Recensione The Village

Una splendida Bryce Dallas Howard e Joaquin Phoenix sono i protagonisti dell'incompresa ma affascinante opera di M. Night Shyamalan, fiaba gotica in raffinato equilibrio tra terrore ed emozioni.

recensione The Village
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Il film andrà in onda stasera, venerdì 7 agosto, alle 21.10 su RAI4.

Forse il buon successo di pubblico della recente serie televisiva Wayward Pines, della quale è stato artefice e produttore, potrebbe riportarlo in carreggiata. Sta di fatto che sul grande schermo il regista di origini indiane M. Night Shyamalan ha collezionato negli ultimi anni dei flop clamorosi. L'ultimo exploit al botteghino di una carriera spesso incompresa risale addirittura al 2004 proprio con The Village, fiaba mystery che grazie anche all'ottimo battage pubblicitario che la precedette (e che fece storcere il naso a tanti, convinti di trovarsi di fronte ad un classico horror contemporaneo), incassò worldwide la ragguardevole cifra di 262 milioni di dollari. Su una sceneggiatura da egli stesso scritta, e oggetto di controversie legali per un presunto plagio, l'autore de Il sesto senso assemblò un cast delle grande occasioni che, oltre a lanciare verso il successo la splendida figlia d'arte Bryce Dallas Howard, poteva contare su nomi del calibro di William Hurt, Sigourney Weaver, Joaquin Phoenix, Adrien Brody, Brendan Gleeson, Michael Pitt e Jesse Eisenberg in ruoli più o meno secondari.

Il mistero del bosco

In Pennsylvenia un villaggio rurale del XIX secolo vive in una sorta di totale isolamento dal resto del mondo, poiché si ritiene che il bosco circostante sia abitato da inquietanti creature mostruose. Qui la piccola comunità vive in pace ed armonia, anche se alcuni dei giovani manifestano l'intenzione di sfidare il pericolo e infrangere la tradizione. Tra di loro vi sono Lucius e la bella Ivy, ragazza cieca e figlia del sindaco, che hanno intenzione di sposari a breve. Ma un giorno Lucius viene gravemente ferito dal "matto" del Paese per gelosia, e l'unica speranza di sopravvivenza risiede nella somministrazione di medicine assenti nel paese. Ivy chiede così al padre il permesso di recarsi all'Esterno per poter salvare l'amato, scoprendo così un segreto insospettabile...

Love and Fear

Un limbo sospeso dal quale si rimane ammaliati, un racconto che fa di un'opprimente e fascinosa atmosfera il suo magnetico punto di forza: The Village è un'opera preziosa, che vive su una poetica oscura in grado di suscitare sincere emozioni. Spacciato erroneamente come horror, il film è in realtà un ibrido di generi che vive sull'indissolubile binomio tra amore e paura, i due fattori scatenanti dell'intero racconto. Shyamalan come ha dimostrato sin dalla sua folgorante opera seconda, ha un insano e macchiavellico gusto per l'inganno e anche in questa occasione riesce a sorprendere con un cliffhanger tanto elementare quanto inaspettato. Lo svelarsi del mistero, che avviene ben prima della fine, non smorza in ogni modo la tensione, psicologica o paurosa che sia, concedendo ancora spazio ad un terrore atavico e maliardo, non penalizzato dalla parziale risoluzione dell'enigma. Tutto questo grazie ad una regia calibrata che riesce, grazie anche all'avvolgente colonna sonora di James Newton Howard (candidata, senza successo, all'Oscar), ad immergere appieno nel dramma dei protagonisti, toccando picchi d'alta classe visionaria nelle inquietanti sequenze che vedono per protagoniste le spaventose e presunte creature del bosco, pregne di un'attrazione ancestrale. Il paese / rifugio nel quale è ambientata la vicenda si erge assai bene a metafora sociale degli USA post 11 settembre, nella quale i timori dell'altro conducono ad un sicuro, ma solitario, isolamento sociale. E non è un caso che la protagonista sia cieca ma in grado di vedere nel cuore degli uomini diverse tonalità di colore, colore che è anche elemento fondante sul quale si è basata l'esistenza dell'intero microcosmo rurale. E in quegli occhi che non vedono noi possiamo invece scorgere tutta la candida e unica bellezza della Howard, qui in una delle prove più convincenti dell'intera carriera.

The Village Opera incompresa da molti, The Village è forse il punto più alto nella carriera dello spesso sottovalutato M. Night Shyamalan. Attraverso partizioni mystery che rimandano ad una sorta di oscura fiaba, il regista indiano intende raccontarci in realtà una storia sulla potenza dell'amore che è in grado di sconfiggere anche le più grandi paure, imbastendo al contempo una metafora sociale raffinata e non così scontata. Il tutto con una grazia stilistica di grande ricercatezza, capace di coniugare nel migliore dei modi la componente emozionale ad istanti/istinti di fascinoso ed inquietante terrore.

8.5

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