Thelma, la recensione del film di Joachim Trier

La giovane Thelma, cresciuta sotto una rigida istruzione religiosa, va a studiare all'università di Oslo e comincia a manifestare inquietanti poteri

recensione Thelma, la recensione del film di Joachim Trier
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La giovane Thelma, sempre vissuta sotto lo stretto controllo dei genitori e secondo i ferrei dogmi della religione cattolica, trova per la prima volta l'indipendenza andando a studiare all'università di Oslo, trasferendosi in un appartamento tutto suo. Un giorno mentre sta studiando nella biblioteca della struttura è vittima di un attacco epilettico e tra i primi a soccorrerla vi è la coetanea Anja, con la quale nei giorni seguenti cresce un rapporto di amicizia sempre più profonda che si trasforma ben presto in amore.
Una relazione che però va contro gli stessi valori con cui è cresciuta Thelma che, nel frattempo, comincia a manifestare inquietanti poteri che potrebbero essere collegati proprio al passato rimosso della sua infanzia.

Voglia di vivere

Candidato dalla Norvegia come miglior film straniero al premio Oscar, senza poi entrare nella shortlist finale, Thelma è un film atipico e straniante in cui collimano generi e influenze in maniera mirabile, tanto che è difficile da catalogare in un determinato ambito. Nelle due intense ore di visione infatti ha luogo un vero e proprio coming-of-age che flirta col cinema romantico e con l'horror più atmosferico, tanto che in certi risvolti tornano alla memoria istinti di un classico quale Carrie - Lo sguardo di Satana (1976), qui filtrati in una chiave piacevolmente intimista ma non per questo meno inquietante. L'amore saffico, dettaglio importante al fine di cozzare contro la rigida istruzione cristiana ricevuta dalla protagonista, assume un ruolo centrale non solo nelle raffinate sequenze di sinuoso erotismo che fanno capolino in una manciata di momenti clou, ma anche nella scoperta da parte della protagonista del proprio essere, con un finale aperto a più interpretazioni in cui la consapevolezza si pone come una solida base.
Joachim Trier, già autore del sottostimato Segreti di famiglia (2015), si prende i giusti tempi nella gestione di una storia ricca di sfumature e propone una regia ispirata, tra panoramiche e lente zoomate (in primis prologo ed epilogo, a sublimare la perfetta chiusura del cerchio) e ambientazioni suggestive che offrono campo a scene madri di magnetica bellezza, come nel tentativo della nostra di risalire a galla in una piscina improvvisamente "chiusasi" in seguito a un attacco epilettico. Il resto lo fa una notevole verosimiglianza nel tratteggio di un carattere adolescenziale, con i primi turbamenti sessuali e l'imperante mondo dei social network a rendere più credibile il contesto, così come le ricerche su Wikipedia e Google per scoprire di più sulla propria condizione. L'avvolgente colonna sonora, i convincenti (e intelligentemente dosati) effetti speciali e l'ottima resa del cast, a cominciare proprio dalla bella e brava protagonista Eili Harboe, suggellano una confezione in cui apparenza e sostanza trovano un solido equilibrio.

Thelma Thriller psicologico, horror sovrannaturale, coming-of-age romantico, dramma sul passato rimosso: Thelma è un'opera inclassificabile tra rigidi paletti, capace di raccontare nelle due ore di visione una storia che si apre a più influenze e sensazioni con un'intensità stilistica e attoriale di assoluto livello. Un film che emoziona e fa riflettere non dimenticandosi della sua natura di genere, con momenti che rimandano a un cult quale Carrie - Lo sguardo di Satana (1976) rivisitato in chiave personale e introspettiva attraverso l'atipico e doloroso percorso di crescita di una ragazza la cui scoperta di inquietanti poteri coincide con la liberazione da una gabbia di solitudine.

8

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