Recensione The Twilight Saga: Eclipse

Edward o Jacob? Per Bella è arrivato il momento di decidere...

recensione The Twilight Saga: Eclipse
Articolo a cura di

Una storia che ha trasformato i sentimenti e il modo di provare emozioni di un'intera generazione. Milioni di persone sono diventate improvvisamente Bella Swan e come lei hanno intrapreso un viaggio lungo una saga. In Twilight ci siamo innamorate di Edward, bello come un Dio greco e etereo come solo un vampiro può essere, poi abbandonate e distrutte in New Moon abbiamo cercato rifugio tra le possenti braccia di Jacob, il migliore amico di sempre. Ora, in Eclipse, il triangolo creato nei due precedenti film richiede finalmente una fine. Bella dovrà scegliere a chi affidare il proprio futuro... e noi, inevitabilmente, con lei.

La fine è vicina...

L'avvicinarsi della data del diploma significa per tutti grandi cambiamenti: nuove città, nuovi amici, nuova vita al college. Per Bella Swan (Kristen Stewart) corrisponde alla data in cui abbandonerà la vita da mortale ed entrerà a far parte del clan dei Cullen. Nonostante la trasformazione le permetterà di stare per sempre insieme al suo adorato Edward (Robert Pattinson), fatica ad accettare il compromesso che lui le hai imposto, cioè che acconsenta a sposarlo prima che lui la trasformi in un vampiro, e le inevitabili conseguenze che la porteranno a dover dire addio per sempre a famiglia e amici. Intanto la città di Seattle è devastata da una serie di misteriosi omicidi e i confini di Forks sono messi in pericolo dalla ricomparsa di Victoria (Bryce Dallas Howard), la rossa vampira assetata di vendetta, il cui unico scopo è ormai quello di far provare ad Edward lo stesso dolore che lui le ha causato uccidendo il suo compagno. Il pericolo è più grande di quello che sembra e, per la prima volta, vampiri e licantropi dovranno unire le forze e combattere insieme per proteggere Bella e tutta la loro comunità.

Un successo già annunciato

Il tanto atteso terzo capitolo della saga di Twilight è finalmente arrivato sugli schermi di tutto il mondo. Il più invocato, forse a causa della sponsorizzazione continua che gli stessi protagonisti hanno fatto alla pellicola, definendola la più complessa, quella con più azione, più romanticismo, più emozioni. Taylor Lautner ha dichiarato che fino ad ora è il suo film preferito dei tre, e anche Kristen Stewart e Robert Pattinson si sono espressi con elogi su elogi. Una pellicola talmente dark da riuscire a piacere anche ad un pubblico maschile. Insomma, con tutto quello che ci avevano detto, The Twilight Saga: Eclipse era pronto ad essere un super-successo già prima di essere distribuito (un po' come successo lo scorso Novembre con New Moon). Ma a visione terminata, si può davvero dire che sia il migliore dei tre? Procediamo con ordine.

La versione Slade

Una delle cose che caratterizza la saga di Twilight a livello cinematografico è il cambiamento di regia dietro la macchina da presa ad ogni capitolo. Dopo Catherine Hardwicke e Chris Weitz è arrivato il turno di David Slade. Appena fatto il suo nome tutti hanno pensato immediatamente a una svolta horror della storia: finalmente i vampiri avrebbero perso quella loro aria da "normali" e si sarebbero trasformati nelle bestie assetate di sangue che sono per tradizione. Dopotutto non era quello che Slade ci aveva mostrato in "30 giorni di buio"? Ma il regista è andato oltre l'errato tag cinematografico di film horror: "Quello che mi ha attratto di questo progetto è il fatto che si tratta di una storia fantastica e di una sfida straordinaria per me, sia a livello personale che come filmmaker. Non mi piace fare sempre la stessa cosa, perché apprendo molto di più dalle sfide. Si, avevo già fatto un film sui vampiri, ma Eclipse è una cosa completamente diversa. Questa è una storia romantica". Slade arriva quindi dove altri si sono fermati: capire che nella saga di Twilight l'elemento sovrannaturale è solo un'aggiunta superflua, non strettamente legato alla vicenda. Inutile scontrarsi contro una mitologia distrutta e ridicolizzata, quando al centro di tutto c'è una storia romantica, fatta di indecisioni, scelte difficili e sdolcinato lieto fine. Cerca di realizzare quindi una pellicola in cui le due componenti si incontrino alla perfezione, intervallando tra loro momenti accattivanti e ben ritmati a scene di pura zuccherosità.
Esemplari sono i primissimi minuti del film: notte buia e burrascosa in quel di Seattle. Un ragazzo si sente inseguito da una minaccia e comincia a fuggire alla ricerca di aiuto. Tra urla, tuoni e lampi appare la scritta "Eclipse". Al di là dell'incipit chiaramente stereotipato, le immagini sono così ben ritmate e così ben fotografate da dare speranza anche a chi fan della saga della Meyer proprio non è. Peccato che subito dopo ci si ritrovi catapultati nel luogo d'incontro prediletto dai due protagonisti, l'assolata radura, dove Edward e Bella discutono del matrimonio, e con il loro arrivo possiamo dire addio al tanto sospirato effetto dark. Slade cerca di tornare continuamente all'azione ricercando l'adrenalina in diversi passaggi, come durante l'inseguimento di Victoria da parte di vampiri e licantropi, ma alla fine i tratti da film romantico riescono a sopprimere tutto. Gli occhi rimangono affascinati da una fotografia particolare, a metà strada tra quella azzurrognola e asettica di Twilight e quella ricca di toni caldi e intimistici di New Moon, che si adatta bene al clima grigio di Forks e che finalmente smette di sparare sul trucco pallido dei vampiri, che si disfanno dell'alone di polvere di gesso che sembrava aleggiare continuamente sui loro volti. Ora inseguono la via della pietra, del marmo di cui tanto sfoggio fa la Meyer nelle sue descrizioni. E infatti si sgretolano, si frantumano, cadono letteralmente a pezzi. Un espediente ammirevole per rappresentare la morte di questi esseri in maniera diversa dalla tipica riduzione in cenere (tanto ormai si è capito che di convenzionale i vampiri di Twilight non hanno proprio nulla), affascinante in alcuni punti, come quando il volto di Riley comincia a venarsi in un momento clou della lotta contro Edward, ma completamente ridicolo in altri, forse a causa dell'associato rumore da piatto in ceramica di scarsa fattura che si rompe in mille pezzi che accompagna i momenti più tragici. Come si suol dire: l'impegno c'è stato, l'idea è buona, ma la realizzazione lascia un po' a desiderare.
La recensione continua a pagina 2!

E' il momento di scegliere!

Il vero punto forte della saga di Twilight è notoriamente la storia, che ha affascinato tantissimi lettori e spettatori e creato un enorme processo di fidelizzazione cinematografica. Eppure in The Twilight Saga: Eclipse questo si trasforma anche nel vero punto debole del film. La sceneggiatura, nonostante sia il più fedele possibile al prodotto letterario, non cattura l'attenzione come dovrebbe. Frammentata tra storia d'amore e guerra tra clan, perde il suo punto di vista privilegiato, quel vedere tutto raccontato attraverso gli occhi miopi della protagonista, complessata e dilaniata dalla sua eterna indecisione. Meno male? Forse... perché se da un lato questo ci permette di osservare il tutto da punti di vista differenti e ci permette di venire a conoscenza di sfumature che nemmeno il libro di Eclipse è in grado di svelarci (alcuni particolari sui movimenti e gli atteggiamenti dei NeoNati provengono direttamente dal nuovo libro della Meyer "La breve seconda vita di Bree Tanner", all'epoca della produzione del film già terminato ma non pubblicato), dall'altro ci priva di quella visione emozionale e introspettiva che tanto piace ai fan della saga. Edulcorate dalle paranoie di Bella, persino scene fondamentali come quella della tenda si trasformano in un siparietto volto a esasperare la teoria del triangolo amoroso. Si, perché Eclipse porta finalmente la sua insopportabilmente esitante protagonista a prendere una decisione: basta saltare dalle braccia fredde e rinsecchite di Edward (sarà anche come il marmo ma non regge minimamente il paragone con il rivale) a quelle calde e muscolose di Jacob. Non è giusto per lei, non è giusto per loro e soprattutto non lo è per noi poveri spettatori. Dopo tre film ci sembra arrivato finalmente il momento di prendere delle decisioni definitive: e questo è proprio il fulcro di tutta la pellicola che tra matrimoni, guerre e vampirizzazioni cerca di mettere definitivamente fine a questa interminabile partita di ping-pong sentimentale. Uno script che cerca di miscelare azione e romanticismo, insieme al maggior numero di particolari e storie possibili: se sulla carta la cosa può apparire interessante, sullo schermo la sceneggiatura si perde, acquistando un certo ritmo solo nelle scene d'azione che però sembrano decisamente inesistenti se paragonate ai lunghi momenti tra Bella, Edward e Jacob, talmente poco appassionanti (o passionali...!) da non superare le barriere dello schermo cinematografico.

Piccole/grandi star crescono

Ma se Bella, Edward e Jacob non riescono a trasmettere le solite emozioni non sarà anche colpa degli attori che li interpretano? Kristen Stewart, Robert Pattinson e Taylor Lautner sono ormai delle vere e proprie superstar e questo grazie alla saga di Twilight. Insipidi e monoespressione nella prima pellicola, già in New Moon avevano mostrato dei miglioramenti. Il continuo cambiamento alla regia deve però aver fatto bene a tutti, perché in The Twilight Saga: Eclipse si notano progressi in tutte le loro interpretazioni. Il duetto Bella-Edward finalmente dialoga come una reale coppia di diciassettenni, intervallando stucchevoli dichiarazioni d'amore eterno a frecciatine acide e divertenti, tanto da portare Pattinson e la Stewart a fare uso di un'espressione a loro quasi sconosciuta: il sorriso! Jacob, che ha fatto del torso nudo una scelta di vita (tanto da scatenare addirittura una battuta da parte di quel gentiluomo tutto d'un pezzo di Edward Cullen), acquista improvvisamente una personalità e sembra addirittura reggere tra le sue mani le redini dell'intero triangolo. Persino il rapporto Edward-Jacob acquista un suo motivo di essere, e i due personaggi si comportano come se fossero davvero dei rivali, odiandosi e ammirandosi allo stesso tempo. Nota veramente dolente all'interno del cast è Bryce Dallas Howard, accorsa in sostituzione di Rachelle Lefreve nei panni della subdola Victoria. Ad accomunare le due attrici troviamo soltanto la lunga capigliatura rosso fuoco... per il resto Victoria non ci sembra nemmeno così tanto malvagia e non riesce a bucare altrettanto bene lo schermo come nei due capitoli precedenti. Ma tra i nuovi membri del cast ci sono anche ingressi positivi, come quello di Xavier Samuel, l'attore australiano chiamato a vestire i panni di Riley, personaggio che nel libro non ha una grande importanza, ma necessario a dare maggiori informazioni sull'esercito dei vampiri NeoNati. Intenso e etereo regala davvero una buona performance, concreta e affascinante nelle sue diverse sfaccettaure.

Promosso o bocciato?

I tratti negativi e quelli positivi di The Twilight Saga: Eclipse sembrano seguirsi di pari passo. La stampa estera ha già dichiarato che il film è il migliore della saga e i fan hanno già gridato al capolavoro avendo visto soltanto le clip di presentazioni. Eppure esprimersi davvero oggettivamente su un film come questo è davvero difficile. Dal punto di vista stilistico Eclipse è davvero migliore dei suoi predecessori: fotografia affascinante e dai toni oscuri, effetti speciali migliorati nelle scene d'azione (nonostante i lupi continuino ad assomigliare a dei docili peluches da compagnia... grattatina in mezzo agli occhi compresa), make-up e costumi adeguati ai personaggi e alle situazioni. L'attenzione per i particolari di Slade è percepibile in svariate scelte, dai movimenti di macchina ai ritmi di montaggio, ma si è persa completamente nel momento in cui si è passati all'uso della colonna sonora. Escluso il perfetto score della scena iniziale e di qualche altro isolato momento, la tanto apprezzata colonna sonora (di solito una delle cose gradita indiscutibilmente da tutti) in Eclipse delude e non per la sua inferiorità rispetto alle due OST precedenti, ma per l'utilizzo errato che ne fa il regista, eliminando la sincronizzazione emotiva e relegando molti brani a semplice musica di sottofondo. Fondamentalmente, nei suoi 121 minuti di durata, il film prepara lo spettatore a una battaglia epocale tra i Cullen, affiancati eccezionalmente dai licantropi, e l'esercito di vampiri NeoNati (22 esemplari in tuto) che in realtà non arriva mai. Perché l'enorme scena d'azione finale ha una durata decisamente troppo breve per essere assaporata, ridotta ai minimi termini dai movimenti superveloci dei vampiri e dal continuo cambiamento di prospettiva tra la radura, dove avviene la battaglia, e la cima della montagna, dove si consuma lo scontro tra Edward e Victoria. Il film con la maggiore presenza di azione, sentimenti, personaggi, romanticismo, passione... attenti, perché il troppo stroppia, e sotto molti punti di vista, più che appassionare, Eclipse annoia... anzi, peggio, lascia impassibili. Ovviamente, se siete dei fanatici della saga, sarete così occupati a districarvi tra i continui cambiamenti di idea di Bella da non accorgervi di tutto ciò che le gira attorno, e quindi lo amerete alla follia. Beati voi!

The Twilight Saga: Eclipse Attenzione: il voto che darete a questo film tenderà a cambiare radicalmente a seconda che voi siate o meno dei fan della saga (sia letteraria che cinematografica). The Twilight Saga: Eclipse sarà per i Twilighters una vera manna dal cielo, grazie al suo mix tra sdolcinato romanticismo, sana rivalità e azione. Rivedranno nella pellicola di David Slade quasi tutto quello che ha fatto amar loro il terzo libro della Meyer e ne apprezzeranno le scelte stilische. Completamente diversa sarà invece la reazione dello spettatore casuale, quello che incuriosito dal fenomeno si avvicinerà alla pellicola e uscirà dalla sala con una sensazione a metà tra l'indecisione e l'incomprensione. Eppure non ci sembra il caso di sminuire il lavoro che Slade ha fatto con la pellicola, considerato che Eclipse ha una base letteraria molto difficile da portare su grande schermo, soprattutto perchè costruita fondamentalmente dai pensieri e dalle emozioni della sua protagonista, che filtra tutta la vicenda. Unico consiglio per la sopravvivenza: lasciate perdere l'idea che si tratti di un film di vampiri. Ormai dovrebbe essere chiaro che la saga di Twilight è solo una epica storia d'amore... tolti licantropi e vampiri ci troveremmo esattamente davanti alla stessa identica vicenda.

7

Che voto dai a: The Twilight Saga: Eclipse

Media Voto Utenti
Voti: 71
5.6
nd