Recensione Them

L'orrore più grande

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Fresco e inquietante

Negli ultimi anni il genere horror non ha certo vissuto il miglior periodo della sua storia: tra pellicole splatter, più o meno mascherate, quali Saw e Hostel, e paure d'oriente e successivi remake a stelle e strisce, The ring su tutti, è finito in un circolo vizioso di banalità e violenza gratuita dalla quale sembra difficile uscire. Ma, per fortuna, c'è chi cerca di spezzare le regole, tornando in parte alle atmosfere del passato, claustrofobiche e inquietanti, senza far ricorso a sangue e sbudellamenti insensati. E' il caso di Xavier Palud e David Moreau, che hanno realizzato questo progetto a quattro mani, partendo dalla sceneggiatura fino ad arrivare alla regia. Due esordienti, ma che riescono a mettere in mostra una maestria nell'uso della macchina da presa già sorprendente. Semisconosciuti qui da noi i due attori protagonisti, Olivia Bonamy e Michael Cohen, interpreti della coppia assediata. Lontano dall'orrore moderno, senza bisogno di ricorrere a musiche e suoni d'effetto, senza mostrare un goccio di emoglobina, Them riesce a essere più pauroso di pellicole ben più reclamizzate. E, soprattutto, riesce ad essere un bel film.

Quando la realtà supera...l'orrore

Eh si, il film del duo francese è ispirato a una storia vera, accaduta pochi anni fa in quel di Budapest. Un fatto di cronaca che riesce a superare qualsiasi tipo di immaginazione, e a scioccare, indignare e colpire duro nell'anima. Tutto comincia con l'omicidio di due donne: madre e figlia, all'interno della loro auto in panne, uccise senza pietà. Accanto al luogo del delitto si è da poco trasferita una giovane coppia francese, lei insegnante, lui scrittore. Un'enorme villa, da sempre trademark di un certo tipo di horror movie, farà da sfondo alla loro notte da incubo. Una notte apparentemente come tutte le altre, ma che ben presto si trasforma in un ricettacolo di terrore. Fuori, nel giardino, c'è qualcuno. Prima vedono rubare la loro macchina, in seguito si sentono assediati da una o più presenze. E così si ritrovano a fuggire, tra bagni e soffitte, in quell'enorme casa dapprima simbolo di sicurezza, ora prigione di terrore. Gli ultimi venti minuti , nei quali l'azione si sposta prima in esterni e poi sottoterra, sono serrati e brutali, e rivelano quel colpo di scena così scioccante citato in precedenza.

Buio e isolamento

Si gioca su questi due temi la maggior parte del film. Buio all'inizio, con i primi due omicidi, buio da metà in poi, dalla casa isolata dalla corrente elettrica fino ai cunicoli sotterranei. Isolamento nella villa fuori città, dove la giovane coppia si trova a lottare da sola contro nemici invisibili, che rimarranno sempre nascosti, prima nell'oscurità, poi sotto ingannatori cappucci. Si focalizza così tutto sugli sguardi terrorizzati degli assediati, sulle loro corse nelle tenebre alla ricerca della salvezza. La telecamera a mano riesce a trasportare dentro l'azione, e a farci immedesimare nei tormenti dei due protagonisti. Come detto, niente musiche ma soltanto versi e rumori, minimale uso sonoro che riesce a essere vero e proprio punto di forza del film. In fondo, è più inquietante sentire urla disumane, o versi soffocati e lontani che spaventano nell'attesa di ciò che verrà? Il gioco di luci e ombre è davvero perfetto, con un uso dell'intermittenza assolutamente geniale, e, anche nelle scene più orientate verso il nero cupo della notte, non si perdono mai di vista gli impauriti volti degli attori.

Paura crescente

Them non ricorre al facile espediente della paura istintiva e visiva. Bensì si affida a un uso centellinato dell'orrore, senza mai eccedere. Più che spaventare, inquieta. E questo è molto più difficile. Solo l'inizio si ispira a un certo tipo di teen-horror più recente, più che altro nella dinamica dei fatti. Ma il resto, pur reinterpetando alcuni stilemi del genere, riesce a risultare originale, portando una vera e propria ventata di freschezza. Quando lo spettatore pensa di aver assistito alla paura più grande, ecco che subito ne viene mostrata una ancora superiore. E' un crescendo, minuto dopo minuto, di una tensione emotiva del tutto particolare, magari non in grado di far sobbalzare dalla poltrona, ma di scuotere i timori più nascosti del cuore umano. Perchè è una paura reale, niente storie di fantasmi o mostri assetati di carne umana, niente di tutto questo. L'orrore è ancora più grande perchè non ci troviamo di fronte a realtà illusorie, ma a una viva verità che lascia di stucco. Su come la pazzia si possa celare nella mente degli uomini, anche dei più insospettabili. La breve durata non fa altro che condensare ancor più tutta l'emotività in pochi minuti, che però ricorderanno allo spettatore di come chiunque si trovi faccia a faccia col pericolo ogni giorno. Un manifesto della follia odierna, una nuova voce nel campo del cinema horror.

Them Il miglior horror degli ultimi anni. Non ricorre alla facile paura o a splatterate degne di film di serie z. Si affida a una tensione costante, che lascia lo spettatore col fiato sospeso fino alla fine. Il tutto è ancora più spaventoso, se si pensa che sia ispirato a una storia realmente accaduta pochi anni fa. La regia è trascinante e rivela più di una sorpresa. Un ritratto deciso e ruvido della follia dell'uomo, una pellicola sorprendente.

7.5

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