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Tick, Tick... Boom! Recensione: l'ottimo musical con Andrew Garfield

Andrew Garfield è il compositore Jonathan Larson nel film di Lin-Manuel Miranda, musical su cosa significa arrivare ai trent'anni tra insicurezze e sogni.

Tick, Tick... Boom! Recensione: l'ottimo musical con Andrew Garfield
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Tick Tick... Il tempo passa. Tick Tick... Stai per compiere trent'anni. Tick Tick... La vita continua a scorrere. Tick Tick... Boom!. È così che ci si sente alla soglia dei trent'anni, pronti a esplodere da un momento all'altro, indecisi se lasciarsi vincere dalla paura o farsi trascinare dall'amore. Quello per i nostri amici, per il partner, ma soprattutto per i sogni. Non rinunciare a una competizione che ci ha messo contro tutto il mondo. Sfida in cui vogliamo emergere per le nostre capacità dimostrando di avere talento, per tramutare così i nostri desideri in arte, successo e raggiungimento della più alta forma di gratificazione personale.

È esattamente così che si sentiva Jonathan Larson quando scrisse l'opera Tick Tick... Boom!. Ed è così che lo riporta Lin-Manuel Miranda nel musical omonimo da lui diretto su sceneggiatura di Steven Levenson (godetevi il trailer di Tick Tick Boom). Una delle più originali menti creative che Broadway abbia mai conosciuto arriva su Netflix attraverso la forma del biopic, in una peculiare variante autobiografica (qui le altre uscite di novembre 2021). Ma quest'ultima affermazione non può che stridere con il destino tragico a cui è andato incontro Larson, glorificato dalla notorietà che riuscì a portargli un musical come Rent e segnato dalla prematura dipartita che ne ha determinato la breve carriera.

Tick, Tick... Boom!: come ti canto i trent'anni

Morte di un talento effervescente e di una creatività dietro a cui era difficile stare al passo, che della sua vita ha voluto parlare in prima persona in un recital musicato e che Lin Manuel-Miranda ha scelto di ripercorrere legando alla verità dei fatti - già rivisitati attraverso alcuni eventi finzionali inseriti da Larson - con un assetto inedito e cinematografico.

C'è perciò bisogno di dare un volto a chi, purtroppo, ci ha lasciato troppo presto ed ecco Andrew Garfield calarsi perfettamente nelle vesti di un protagonista che racconta al suo pubblico il momento più delicato della propria esistenza artistica e personale, destreggiandosi tra palco e ricostruzione dei fatti. Un attore dalla voce incredibile che non sapevamo di voler così ardentemente sentire cantare, ma anche rappresentazione fragile e precaria di quel periodo della vita in cui non si può far altro che cercare di tenere insieme tutti i pezzi della propria esistenza, dove a ogni passo si crede di impazzire, rischiando di cedere alle lusinghe delle sicurezze di un posto di lavoro che potremmo odiare, ma pur sempre dal contratto a tempo indeterminato.
Tick Tick... Boom! mostra infatti la solita lotta tra talento e capitalismo, perseguimento del proprio sogno e necessità di scendere a patti con il dover pagare le bollette, improntando il discorso sul bivio di fronte a cui ci pongono i trent'anni, momento di svolta per un'esistenza che non troverà comunque mai nel corso del tempo tutte le risposte alle proprie domande.

Insistenza che rintocca incessantemente nelle orecchie di Jonathan e di coloro che si sono ritrovati a vivere lo stesso istante in cui il personaggio è bloccato.

C'è la difficoltà di stare dietro a tutto il resto quando si ha un musical da finire, una canzone da completare, un obiettivo nella vita che sembra ancora così lontano e che si ha il timore di veder svanire proprio appena la lancetta toccherà i fatidici trenta. Nella particolarità di un'esistenza e soprattutto di una musica energica e vitale come quella di Jonathan Larson, Tick, Tick... Boom! è in grado di saper rendere universale il discorso sull'insicurezza della fine delle illusioni e di quella fase in cui si deve comprendere se dare un assestamento alla quotidianità o continuare a dare spazio alla propria arte. Lasciare indietro amore, amicizia, l'ordine apparente delle cose per concentrarsi su quell'unico istante di gloria, quell'unico brano che potrebbe cambiare la nostra esistenza per sempre.

È l'ansia condivisa che ogni generazione passa e in cui Larson, nel descriverla in maniera così sincera, è riuscito a inglobarne il terrore di ogni giovane; il senso di fine definitiva che l'arrivare ai trent'anni sembra dare, non lasciando possibilità di scampo a chi è destinato a raggiungerli. Ma in quel terrore, in quell'incertezza, c'è tutto il sostegno di cui lo spettatore può avere bisogno. Per andare avanti, per fermarsi, per fare un bel respiro e ricominciare a cercare il proprio centro di gravità.

Due talenti che si incontrano: Jonathan Larson e Lin-Manuel Miranda

Lin Manuel-Miranda inserisce il proprio stile ormai chiaramente definito, così suo e personale, eppure agile nell'abbinarsi divinamente alle melodie e al temperamento delle canzoni di Jonathan Larson, diventandone nuovo promotore e portavoce. Flussi di coscienza che si tramutano in note e parole, una di seguito alle altre per dimostrare che tutto si può trasformare in musica.

Abilità che apparteneva a Larson e di cui Miranda è un altro grande detentore, unendo alla colonna sonora un'armonia e una bonarietà delle immagini che fanno così definitamente coincidere le anime di questi due autori musicali, dove l'omaggio al creatore di Rent diventa sia modo per onorarlo che occasione per rivedere e riadattare gli stilemi dei musical di oggi, di cui il compositore di origini portoricane è la stella polare. Una coincidenza fortunata di talenti che finisce per confluire nel film Netflix.

Tick, Tick... Boom! esplora la varietà dei generi musicali per una pellicola già ricca della colonna sonora di Jonathan Larson ed esaltata dall'ammirazione del suo regista. Lo specchio di tanti giovani, artisti, persone che, nella tentazione continua tra l'abbandonare tutto e inseguire i propri scopi, si crogiolano cercando di trarre da quel sentimento il seme con cui piantare nel mondo un'opera d'arte.

Quello che Larson ha fatto più di una volta e su cui Miranda prosegue il cammino, donando alla memoria del compositore e al pubblico un film amorevole e delicato, pieno della gioia di poter inseguire il proprio percorso fatto di preoccupazioni, delusioni, rifiuti e indifferenze, tutte da dover estirpare e superare a ritmo di musica.

Tick, Tick... Boom! Non c'era altro autore o compositore che potesse prendere in mano le redini del recital ideato dall'artista Jonathan Larson se non il genio contemporaneo Lin-Manuel Miranda. Due talenti affini che si esprimono in Tick, Tick...Boom!: uno riportando la sua storia, l'altro mostrando di saperla adattare con cura e amore alla forma cinematografica. Un musical sull'ansia dei trent'anni, sulle aspettative che abbiamo per noi stessi e la continua lotta del dover scegliere tra il perseguire i propri sogni o pagare le bollette. Ma, in questa insicurezza, Tick, Tick...Boom! lancia un'ancora di salvezza fatta di melodie, di amicizia, di sentimenti e del riuscire a superare la precarietà di quell'età così incerta. Un film bonario e delicato, pieno di vita donata proprio dalla sua colonna sonora.

8

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