Recensione The We and the I

Michel Gondry e la realtà giovanile vista attraverso i finestrini di un bus

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La Quinzaine des Réalisateurs, sezione ‘parallela' del festival di Cannes, ha aperto nel 2012 sotto il segno di Michel Gondry, autore francese amato tanto in patria quanto all'estero, per capolavori surreali come Se mi lasci, ti cancello, L'Arte del sogno o Be Kind, Rewind. Deludendo a volte anche il pubblico - ma non chi scrive - con tentativi originali di legarsi a un genere, come nel supereroistico The Green Hornet, Gondry ha sempre lavorato con volti più o meno noti dello star system hollywoodiano, regalando spesso loro la possibilità di esprimersi in maniera più ampia e in contesti, al di là dell'ambientazione delle storie, dal sapore decisamente europeo.

LE FILA DEL DISCORSO...

Diverso il caso di The We and the I, che differisce dall'operato precedente dell'autore in più di un punto. Il primo dei quali riguarda proprio il cast, composto da giovanissimi sconosciuti della periferia newyorkese, che interpretano sostanzialmente sé stessi. L'idea è semplice e intrigante: il film è quasi interamente ambientato dentro un bus, microcosmo ambulante dove si muove una vivace scolaresca del Bronx di ritorno a casa dopo l'ultimo giorno di scuola. 40 studenti in tutto che incarnano gli stereotipi della loro età di passaggio: i bulli, il timido, il creativo, la bella e facile che tresca un po' con tutti. "Mi è venuta in mente questa storia mentre ero in autobus a Parigi - ha raccontato Gondry - per la precisione sull'80, nel 15mo arrondissement. All'improvviso sono entrati 20 ragazzi appena usciti da scuola e mi sono accorto che il loro modo di comportarsi variava in base al loro numero: quando erano tanti erano scatenati, saltavano l'uno sull'altro, urlavano. Poi, man mano che diminuivano, ho notato che i rapporti e le dinamiche tra di loro si evolvevano, e i discorsi si facevano via via più profondi". Cinema giovanile alternativo, potremmo definirlo, con echi di certi cult anni '80 come Breakfast Club. Con così tanti personaggi in pista, però, tenere salde le fila del discorso non è impresa facile.

The We and the I Con The We and the I, Gondry si concede un’escursione ‘realista’ dal suo cinema, di solito sognante ed etereo. L’operazione è riuscita in parte. La recitazione fresca dei ragazzi - tutti esordienti e non professionisti - è piacevole e coinvolgente, ma le relazioni tra i molti personaggi risultano a volte pasticciate e non chiarissime. Inoltre, il film è un po’ lungo e non sempre regge il ritmo. Da vedere se si è appassionati dell’autore o delle ‘teen stories’ corali.

6.5

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