Ti presento Patrick, la recensione del film con Beattie Edmondson

La giovane Sarah, alle prese con un periodo difficile della propria vita, si vede lasciare in eredità dalla nonna scomparsa un esemplare di carlino.

recensione Ti presento Patrick, la recensione del film con Beattie Edmondson
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La giovane Sarah sta attraversando un periodo turbolento della propria vita: poco dopo la rottura con il fidanzato, deve anche affrontare il lutto dell'amata nonna, morta per infarto mentre si trovava in giro col suo inseparabile cagnolino Patrick, uno scatenato esemplare di carlino. Nel testamento la deceduta ha lasciato l'animale in eredità proprio a Sarah che, non avendo mai tenuto un compagno domestico, accetta controvoglia il dono.
Sin dai primi giorni l'amico a quattro zampe gliene combina di tutti i colori, rischiando inoltre di compromettere anche la situazione lavorativa della ragazza, appena assunta come insegnante d'inglese in una scuola locale.

In Ti presento Patrick la simpatica e pasticciona bestiola darà però modo alla protagonista di fare nuove conoscenze e speziare la propria vita sentimentale, con ben due uomini, entrambi padroni di cani, che iniziano a "ronzarle" intorno: l'aitante veterinario Oliver e il mite Ben, padre divorziato di una sua problematica alunna.

Mondo cane

Gli animali al cinema hanno spesso fatto le fortune, più di pubblico che di critica, di film che in molte occasioni sarebbero stati spesso dimenticati in fretta. D'altronde si sa quanto un gattino o un cagnolino siano capaci di attirare le simpatie di un eterogeneo e vasto range di spettatori, piccoli o grandi che siano. E proprio su uno dei "migliori amici dell'uomo", in questo caso un buffo esemplare di carlino, gioca le proprie carte questa commedia inglese diretta da Mandie Fletcher, regista solitamente a suo agio in campo televisivo, per la terza volta all'opera per il grande schermo dopo l'inedito Deadly Advice (1994) e il più recente Absolutely Fabulous - Il film (2016).

Il simpatico quadrupede diventa ben presto il compagno di disavventure dell'incasinata protagonista, una sorta di moderna Bridget Jones con qualche chilo di meno che vede la propria vita cambiare radicalmente nell'arco di pochi giorni con due eventi clou: la fine del rapporto con il fidanzato e la morte della nonna, che le lascia in eredità proprio il suddetto animale.

Risate e sentimenti

Se la cerimonia commemorativa della trapassata possiede per qualche istante vaghi sentori di un altro cult britannico (rifatto a Hollywood con inferiori risultati) come Funeral Party (2007), ben presto il resto della narrazione si adagia su territori più rassicuranti per il relativo target di riferimento, composto in gran prevalenza da allegre famigliole. Anche le battute e gag potenzialmente più sporche e inerenti le deiezioni, umane o animali che siano, sono volutamente all'acqua di rose per non uscire mai dal seminato, schivando una volgarità che sarebbe risultata effettivamente fuori luogo ma al contempo privandosi di una personalità più tagliente e incisiva.

E proprio su un sentiero tracciato si muove il cuore pulsante di Ti presento Patrick, con i risvolti sentimentali che vedono coinvolta la frizzante Sarah in un prevedibile menage a trois con un affascinante veterinario e il classico "uomo comune": l'epilogo è già scritto in partenza e non regala sussulti di sorta, con qualche forzatura anche nei legami di parentela tra alcuni dei personaggi coinvolti.
A tratti ci si diverte nei novanta minuti di visione ma l'impressione di assistere a un qualcosa di già visto, con esiti migliori, in altri lidi è ben più che palpabile e le varie scenette nelle quali è coinvolto lo scatenato carlino seguono un copione prestabilito, tra scomodi vestitini ad hoc e frigoriferi da mettere a soqquadro.
Più interessante invece la performance della protagonista a "due zampe", con Beattie Edmondson, attrice solitamente attiva sul piccolo schermo, frizzante e carina al punto giusto e capace di rendere parzialmente esilaranti anche i passaggi strutturalmente più deboli e/o banali.

Ti presento Patrick Il miglior amico dell'uomo, o donna come in questo caso, è al centro di una commedia inglese che tenta con garbo e carinerie assortite di rivolgersi a un pubblico prevalentemente composto da famiglie con bambini: assenti quindi volgarità o scatti demenziali di sorta in favore di una comicità più soft e lineare. Ti presento Patrick paga proprio questa mancanza di mordente, con la sottotrama romantica che rende ulteriormente prevedibile il lieto epilogo e le gag con protagonista il simpatico carlino prive della necessaria originalità per raccontare qualcosa di nuovo, nell'abusato legame dicotomico tra padrona e cane. Si ride a denti stretti con qualche trovata che va effettivamente a segno, nell'altrimenti monotona adesione ai canoni del filone, e il merito maggiore va tutto alla vivace interpretazione di Beattie Edmondson, capace di rendere adorabile in più occasioni un personaggio a forte rischio stereotipo.

5.5

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