Recensione The Strangers

Una giovane coppia terrorizzata da tre sconosciuti nascosti dietro una maschera.

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Un realistico incubo

What you are about to see is inspired by true events. According to the FBI, there are an estimated 1.4 million violent crimes in America each year. On the night of February 11, 2005, Kristen McKay and James Hoyt left a friend's wedding reception and returned to the Hoyt family's summer home. The brutal events that took place there are still not entirely known.

Queste le parole che preparano lo spettatore alla visione di The Strangers: caratteri di un netto arancio su sfondo nero, colonna sonora in silenziosa meditazione, impatto deciso e delineato. Tutto è studiato per immergere la storia nel contesto del reale, costruendo attorno ad ogni singolo evento una sfumatura di ulteriore crudeltà riconducibile al suo non essere frutto della fantasia. In fondo la pellicola nasce da un’esperienza personale emersa direttamente dal passato del regista Bryan Bertino: quando era solo un bambino, uno sconosciuto bussò alla porta della sua casa chiedendo di qualcuno a lui ignoto. Il giorno successivo si sparse la notizia che tutte le case vuote del suo quartiere erano state svuotate da un gruppo di ladri.

"C'è Tamara? Sei sicura?"

Kristen (Liv Tyler) e James (Scott Speedman), di ritorno da una festa di matrimonio, fanno il loro ingresso nella casa per le vacanze della famiglia Hoyt. Qui lui nel pomeriggio aveva preparato una romantica atmosfera adatta al festeggiamento del loro fidanzamento ufficiale: petali di rosa sparsi ovunque, candele, musica e legna scoppiettante nel caminetto. Ma il tutto non è andato come previsto e tra i due ragazzi regna una tensione ed un imbarazzo che sembra irrisolvibile. All’improvviso una strana e minuta ragazza bionda bussa con insistenza alla loro porta: sta cercando Tamara. I due liquidano la ragazza con inquieta gentilezza, ma lei non demorde e torna a chiedere della sconosciuta. L’ennesimo rintocco di pugno battuto enfaticamente sulla porta d’ingresso darà il via ad un lento ed agognante gioco degli inseguimenti da parte di tre presenze mascherate decise a terrorizzare e porre fine alla vita dei due fidanzatini in crisi.

"Perchè ci state facendo questo?"

Per Bryan Bertino si tratta della sua prima opera approdata al grande schermo dopo anni di esperienza nel mondo del cortometraggio e dei videoclip. L’ingresso nel mondo del cinema non è semplice per nessuno e bisogna soprattutto riuscire a superare gli inevitabili paragoni a cui pubblico e critica tendono a sottoporre i film di genere. Locandine, foto promozionali, trailer ed indiscrezioni hanno costruito un’ immagine di The Strangers non molto dissimile a quella di un nuovo Saw, con il cattivo che si nasconde dietro ad una poco originale maschera bonariamente inquietante. La sceneggiatura originale del regista, invece, non prevede nessuno dei cliché della famosissima saga dell’enigmista, caratteristica che ne segna le sorti in maniera opposta. Se da un lato gli amanti del genere splatter rischiano la sonnolenza davanti ad un bisogno di sangue e cattiveria mai soddisfatto , dall’altro gli spettatori assuefatti da un eccessivo uso di violenza per accattivare l’occhio, troveranno gustoso l’estenuante inseguimento della morte messo in scena dal film. Più che puntare sulla brutalità che il genere filmico ormai calca con successo, il regista sceglie di rappresentare la tensione, mostrandola nelle sue molteplici sfaccettature: triste, sensuale, terrorifica. Tutto sembra sistemato ad arte per creare puro panico ansiolitico esasperando gli elementi compositivi della vicenda. La fotografia rende gli ambienti il più accogliente possibili, prediligendo le tonalità calde, i gialli riflessi delle fiamme sui volti e sul legno, il rosso dei petali di rosa sparsi un po’ ovunque. Il montaggio è lento ed opprimente, con la macchina da presa che si muove sinuosa tra corridoi e vetrate della grande casa di campagna. La colonna sonora è volutamente fittizia, privilegiando il timbro dei rumori, enfatizzando respiri e movimenti normalmente impercettibili all’orecchio umano, e ponendo in secondo piano il commento musicale dei momenti più tragici. Nell’enorme gioco delle parti che è la macchina filmica, ogni partecipante sa cosa fare e soprattutto come farlo.

"Perchè eravate in casa."

Menzione d’onore va ad i protagonisti del film, che per questioni di sceneggiatura si riducono all’interpretazione di Liv Tyler (Il Signore degli Anelli, Armageddon). Il personaggio di Kristen vive davanti agli occhi dello spettatore un ampio spettro di emozioni, tutte perfettamente interpretate da un’ attrice che preferisce esaltare le proprie capacità espressive a scapito di una perfetta presenza estetica. Le piccole rughe, le increspature di un volto non migliorato dai make up artist, rendono concrete tensioni e paure che, nate nella mente del personaggio, si rispecchiano perfettamente sul viso di una professionista ormai non più bambina e forgiatasi con ottime pellicole nel proprio passato. Purtroppo non possiamo dire altrettanto dei tre minacciosi stranieri, protagonisti effettivi del film, che per tutto il tempo nascondono la propria identità dietro delle maschere. Anche nel momento in cui queste cadono diventando parte dell’arredamento della scena del crimine, allo spettatore non è dato scrutare all’interno dei loro occhi, lasciando completo il mistero sulla loro persona. Mischiando le carte con cui già si sono dilettati i protagonisti di film come Arancia Meccanica e Funny Games, questi tre terroristi di campagna perpetrano la violenza come attività ludica, puro svago emotivo, mai dichiarato esplicitamente a parole, ma esposto in maniera piuttosto evidente dal non porsi come obiettivo primario quello della morte. Sono sempre ad un passo dalle proprie vittime: li spiano, li istigano, li spingono verso situazioni e decisioni con il solo obiettivo di prolungare il gioco del gatto con il topo fino al sorgere del sole, quando la forza spirituale delle vittime sarà ormai consumata da ore di urla strazianti.

The Strangers The Strangers offre 90 minuti scarsi di pura tensione fisica ed emotiva, che sfiancherà i più ma allo stesso tempo cercherà di stuzzicarli in ogni modo. La trama ed il finale della pellicola divengono presto prevedibili, ma ciò non danneggia notevolmente l’impatto filmico nel suo totale, che certo avrebbe giovato di un uso maggiore di colpi di scena e momenti inaspettati. Sicuramente piacevoli gli ultimi secondi della storia che faranno sussultare qualche spettatore e lasceranno dei dubbi aperti in qualche altro, che si prevede possano essere cancellati da The Strangers 2 già opzionato dalla casa di produzione.

6.5

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