Recensione The Tiger

Choi Min-sik è un esperto cacciatore rimasto vedovo che si trova ad affrontare una feroce e vendicativa tigre in The Tiger, avventura ad alto tasso spettacolare diretta da Park Hoon-jung.

recensione The Tiger
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Chun Man-duk è un esperto cacciatore ormai ritiratosi a vita privata dopo la morte della moglie, prendendosi cura del figlio adolescente Suk-yi durante l'invasione giapponese della Corea. L'esercito nipponico sta cercando, senza successo, di assicurarsi le sue abilità per catturare una famelica tigre che, nelle ultime settimane, ha ucciso diversi soldati in esplorazione. I tentativi dei suoi ex-colleghi sono finora sempre andati a vuoto, ma le battute di caccia sembrano ad una svolta quando la compagna e i figli dell'animale vengono brutalmente uccisi in un'imboscata: l'obiettivo è ora usare i cadaveri dei piccoli per attirare allo scoperto il carnivoro. Questi però, nonostante l'istintiva furia, è ben più astuto del previsto e da potenziale preda si trasforma in implacabile predatore assetato di vendetta. La scelta di Suk-yi di ribellarsi al volere del genitore e di unirsi ad un nuova spedizione atta a catturare la tigre metteranno Chun Man-duk di fronte al peggiore dei propri incubi, legato profondamente ad un fatto tragico del suo passato.

La tigre e il cacciatore

Parte con il botto la 18esima edizione del Far East Film Festival di Udine con la serata d'apertura a presentare in anteprima internazionale The Tiger, recente kolossal sudcoreano diretto dal Park Hoon-jung di New World (2013). Ispirato, come recita il sottotitolo inglese An old hunter's tale, ad un antica storia popolare diffusa tra i cacciatori, il film si propone come spettacolare macchina d'intrattenimento di oltre due ore, con una narrazione in grado di regalare sequenze di estrema tenerezza ed altrettante di feroce crudeltà in un gioco del gatto col topo tra il selvaggio predatore, realizzato digitalmente con inaspettata efficacia, e i suoi inseguitori, il tutto in un contesto scandito dalle controversie sociali dovute all'invasione giapponese. Dopo un breve prologo ambientato dieci anni prima di quanto poi narrato e ripreso nella parte centrale con lo svelamento di uno dei tanti colpi di scena della trama, la prima ora di visione si premura di offrirci un ritratto discretamente convincente delle psicologie dei numerosi personaggi in gioco, lasciando all'ultima parte il compito di esaltare, aiutata dalla maestosa colonna sonora, l'epica di fondo della vicenda, con una svolta action / horror a infarcire i numerosi e violenti scontri tra il carnivoro e gli uomini, in una sfida dove il confine tra vittime e colpevoli si fa man mano sempre più sottile. Lo stesso epilogo, atto a confrontare con uno sguardo toccante e malinconico, il mondo animale e quello umano in un gioco di somiglianze più profondo del previsto, offre spunti di riflessione sulle ingiustizie compiute senza ritegno verso la natura e i suoi abitanti, impreziosendo il sapore da fiaba / leggenda che debilita volutamente la verosimiglianza della vicenda. Verosimiglianza che però esplode nelle superbe interpretazioni dell'affiatato cast, con il solito, impareggiabile, Choi Min-sik a dominare la scena nei panni del tormentato protagonista.

The Tiger Una di quelle storie che si raccontano davanti a un fuoco, immersa in una sorta di epica magica costruita sul coraggio e la sofferenza, caratterizza le particolari e avvincenti atmosfere di The Tiger, kolossal avventuroso di Park Hoon-jung che ha aperto la nuova edizione del Far East Film Festival. Opera di una potenza innata, messa in scena con un grande dispendio di uomini e mezzi e con un raffinato uso di effetti digitali, capaci di dar vita con mirabile naturalezza alla vendicativa tigre protagonista, vero e proprio specchio animale del personaggio umano interpretato dal grande Choi Min-sik. Due ore e venti di emozioni che, pur pagando qualche momento di lentezza nella prima parte, offrono spazio a sequenze tenere e toccanti nonché ad una componente di violenta e brutale azione nelle diverse sequenze in cui il predatore si trasforma in implacabile angelo della morte.

7.5

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