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The Secrets of Emily Blair, la recensione dell'horror disponibile su Netflix

L'infermiera Emily, prossima al matrimonio, viene posseduta da un antico demone e solo un esorcismo può salvarla.

recensione The Secrets of Emily Blair, la recensione dell'horror disponibile su Netflix
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In The Secrets of Emily Blair l'omonima protagonista, giovane e bella infermiera, è prossima al matrimonio con lo storico fidanzato William. Poche settimane prima del lieto evento la ragazza è vittima dell'assalto di un anziano paziente, il quale muore poco dopo averle sussurrato delle strane ed inquietanti parole. Da quel momento Emily comincia a soffrire di estrema bipolarità, conseguente ad una vera e propria possessione demoniaca che la porta a gesta di pura e insensata follia. Quando l'amica Tara viene ritrovata suicida in tragiche e misteriose circostanze, il futuro sposo comprende come l'amata non sia più la stessa e decide di contattare Padre Avital, reverendo amico di famiglia, affinché la esorcizzi.

Demoni e immortali

Produttore di b/z-movie fin dalla fine degli anni '90, Joseph P. Genier decide di fare il grande passo dietro la macchina da presa solo nel 2016 per dirigere un horror del filone esorcistico prendente a piene mani dai capisaldi del genere fin a cominciare dal titolo, con il cognome della protagonista citante il famoso cult found-footage. In The Secrets of Emily Blair (disponibile su Netflix) le alte ispirazioni sono qui vittima di un involontario appannamento e il novello regista si trova impreparato a gestire le diramazioni drammatiche e di genere di una storia che ha già detto tutto nei primi minuti, stagnandosi in una lenta e inesorabile agonia nel proseguo della narrazione. La sospensione della ragazza tra il mondo dei vivi e quello dei morti, con tanto di demone assalitore che la costringe nella realtà a compiere crudeltà in serie, risulta ridicola nella reiterazione dei topoi, con la Nostra che si ritrova a parlare da sola, a diventare un'assatanata ninfomane (un paio di scene condensano una discreta dose di erotismo, anche grazie alla sensualità della bella Ellen Hollman) o a vomitare il pranzo alla vista di un crocifisso. Nella seconda metà, quando ha poi finalmente luogo la resa dei conti tra l'uomo di Chiesa e la posseduta, la situazione non migliora e l'entrata in scena di Adrian Paul, storico Highlander televisivo, nei panni di un esorcista rinnegato dalla Chiesa appare più che mai fuori luogo, trascinando verso un epilogo classico con tanto di ammanettamento alle gambe del letto. Per un film nato già vecchio e realizzato con imbarazzante dozzinalità.

The Secrets of Emily Blair Non sarà certo un film come The Secrets of Emily Blair a rinverdire il filone dell'horror esorcistico, confermandone semmai la mancanza di idee affliggente la maggior parte delle produzioni a tema. L'esordio dietro la macchina da presa del produttore Joseph P. Genier scade in più occasioni nel ridicolo involontario raccontando una storia di possessione seguente tutti i canonici cliché in maniera esasperata e con una gestione della suspense incapace di provocare il minimo sussulto di genere.

4

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