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The Yin Yang Master, la recensione del fantasy Netflix

Adattamento del videogioco Onmyōji, a sua volta ispirato a una serie di popolari romanzi, il film offre una buona dose di spettacolo ed emozioni.

The Yin Yang Master, la recensione del fantasy Netflix
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Un tempo il mondo dei mostri e quello degli uomini coesistevano pacificamente, poi l'equilibrio si è rotto definitivamente, con i secondi che ora vengono visti indiscriminatamente come un pericolo da eliminare a ogni costo.
Qingming, un individuo di sangue misto da tempo espulso dal regno degli umani perché ritenuto colpevole di alto tradimento e di essere in combutta con il nemico, si è ritirato nella foresta insieme ai suoi amati furetti e ad altre creature di vario genere, legati a lui come famigli.
La guardia cittadina Yuan Boya è ignara del pericolo quando si addentra nel bosco e viene derubato del prezioso tributo imperiale al quale faceva da scorta: da quel momento il soldato, che rischia una condanna qualora non riuscisse a recuperare il maltolto, giura vendetta nei confronti di Qingming.
Quando una cospirazione atta a riportare in vita il Re dei Demoni ha inizio con il furto di una pietra dai mistici poteri, Qingming dovrà unire le forze con vecchi e nuovi amici - e passati amori - per impedire che il caos si scateni sulla Terra, mettendo a rischio la sopravvivenza di tutte le specie.

Un altro film

Non preoccupatevi se siete un po' confusi, in quanto la scelta di Netflix di distribuire in così breve tempo nel suo catalogo due film dai titoli pressoché omonimi ed entrambi provenienti dalla Cina è effettivamente tale da generare un senso di spaesamento. Soltanto poche settimane fa vi avevamo parlato su queste pagine di The Yin-Yang Master: Dream Of Eternity (2020) ed eccoci ora ad avere a che fare con The Yin Yang Master.
A dispetto di quanto si possa credere, non vi è nessun collegamento diretto tra le due produzioni anche se esse sono entrambe ispirate alla popolare serie di romanzi dello scrittore giapponese Baku Yumemakura.
In quest'occasione però vi è un ulteriore passaggio, in quanto ci troviamo di fronte a un adattamento per il grande schermo del videogame Onmyoji, disponibile sia per sistemi mobili che per PC, che a sua volta prende spunto proprio dalle opere dell'autore nipponico.

La derivazione dalla forma videoludica è evidente nella rappresentazione visiva, con l'ideazione di un mondo popolato da strambe creature - alcune adorabili, altre più bizzarre e altre ancora ripugnanti - e gli effetti visivi a giocare un ruolo predominante. Soprattutto nell'ultimo terzo di visione, l'impressione è quella di assistere a un anime in carne e ossa, colorato e spettacolare al punto giusto.

Epica e magia

Se proprio lo spettacolo è garantito grazie a dinamiche action efficaci, che ibridano lo stile wuxia alle potenzialità del digitale - tra teletrasporti e improvvise trasformazioni, pavimenti che si spostano e mostruosi esseri tentacolari - anche la storia, nella sua molteplicità di personaggi e situazioni, risulta appagante al punto giusto.
Pur con un background limitato, introdotto tramite un breve voice-over nelle fasi iniziali, The Yin Yang Master riesce a costruire un contesto credibile e personaggi ricchi di sfumature, sia per ciò che concerne le figure principali che quelle secondarie, e il versante emozionale trova un pathos inaspettato, tra tragiche perdite, dolorosi addii e atti di sacrificio ed eroismo che difficilmente ci si sarebbe attesi in una produzione apparentemente giocosa nelle sue dinamiche base.
La bellezza delle ambientazioni, in buona parte ricreate al computer in maniera armoniosa e con una piacevole attenzione ai contrasti cromatici dal taglio pittorico e sgargiante, la solida caratterizzazione dei protagonisti e le altrettanto convincenti prove del cast, oltre a un discreto numero di colpi di scena, riescono a intrattenere per due ore.

Tra momenti più teneri e scanzonati e altri più drammatici, il film offre - anche al netto di una sceneggiatura a tratti rocambolesca - un amabile mix tra fantasy ed epica non privo di passaggi poetici e visionari, il tutto filtrato dall'unico e trascendente sguardo del Far East.

The Yin Yang Master Desiderosi di immergervi in un'avventura spettacolare e senza troppi pensieri, popolata da strane creature e incentrata sull'atavica lotta tra il Bene e il Male? The Yin Yang Master potrebbe fare al caso vostro. Da non confondere con il di poco precedente The Yin-Yang Master: Dream Of Eternity (2020), il film è anch'esso ispirato dai romanzi di Baku Yumemakura ma è l'adattamento di un videogioco a sua volta tratto dai suddetti. Questo permette un ulteriore innalzamento delle dinamiche fantasy, con mostri di vario genere a fare la propria comparsa - alcuni teneri come i furetti del protagonista, altri dall'aspetto spaventoso - e la magia a farla da padrona nelle numerose sequenze action, con inaspettati sprazzi visionari. Il rischio di un baraccone fine a se stesso è fortunatamente scongiurato grazie a una buona caratterizzazione dei personaggi coinvolti e a momenti di puro pathos, con inaspettate scene drammatiche e gesta di eroismo e sacrificio a variare il colorato contesto. I più che buoni effetti visivi, sia nella creazione delle ambientazioni che nella realizzazione dei vari tipi di creature, e la varietà di situazioni permettono di chiudere un occhio su una sceneggiatura che a tratti rischia di procedere per accumulo ma che, in ogni caso, delinea un percorso netto e chiaro, che prepara il campo alla pirotecnica resa dei conti finale.

6.5

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