Recensione The Twilight Saga: New Moon

Pronti a farvi stregare dalla "luna nuova"?

recensione The Twilight Saga: New Moon
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Per alcuni è il curioso fenomeno commerciale del momento, per altri è solo una spina nel fianco che assilla ovunque lo sguardo si posi, per molti è ragione di trepidante attesa, sospiri ed ossessioni, per qualcuno è il libro più consumato che si ha in libreria...sono decisamente pochi quelli per cui The Twilight Saga non è nulla. Per tormentare, nel bene o nel male, tutte queste persone, dal 18 Novembre, arriva finalmente nei cinema italiani The Twilight Saga: New Moon, sequel di quel Twilight che tanto scalpore ha suscitato lo scorso anno, con i suoi incassi da record ed i suoi protagonisti scaraventati con forza in cima alla piramide dello star system.

Dove eravamo rimasti...

Avevamo lasciato la mortale Bella Swan (Kristen Stewart) ed il vampiro Edward Cullen (Robert Pattinson) teneramente abbracciati sotto un cielo stellato, vicini ad un lieto fine e traboccanti amore e fiducia, nonostante i pericoli costantemente incombenti sulle loro vite. L'autunno è tornato a Forks, e con esso è giunto anche in compleanno di Bella. La ragazza, che non ama i festeggiamenti, è terrorizzata dall'idea che il suo marmoreo amore la abbandoni a causa del suo incessante invecchiare. Lei ha 18 anni, mentre lui da 109 anni ne ha solo 17. Durante la festa in casa Cullen, Bella si ferisce ad un dito con la carta da regalo e piccole gocce di sangue sporcano il morbido tappeto, scatenando la sete di sangue di Jasper (Jackson Rathnone), ultimo entrato nella famiglia dei "vampiri vegetariani" e quindi ancora molto sensibile all'odore del sangue umano. L'evento scuote Edward nel profondo, tanto da portarlo a lasciare per sempre la sua amata, allontanando se stesso e la sua famiglia dalla grigia città di Forks. Dopo mesi di apatia, dolore ed atroci incubi, Bella ritrova la voglia di vivere in Jacob Black (Taylor Lautner), membro della tribù dei Quileute e suo amico di infanzia, ma la presenza del suo amato "succhiasangue" (come ama definirlo Jake) è sempre dietro l'angolo e si palesa, sotto forma di allucinazioni, ogni volta che la ragazza compie un gesto avventato... come lanciarsi nel gelido mare della riserva di La Push alla ricerca di una scarica di adrenalina. Il gesto porta Edward a credere che lei sia morta e a cercare di scatenare le ire dei Volturi, l'antica famiglia italiana a capo della loro gerarchia sociale, gli unici in grado di uccidere un altro vampiro.

Fotografare il fenomeno

Entrato violentemente tra i film più attesi degli ultimi 10 anni (in USA è al primo posto nella classifica di prevendita della Fandango, il ticket service cinematografico più celebre), The Twilight Saga: New Moon arriva sugli schermi portandosi dietro un grande bagaglio di aspettative, ammiratori e critiche. Il grande successo del fenomeno Twilight, se da un lato tende a gonfiare gli incassi di qualsiasi cosa legata al franchise, dall'altro ha creato una schiera di oppositori per "partito preso" della saga. Dopo che Catherine Hardwicke, lo scorso anno, ha narrato gli inizi della storia d'amore tra Bella ed Edward, la pellicola è passata nelle mani di Chris Weitz (La bussola d'oro), che si è trovato a dirigere l'evoluzione della stessa in un triangolo amoroso. New Moon, infatti, è la storia di Bella e Jacob, di come il loro rapporto sfiori qualcosa che va al di là dell'amicizia nel momento in cui Edward è completamente scomparso dalle loro vite, e di come questa relazione debba ridimensionarsi quando tutto sembra tornare alla normalità. Soprattutto perché Jacob è un licantropo con, secondo la tradizione, il dovere di difendere gli abitanti del territorio dai vampiri. Bella è quindi inserita nel tipico stereotipo della ragazza contesa da due diversi uomini che, oltre ad essere caratterialmente e fisicamente molto diversi, sono anche acerrimi nemici, in perenne tensione e conflitto. Una situazione che giova parecchio ad una narrazione che diviene molto più ricca d'azione e che nasconde pericoli dietro ogni angolo. Weitz sembra aver impresso in ogni inquadratura un'idea costante di movimento, con una macchina da presa che difficilmente rimane statica a fissare la scena e preferisce girare attorno ai personaggi, tuffarsi con loro, saltare dagli alberi. Una scelta che riesce a bilanciare il punto di focalizzazione dell'attenzione dello spettatore, sempre a metà strada tra azione e romanticismo. "Raccontiamo una storia che parla di vampiri e licantropi e di altre situazioni sovrannaturali. Ma al di là di queste cose si tratta di una storia che parla dei più basilari sentimenti umani: l'amore, il desiderio, la necessità, la perdita, l'affetto e l'amicizia. Parla dei pericoli che corriamo quando siamo innamorati". Ma quali pericoli ha invece corso il regista nell'adattamento della pellicola?

Versus Time

Trattandosi del sequel di un film che ha riscosso molto successo affidato ad un regista completamente differente dal primo, i paragoni tra le versioni cinematografiche di Twilight e di New Moon sono inevitabili. Sia la Hardwicke che Weitz si sono affidati a Melissa Rosemberg per la sceneggiatura (autrice degli script dell'intera saga), cercando di rimanere il più fedele possibili al libro. Uno dei pericoli nell'adattamento cinematografico di un'opera letteraria con milioni di fan, è quello di scatenare le ire degli ammiratori, normalmente legati ad ogni singola parola scritta e facilmente suscettibili. New Moon, come promesso, non si distacca troppo dal libro, tanto che in alcuni punti è possibile quasi riconoscere i dialoghi scritti da Stephenie Meyer, nonostante la difficoltà di trasformare in immagini un romanzo che è in gran parte psicologico, fatto delle emozioni che travolgono Bella nel momento dell'abbandono e della paranoia. Nonostante questo suo impianto da storia romantica, il "capitolo due" regala molta azione, merito della presenza dei licantropi, irascibili e sempre pronti a scattare e combattere, della minacciosa Victoria (Rachelle Lefevre) che incombe sul destino di Bella e dei regali Volturi, capaci nella loro immobilità di causare dolore col sol pensiero e sterminare intere comitive di umani in un attimo. Molto diverso rispetto a Twilight è anche l'impianto fotografico della pellicola: se nel primo film tutto sembrava freddo, ibernato in un'impersonale luce fluorescente che veniva abbandonata solo in determinati momenti, New Moon è un susseguirsi di immagini calde, in cui vibrano i toni dorati e terreni, ricordando molto l'impostazione cromatica dei preraffaelliti: le pelli abbronzate dei Quileute, i mantelli rosso acceso degli astanti della festa di San Marco, i paesaggi autunnali di La Push. Una macchia di colore in cui spicca maggiormente il pallore marmoreo dei vampiri, il cui trucco a volte appare troppo fittizio, con i loro occhi color dell'almbra spesso arrossati e i volti scavati dalle ombre. Tristemente, i due film, hanno in comune una cosa: l'imperfezione degli effetti speciali. La pelle dei vampiri della Meyer tende a brillare come diamanti se esposta alla luce del sole, un effetto che in nessuna delle due pellicole è stato reso in maniera naturale, divenendo in New Moon una specie di acne luminosa, con puntini ben visibili sul volto degli attori dai quali emana un raggio di luce. Stesso problema riscontriamo con la trasformazione dei nativi americani in grossi lupi che, per quanto sia fulminea, riesce ad apparire eccessivamente finta, trasformando il branco in grossi peluches in computer grafica.

We are family

Twilight era un film in cui Hollywood credeva poco, con un budget inzialmente molto limitato ed un cast pressoché sconosciuto. Kristen Stewart e Robert Pattinson erano solo due ragazzi con un certa esperienza alle spalle presentatisi a sostenere un'audizione come tutte le altre. Adesso, invece, entrambi sono la personificazione dei personaggi che interpretano, amati ed idolatrati come se essi stessi fossero Bella ed Edward. Chris Weitz ha lavorato in New Moon con una squadra che era già quasi al completo, con attori già affiatati tra loro ed in confidenza con i propri personaggi. Una caratteristica che sicuramente giova molto alla pellicola. I due beniamini offrono una performance superiore alla precedente, dimostrando un certo legame empatico con i due innamorati ed esprimendo sentimenti ed emozioni attraverso i movimenti del corpo e le espressioni facciali. Edward abbassa la sua maschera di pietra per sorridere ed ammiccare e Bella abbandona quell'aria da succube per dimostrare un po' di carattere. Buona anche l'interpretazione di Taylor Lautner che, con i suoi 14kg di muscoli messi su per mantenere la propria parte, oltre a dimostrarsi un piacevole spettacolo per gli occhi del pubblico femminile (il personaggio di Jacob sembra avere una certa attitudine ad andare in giro per la città senza una maglietta), riesce ad esprimere la metamorfosi del suo personaggio, da impacciato ragazzino a difensore dei più deboli, cosciente della propria forza e del proprio fascino. Il cast presenta anche volti nuovi, tra cui spiccano quello di Dakota Fanning nei panni di Jane, la ragazzina dall'aspetto innocente al servizio dei Volturi capace di provocare un indescrivibile dolore solo con il pensiero, e quello di Michael Sheen (futuro bianconiglio nell' Alice in Wonderland di Tim Burton) che, nei panni di Aro, riesce ad incutere terrore velando tutto con una irriverente ironia che non disturba, anzi affascina. Il cast di New Moon sembra davvero una grande famiglia e, probabilmente, l'aver lavorato a stretto contatto per tanto tempo e sugli stessi personaggi, ha permesso a tutti di migliorare le proprie interpretazioni che centrano sempre il personaggio e non appaiono mai sopra le righe.

The Twilight Saga: New Moon New Moon è prima di tutto un film di genere: dedicato ad un determinato tipo di pubblico. Per quanto Weitz si sforzi a renderlo maggiormente pieno di azione ed adrenalina, rimane una pellicola non destinata ad appassionare platee eterogenee. Inoltre è risaputo che la maggior parte degli appassionati della saga appartengono al sesso femminile, caratteristica ben sfruttata dai produttori della pellicola, che hanno puntato molto sul fattore "ormone", mostrando continuamente i toraci scolpiti dei palestrati Quileute ed anche i bianchissi pettorali di un Edward quasi vicino alla luce del sole. Alcuni spezzoni sembrano altamente inadeguati allo stile narrativo (fate attenzione alla visione che Alice mostrerà ad Aro sul futuro di Edward e Bella), ma nel complesso lo stile registico dinamico accompagnato da una suggestiva colonna sonora (dai Muse ai Death Cab For Cutie e i The Killers) compongono un film piuttosto piacevole, fedele alla versione letteraria della storia, e pronto per le innumerevoli visioni dei fan entusiasti.

7

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