corretto dire dai sogni, di uno dei maestri della nuova Hollywood, lo spettinatissimo Tim Burton. Un autore sempre costantemente in bilico fra ossessioni d'autore e incredibile capacità di venire incontro ai gusti del pubblico con film molto personali, capaci, però di portare lauti guadagni nelle casse dei suoi produttori e di diventare, col tempo, autentici cult movie anche in quei rari casi in cui il pubblico, nei giorni dell'uscita nelle sale, non accorse numeroso (film come Edward Mani di Forbice, Ed Wood e lo stesso Nightmare Before Christmas non furono di certo degli hit commerciali al box office, ma, col trascorrere degli anni sono invecchiati bene come un buon vino).
Uscito nel 1993, Nightmare Before Christmas ha ormai assunto il ruolo di fenomeno commerciale dalle proporzioni piuttosto vaste (soprattutto in Giappone dove, da anni, è in corso una vera e propria mania e nei centri commerciali di Tokyo si può trovare una pletora di gadget ispirati al film), tanto che, forse, si è perso un po' il senso della storia del Re di Halloweentown. Jack Skellington ormai appare, suo malgrado, sulle felpe e appeso alle orecchie di quegli insopportabili emo che hanno ormai invaso le vie delle città italiane; è diventato vessillo di una subcultura che non ha niente da offrire a parte l'utilizzo massiccio di eyeliner e le imbarazzanti frangette paraocchi che conferiscono a tal genere di persone una sola qualità degna di nota, ovvero sia la capacità di deambulare anche col campo visivo totalmente oscurato dalla tricosi forzata (che abbiano sviluppato una sorta di sesto senso seguendo dei percorsi di adattamento ambientale?).
Disney, in occasione del quindicesimo anniversario dell'uscita del film, propone ora un'elegante edizione del film in doppio dvd nonché l'attesissima edizione in Blu Ray.
Sfruttiamo quest'occasione per strappare via il povero Jack dalle felpe e dagli orecchini degli Emo e ridare al Re delle Zucche la chiave del suo reame che non compete eslusivamente ad individui vestiti di nero o agli emuli dei my chemical romance.

Il Re di Halloweentown.

Ogni anno si ripete sempre la stessa storia per Jack Skellington (Skeletron nella versione italiana). La vita, tanto per lui quanto per gli abitanti della tetra e divertente città di Halloween, è sempre e solo orientata all'attesa e alla preparazione della nuova Festa di Halloween, in cui le coreografie, le canzoni e i balletti di Jack allietano, o meglio, spaventano i deformi cittadini.
Le ovazioni e i complimenti ricevuti ad ogni manifestazione, sembrano non soddisfare più Jack. Dentro di lui alberga il lancinante vuoto della ripetitività, del solito tran tran che, ormai, non rappresentano più uno stimolo o una sfida, quanto, piuttosto, una sorgente di malessere. E a nulla servono, almeno inizialmente, i segnali d'attenzione lanciatigli dalla dolce bambola di pezza Sally, creata dall'intelligentissimo scienziato di Halloweentown, il Dr. Finklestein.
Mentre canta le dolenti note del proprio disagio al chiaro di una pallida luna, camminando fra le lapidi di un cimitero in compagnia del suo fedele cagnolino fantasma Zero, il suo romantico tedio lo condurrà in uno strano spiazzo delimitato da degli alberi. Sul tronco di ognuno di essi c'è una porta decorata in maniera differente: un uovo, un tacchino e...un eccentrico albero addobbato con delle scintillanti palle colorate! La curiosità di Jack, inevitabilmente attratto da una cosa per lui decisamente insolita, lo spinge a varcare la soglia, finendo risucchiato nella Città del Natale, un luogo dove tutti sono felici, si scambiano i doni portati da Sandy Claws (storpiatura inglese di Santa Claus resa alquanto efficacemente in italiano con Babbo Nachele) e non esistono mostri aberranti che vivono nei sottoscala o sotto i letti dei bambini.
Tornato, infine, ad Halloweentown orchestrerà, in preda alla mania e all'ossessione per il Natale, un piano dalle consueguenze che si riveleranno catastrofiche: rapire Babbo Nachele mobilitando tutta la città di Halloween per festeggiare la nuova, diversa e stimolante ricorrenza.

Re del blu, Re del mai.

Nightmare Before Christmas, i cui meriti artistici vengono solitamente tributati al più altisonante dei nomi coinvolti nel progetto, ovvero Tim Burton, rappresenta in realtà il felice punto d'incontro di 5 talentuose personalità creative di Hollywood: oltre al già citato Burton, questo film vede coinvolti Henry Selick in cabina di regia, Caroline Thompson come sceneggiatrice, Rich Henirichs come consulente visivo e Danny Elfman nelle vesti di autore dello score e di inteprete originale di Jack Skellington nelle scene di canto. Per chi ha un minimo di familiarità coi lavori del papà di Beetlejuice, questi nomi non suoneranno per nulla nuovi. Caroline Thompson (sceneggiatrice di Ember, film fantasy di prossima uscita, e dell'adattamento di Das Parfum dall'omonimo romanzo di Süskind) ha collaborato con Tim Burton per Edward Mani di Forbice e La Sposa cadavere; Rick Heinrichs, ora come scenografo, ora come direttore del reparto artistico, coadiuva con Burton fin dai tempi dei cortometraggi d'esordio, Vincent e Frankenweenie, il compositore Danny Elfman, ex membro della band Oingo Boingo ha musicato tutti i film del regista di Burbank fin da Pee Wee's Big Adventure (gli unici lavori di Burton al quale non ha apportato il suo contributo creativo sono Ed Wood e Sweeney Todd) mentre Henry Selick ha mosso i suoi primi passi in Disney contemporaneamente a Burton (lavorando insieme a film d'animazione come Red e Toby), ed è divenuto, col tempo, uno dei punti di riferimento per quanto riguarda l'animazione in stop motion; suoi alcuni degli "stacchetti" animati di MTV che, a cavallo degli anni '80 e '90, hanno contribuito a diffondere il particolare visual style del famoso canale musicale.
Nightmare Before Christmas è effettivamente un calderone di fantasia, tuttavia quel nome con tanto di genitivo sassone posto prima del titolo ci ricorda che, senza nulla togliere all'importantissimo sincretismo artistico creatosi in questa felice occasione, questo capolavoro dell'animazione in stop motion (una tecnica in cui gli oggetti vengono fisicamente manipolati e ripresi frame by frame per dare poi l'illusione del movimento senza soluzione di continuità), rappresenta una vera e propria summa delle tematiche burtoniane.
Al di là dell'evidente giostra teratologica di amabili freak, clown deformi, streghe e lupi mannari, che avvicina il film alle visionarie tele di Hieronymus Bosch e Pieter Bruegel il Vecchio, e della messa in scena Frankensteiniana di creatore Vs creatura, tratteggiata più volte da Burton e quà esemplificata dal divertente rapporto fra la bambola di pezza Sally e il suo artefice Dr. Finklestein (nomen omen verrebbe da dire), è nella tematica dello scontro fra razionalità ed irrazionalità, fra lo scontro lacerante d' immanenza e trascendenza che Nightmare Before Chrtismas trova il suo apice. "E tutto va via, è la mia routine/?e mi sento stanco di quest'aria qui/?e io, JACK! Fantasma re/?son stufo ormai?e non so il perché!/ Ho dentro me che cosa non so/?un vuoto che non capirò/?Lontano da quel mondo che ho/?c'è un sogno che?spiegarmi non so!". Jack Sellington, col suo vagabondare al chiaro di luna è emblema e incarnazione di pulsioni romantiche, di quel senso di inadeguatezza che coglie l'uomo, così piccolo e impotente, di fronte alla maestosità e impenetrabilità del creato. E questo vuoto malinconico, tinteggiato dai colori freddi e lugubri del paesaggio halloweeniano, diviene improvvisamente un entusiastico interrogativo su quello che si sta ammirando, dopo che Jack viene risucchiato nel maelstrom che lo conduce alla scintillante e allegra "Città del Natale".
Cos'è? Cos'è? Ma che colore è?/ Cos'è? Quel bianco intorno a me?/?Cos'è? Io non l'ho visto mai! Starò sognando? In guardia, Jack!/?Ma cos'è?/ Cos'è? Cos'è? Qualcosa qui non va!/?Cos'è? C'è musica in città!/?Cos'è? Le strade sono piene di persone che sorridono felici, sono pazzi oppure amici?/?Ma cos'è?
Dopo aver assaggiato quest'arcana e ammaliante nuova realtà, Jack è come rinato nello spirito e decide di coinvolgere tutta la sua città nei preparativi per la nuova festa. Giunge perfino a far rapire Babbo Natale dai dispettosissimi Vado, Vedo e Prendo i commanodos del trick or treat. Tuttavia, nel suo continuo razionalizzare l'essenza della ricorrenza natalizia in una sequenza che, da sola, vale più di un trattato riguardante la vexàta quaèstio fra pensiero razionale, metodo scientifico e applicazione dello stesso ad argomenti che superano inevitabilmente le possibilità dell'umana ratio come gli eventi di matrice più o meno enigmatica, affettiva che non possono essere riprodotti frantumando in un'ampolla una palla di natale (questione che verrà riproposta, con simile veemenza, ne Il Mistero di Sleepy Hollow con risultati altrettanto felici), incontra una situazione di stallo. Il Re delle zucche, pur avendo letto e studiato tutt quello che c'era da sapere sul Natale, continua a non afferrarne il senso più recondito, come se Tim Burton volesse suggerirci che la vera cultura, più che dalla dottrina, è data dall'esperienza diretta.
Questo si chiama regalo ?e tutto inizia da ciò! il voler a tutti i costi limitare la manifestazione della gioia natalizia all'interno dei limitanti binari di uno sterile rapporto di causalità porterà ad un epilogo quasi drammatico in cui Jack dovrà fare i conti tanto con i disastrosi esiti della sua incursione a bordo di una slitta natalizia sui generis carica di spaventosi regali, quanto col terribile Uomo Nero (Oogie Boogie), nel cui antro viene imprigionato Santa Claus. Il villain di Nightmare Before Christmas, rappresenta un momento di rottura con la tradizione dei cattivi Disney. Seppur la storia del celebre studio sia piena zeppa di cattivi con la "C" maiuscola, la figura dell'Uomo Nero appare destabilizzante, acentrica e spaventosa anche per i cittadini di halloweentown perché, più che rispondere alla dialettica di good vs. evil, è capace di azzerare qualsiasi moto fra i poli del bene e del male seguendo il corso di una partita a dadi e in tale frangente, la contrapposizione col prigioniero Babbo Natale, simbolo di una festività cristologica decisamente lontana dall'alea, diviene netta. Ma, alla fine, l'Uomo Nero verrà debellato da Jack, scampato per miracolo alla fallimentare ronda di consegna dei regali, grazie anche al prezioso aiuto della bambola Sally.
Ristabilito l'ordine naturale degli eventi e delle festività, Jack e Sally potranno finalmente scambiarsi il loro dono d'amore sotto una nevicata che, oltre a fungere da collegamento ideale ai due mondi di halloween e del Natale, rappresenta un trait d'union fra gli epiloghi di tanti film burtoniani (da Edward Mani di Forbice a La Fabbrica di Cioccolato non è certo un mistero che il Natale e la sua manifestazione meteorologica più tipica rappresentino una vera ossessione per Tim Burton).

Per chi volesse approfondire le tematiche sul cinema di Tim Burton, consigliamo l'ottimo saggio di Massimo Monteleone "Luna Dark, il cinema di Tim Burton" (Genova, Ed. Le Mani, 1996)

Intervista al regista Henry Selick

Perchè "The Nightmare Before Christmas" è diventato un classico?

HENRY SELICK: Credo che la storia sia forte ed efficace: il confronto di culture, di festività. Le musiche sono fantastiche e i personaggi principali memorabili.
Mentre giravamo il film non ci siamo mai preoccupati di tutto ciò. Volevamo semplicemente realizzare un film di qualità, ma non abbiamo mai calcolato niente. Non abbiamo mai pensato di fare delle scelte solo perché avrebbero portato più successo. Eravamo solo contenti di poterlo fare e di poter dare vita alla storia di Tim.
Non saprei, ma credo che la qualità dello stop motion manuale potrebbe essere una delle ragioni del successo, anche se alla fine rimane un mistero per tutti noi.


Hai mai sentito il poema originale di Tim Burton, narrato da Christopher Lee, che è stato inserito nei contenuti speciali del dvd?

HENRY SELICK: E' meraviglioso e non c'è attore migliore di Christopher Lee per recitarlo. Mi fa tornare in mente quando Tim cominciò a buttar giù le prime idee, aveva solo dei bozzetti di Jack Skellington, Zero e Sandy Claws e un'idea originale. Sai com'è, una prima idea, bellissima e perfetta.

Cosa hai pensato nel vedere il "Making" di The Nightmare Before Christmas nei contenuti speciali del dvd?

HENRY SELICK: Ricordo l'incredibile entusiasmo che c'era mentre giravamo. Non temevamo niente. Ma adesso, dopo 15 anni, so benissimo quanto è difficile fare un film, farlo andare bene, ottenere l'interesse e il supporto del pubblico, gestire i rapporti con gli studi cinematografici. È stata un periodo bellissimo, tutti i nostri sforzi sono arrivati sullo schermo. In un certo senso mi meraviglio di fronte a quello spirito positivo: ‘non sappiamo come faremo, ma di sicuro niente ci potrà fermare dal fare questo film.'

Credi che si noti anche nei contenuti speciali?

HENRY SELICK: Sicuramente. Mi piace pensare che ci sia un atteggiamento positivo e di fiducia. Eh sì, la fiducia degli ingenui, ma in ogni caso ce l'abbiamo fatta. C'è una bella atmosfera che emerge nei contenuti speciali.

Hai fatto un giro nella Casa degli Spettri di Jack? Cosa hai provato quando l'hai vista per la prima volta?

HENRY SELICK: Quando sono andato a vedere la Casa degli Spettri a Disneyland, praticamente trasformata nel mondo di The Nightmare Before Christmas, ho pensato che fosse una perfetta fusione di quel meraviglioso luogo, di tutti i momenti classici del giro nella Casa degli Spettri e del film. Sembrava una cosa molto difficile da realizzare, eppure ci sono riusciti. La cosa che mi ha colpito di più è stato Jack Skellington. Non è un personaggio semplice. È stato sempre molto complicato da realizzare e vederne uno di dimensioni reali così perfettamente realizzato e animato, per me è stato il più grande divertimento.

Perchè pensi che le scene tagliate piacciano così tanto al pubblico?

HENRY SELICK: Le scene sono spesso tagliate per buoni motivi, ma c'è pur sempre un magnifico lavoro alle spalle che il pubblico non vede. È un modo per offrire agli spettatori l'opportunità di scoprire qualcosa in più. Come nel caso di Lock, Shock e Barrel la cui iniziale importanza è stata poi attenuata. Penso che alle persone piaccia vedere cosa non abbiamo voluto includere nel film.


Non c'era anche una scena dove si scopriva che Oogie Boogie era uno scienziato pazzo, che poi è stata tagliata?

HENRY SELICK: Beh sì, avevamo pensato di rivelarlo nel nuovo DVD di The Nightmare Before Christmas, ma poi l'idea è stata scartata. Doveva avere più poteri e controllo su molte più cose. Avevamo scritto lo storyboard e già iniziato a lavorare sulla voce, ma alla fine abbiamo deciso di lasciar perdere.

L'edizione in blu ray

Il primo embrione di Nightmare Before Christmas risale addirittura a quando Tim Burton era un animatore presso la celebre Casa di Topolino nei primi anni ‘80. Era una storiella illustrata di poche pagine nata dall'ossessione del futuro regista per le ricorrenze di Halloween e del Natale e per l'amore nei confronti dei picture-book del Dr. Seuss, al secolo Theodor Seuss Geisel (nato nel 1904 e deceduto nel 1991), il papà del Grinch, del Gatto nel Cappello Matto e dell'elefante Ortone. I libri di Seuss sono un'autentica istituzione americana per quanto riguarda l'editoria per ragazzi, tanto che l'autore genera ancora un giro d'affari gargantuesco continuando ad allietare generazioni su generazioni di bambini (con la complicità di Hollywood che continua ad attingere a mani basse dal calderone dello scrittore).
Nightmare Before Christmas approda nei cinema d'oltreoceano solo nel 1993 (e nell'anno successivo in Italia) prodotto, naturalmente, da Disney. Tuttavia lo studio, spaventato dal look cupo e spaventoso del film, decide di distribuire il film tramite la sussidiaria Touchstone Pictures, etichetta di proprietà Disney famosa per aver prodotto film come Sister Act e Il Sesto Senso.
Come ha avuto modo di affermare Henry Selick al magazine on line americano Ign in occasione dell'uscita al cinema della versione in Disney Digital 3d "They never felt [Nightmare] was a Disney film; they put it out as a Touchstone film rather than Disney. Their biggest fear, and why it was kind of a stepchild project, was they were afraid of their core audience hating the film and not coming (...) 'We don't have high expectations. It's kind of too dark and too scary.' And that's utterly wrong. It wasn't too dark, too scary. Kids love to get scared. In fact, I don't think it's too scary at all. Even little, little kids, as young as three, a lot of them love that film and respond well to it." [Non l'hanno mai concepito come un film Disney. Lo rilasciarono come un lavoro Touchstone, piuttosto che Disney. Il loro timore più grande, che è il motivo per cui lo trattarono come un figliastro, era costituito dal fatto che la loro audience principale potesse disprezzare il film disertando le sale(...) "Non abbiamo grandi aspettative. E' troppo cupo e spaventoso." Completamente sbagliato. Non era troppo dark e spaventoso. E poi bambini amano essere spaventati. Oltretutto credo proprio che il film non sia spaventoso. Anche bambini molto piccoli, di tre anni, amano il film, reagendo benissimo ad esso].
Dopo tre lustri in cui il film ha guadagnato tanto, sia in popolarità che in dollari grazie all'home video e alla valanga di merchandise ad esso ispirato, Nightmare Before Christmas viene riproposto in una elegante edizione in Blu Ray e in doppio Dvd, con la gloriosa firma di Walt Disney che compare in bella vista sulle cover di entrambe le versioni.


CONTENUTI SPECIALI
• Introduzione esclusiva di Tim Burton
• "Cos'è questo? Tour alla casa infestata di Jack"
• Frankenweenie - con nuova introduzione di Tim Burton
• Vincent
• Poema originale di Tim Burton narrato da Christopher Lee
• Commento audio tutto nuovo con Tim Burton, il regista Henry Selick e il compositore Danny Elfman
• Il making of di Nightmare Before Christmas
• I mondi di Nightmare Before Christmas
• Scene eliminate
• Comparazione tra film e storyboard
• Versione cinematografica originale e poster


Movieye.it ringrazia Walt Disney Pictures Italia per il prezioso supporto ricevuto

Tim Burton's The Nightmare Before Christmas Quello che era un “figliastro”, viene finalmente accolto nel novero dei grandi capolavori Disney. Che è il luogo che effettivamente gli compete. L’edizione in doppio Dvd non offre un quantitativo di extra tale da giustificare l’acquisto qualora siate già in possesso della precedente edizione deluxe (ad eccezione del nuovo commento audio, i contributi son più o meno gli stessi). Se, però, siete in possesso di un lettore Blu Ray le cose cambiano, anche se avete già il “vecchio” dvd. Dal punto di vista tecnico, il lavoro fatto da Disney rientra nell’ambito dell’eccellenza. Sul fronte audio/video il blu ray si attesta su livelli davvero elevatissimi, tanto da giustificare in toto la spesa. L’immagine è praticamente priva di difetti e il bilanciamento cromatico è esemplare. Parimenti l’audio, sarà in grado di coinvolgervi come non mai, all’interno del festaiolo caravanserraglio di Jack Skellington and. Co. Un regalo di Natale caldamente consigliato!

9

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