The Void, la recensione: gli anni '80 sono vivi e lottano insieme a noi

Se è notte fonda e vedete un ospedale isolato nel bel mezzo di un bosco, NON entrate, potreste non arrivare al mattino seguente...

recensione The Void, la recensione: gli anni '80 sono vivi e lottano insieme a noi
Articolo a cura di

Di cosa ha bisogno un film horror per fare davvero paura, almeno secondi i canoni più standardizzati della tradizione? Sicuramente di un luogo isolato, in cui sentirci oppressi e senza scampo. All'ambientazione bisogna poi sommare qualche mostro sparso, al massimo un villain che li diriga, e qualche mistero ben assestato, che garantisca almeno una minima carica di tensione. The Void, film canadese a bassissimo budget ma con tanta voglia di fare e omaggiare gli anni d'oro del genere, sembra rispettare tutti questi elementi, almeno sulla carta. Ci troviamo infatti all'interno di un ospedale disperso nel nulla, "nel vuoto" come suggerisce il titolo, anche se il riferimento non è affatto così semplice e scontato come vedremo fra pochissimo, siamo accerchiati da una misteriosa, silenziosa e spaventosa setta che attende al di fuori e le pareti vomitano esseri viscidi e feroci.
Nonostante i diversi personaggi a cui affezionarsi (o meno) nel corso del film, dal principio seguiamo la storia di Danny Carter, un poliziotto abituato a prestare servizio notturno nei pressi di una cittadina in cui solitamente non accade nulla, casi di qualche animale investito o poco altro. Eppure una notte dal ciglio di una strada di campagna spunta fuori, proprio davanti l'auto dell'agente, un ragazzo ferito, in evidente stato confusionale, probabilmente strafatto di droghe o alcool. La corsa all'ospedale più vicino è in realtà l'inizio di un vero incubo, una letterale discesa agli inferi che porterà paura e sgomento nelle tranquille vite dei protagonisti.

Accerchiati

Una volta varcata la soglia della struttura, che sorge nel bel mezzo di una folta radura, fra gli arbusti iniziano a spuntare spaventose figure vestite di bianco, con tuniche che ricordano vagamente quelle appartenenti al Ku Klux Klan. In apparenza non sono ostili, se ne stanno ferme nel buio e osservano tutto attraverso una fessura all'altezza del volto a forma triangolare. Il triangolo del resto è un simbolo universale per indicare "l'ascesa dal molteplice all'Uno", dunque a Dio o chi per lui, cosa che lascia intendere l'affiliazione della setta a un qualche credo di natura superiore. Abbiamo parlato di figure non ostili, almeno in lontananza, perché basta avvicinarsi per scatenare violenti attacchi all'arma bianca, motivo per cui il nostro variegato parco personaggi - che vede fra gli altri un'infermiera, un medico, diversi agenti di polizia, una ragazza incinta e suo nonno - è costretto a ragionare ogni mossa e soprattutto ad attendere. Cosa? Un aiuto dall'esterno o almeno la luce del giorno, sperando che questa possa diradare l'orrore, la notte però è lunga e famelica.

Fra cinema, letteratura e videogiochi

Costruito in modo abbastanza lineare, The Void è un potpourri di cliché e omaggi del genere in riferimento soprattutto agli anni '80. Impossibile non pensare a John Carpenter ad esempio, ma anche a moltissima letteratura e a tanta cultura videoludica degli ultimi vent'anni, da Silent Hill all'ultimo Resident Evil 7. Dal punto di vista del soggetto dunque è difficile parlare di un prodotto originale al 100%, eppure si trascorre una buona prima mezz'ora fra il mistero e la tensione, oltre al desiderio di sopravvivere a tutti i costi insieme agli sfortunati protagonisti. Con il passare dei minuti però si aggiungono sempre più elementi alla storia, senza inoltre che molte cose vengano spiegate per filo e per segno, la narrazione dunque diventa fine soltanto agli eventi e l'empatia verso i personaggi sparisce gradualmente. Si corre dunque, senza neanche troppa fretta, verso un finale all'apparenza incompleto, sospeso, con alcuni personaggi principali al cospetto del reale "vuoto", del nulla assoluto, di stampo spirituale.

L'ago della bilancia

L'unico aspetto che non siamo riusciti a mettere totalmente a fuoco è quanto il film si prenda effettivamente sul serio, perché questo potrebbe far pendere la bilancia verso un divertissement a basso budget, che colpisce pienamente l'obiettivo, oppure verso un horror citazionista poco incisivo.

I mostri artigianali, come la cultura anni '80 impone, funzionano e sono anche divertenti, avremmo però preferito più ironia - magari veicolata attraverso il gore e lo splatter spinto. I grandi sermoni del finale invece fanno propendere più per un progetto che ha perso la rotta e ha incontrato troppa filosofia spicciola, che si è impegnato troppo a costruire qualcosa di cui avremmo fatto anche a meno. Questi però sono ragionamenti da grande pubblico, che difficilmente apprezzerà un'opera simile. The Void parla soprattutto allo stomaco degli appassionati più incalliti e navigati, che certamente faranno a gara per scovare riferimenti e citazioni implicite e non. Un ritorno alle origini in piena regola, un'operazione nostalgica mirata che potrebbe trovare terreno fertile fra i cultori.

The Void - Movie Se amate il cinema horror degli anni '80 e sognate un prodotto contemporaneo che ne conservi tutti i canoni, The Void è il film adatto a voi. Una miscela micidiale e quasi nonsense di elementi classici del genere vi guiderà in un viaggio infernale da cui sarà difficile uscire, e anche quando vi sentirete fuori tutto potrebbe apparire diverso da quello che sembra. C'è tutto quello di cui avete bisogno: una setta misteriosa, un luogo isolato, mostri viscidi, probabilmente manca qualche idea a livello narrativo, ma una volta inserito tutto nel frullatore niente ha più importanza, conta soltanto il sopravvivere, a tutti i costi.

6

Che voto dai a: The Void - Movie

Media Voto Utenti
Voti: 2
4
nd