Ti Stimo Fratello, Giovanni Vernia debutta sul grande schermo

Giovanni Vernia alla conquista dei cinema all'insegna del tormentone “Essiamonoi”. La recensione di Ti Stimo Fratello.

Articolo a cura di

Il cinema italiano d'intrattenimento ha sempre visto con un certo riguardo i comici televisivi, capaci di calamitare facilmente l'attenzione degli spettatori e solitamente recanti in dote una buona fetta di pubblico assicurata, che volentieri paga il biglietto per vedere la versione cinematografica del proprio personaggio televisivo preferito. Negli ultimi anni, inoltre, il 'genere' ha avuto un vero e proprio boom, grazie al quale abbiamo visto trasportati in sala i bizzarri personaggi originariamente ideati per spettacoli teatrali o di cabaret in seguito riportati in tv in trasmissioni come Zelig o Colorado Cafè. C'è da dire, tuttavia, che negli anni gli unici che sono riusciti a cavalcare l'onda -non solo con grandi incassi ma anche con una qualità media superiore ai propri colleghi- sono stati Ficarra e Picone, Antonio Albanese con il suo Cetto la Qualunque e soprattutto Luca Medici in arte Checco Zalone, notevole fenomeno mediatico i cui due exploit cinematografici hanno segnato veri e propri record.
Tutti gli altri, anche a fronte di una certa bravura personale, si sono scontrati con altri limiti oggettivi; difatti, quello che funziona su di un palco per qualche minuto, per quanto ben congegnato, difficilmente regge per novanta minuti di cinema, dovendosi rapportare a molti più personaggi, a tempi scenici diversi, all'esigenza di raccontare una storia che vada al di là dello sketch del momento.
Limiti che, ancora una volta, tagliano le gambe ad un'altra promessa della risata, ovvero Giovanni Vernia, alias Jonny Groove.

Essiamonoi

Jonny e Giovanni (Giovanni Vernia) sono fratelli gemelli, monozigoti, e anche se identici nell'aspetto differiscono tantissimo per atteggiamento, comportamento e intelligenza. Mentre Giovanni è posato e diligente Jonny, per colpa di un 'incidente musicale' avvenuto quando era ancora in fasce, è cresciuto letteralmente con la musica nelle orecchie, che è parte integrante delle sue spensierate giornate all'insegna della house. Tonto e profondamente ingenuo, è considerato la pecora nera della famiglia, anche se profondamente amato da tutti i familiari, tra cui il severo e furbo padre Michele (Maurizio Micheli), ufficiale della Guardia di Finanza, e la petulante zia Vittoria (Carmela Vincenti), tipici esemplari 'terroni' trapiantati al nord. Giovanni, dopo la laurea, insegue un sogno da ingegnere a Milano, finendo tuttavia a fare il pubblicitario più per amore della fidanzata Federica (Susy Laude) che per vocazione. Quando, però, Jonny verrà letteralmente catapultato dal padre nella vita del fratello (per via di un concorso pubblico da affrontare nella capitale lombarda), Giovanni stravolgerà la sua routine tra serate 'tunz-tunz' appresso al fratello, bizzarri scambi di persona e un nuovo amore condiviso dai due gemelli per la bella cameriera Alice (Stella Egitto)...

'Essere primi è questione di secondi'

Di tutto un po', ma senza guizzi. La nuova pellicola prodotta dalla Colorado Film (e insolitamente distribuita da Warner) non porta con sé un grammo di originalità, restando confinata in un limbo di mediocrità che la rende, purtroppo, adatta solo a chi cerca una serata disimpegnata.
Vernia è un bravo caratterista, ma non riesce a reggere un film da attore in doppia veste: nonostante l'impegno (oltre che da interprete, anche da co-sceneggiatore e co-regista) ha ancora tanta strada davanti a sé da percorrere, prima di poter aspirare a un vero successo.
Tutto infatti sa di già visto: al di là delle gag reiterate dalla tv e dal più classico degli intrecci basati sullo scambio di persona, palesi sono i rip-off dalle varie pellicole dei colleghi che hanno preceduto Vernia, in particolare Nati Stanchi di Ficarra e Picone e i due successi 'Zaloniani' Cado dalle nuvole e Che bella giornata, riproponendo non solo cliché ma anche vere e proprie situazioni perlopiù in carta carbone. Nonostante alcune trovate simpatiche o interessanti (anche se a volte un po' stucchevoli) e le comparsate di personaggi come Albertino o Diego Abatantuono, la storia non decolla, cadendo impietosamente nelle insidie di una sceneggiatura inverosimile, piena di buchi e parca di momenti davvero ilari.

Ti Stimo Fratello Fondamentalmente innocuo e discretamente vacuo, Ti stimo fratello è l'ennesimo viaggio disimpegnato nella comicità televisiva al cinema, seguendo sentieri già rodati e con un cast in parte ma poco graffiante. Il tutto si risolve in maniera macchiettistica, con un improbabile lieto fine poco convincente anche dal punto di vista della morale. Non un disastro completo, ma comunque un film consigliabile solo ai fan di Jonny e dei suoi tormentoni discotecari.

5

Che voto dai a: Ti Stimo Fratello

Media Voto Utenti
Voti: 30
3.1
nd