Cannes 2014

Recensione The Search

Dopo il successo di The Artist, Michel Hazanavicius torna sulla Croisette con un intenso dramma bellico

Recensione The Search
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Dopo il successo di The Artist, Michel Hazanavicius è attesissimo sulla Croisette con il dramma bellico The Search, ispirato - pur non costituendone remake - a un classico omonimo di Fred Zinnemann del 1948, ambientato nel periodo della Seconda Guerra Mondiale e dei campi di concentramento. Questo film sposta invece l’azione in Cecenia, sorprendendo per realismo e crudezza, ma lasciando comunque uno spiraglio di speranza. “Non ho voluto fare un film politico - dice il regista - che prendesse una posizione. Ho lasciato voce a coloro che subiscono la guerra, senza tifare per una parte o per l’altra”. Nel cast anche Bérénice Bejo, compagna di Hazanavicius nella vita, e Annette Bening.

Tra Germania Anno Zero e Full Metal Jacket, il film segue due storie parallele destinate a incrociarsi: il processo di ‘ritorno alla vita’ di un bambino traumatizzato dall’aver assistito al massacro della sua famiglia per mano dell’armata russa, e l’inversa ‘deumanizzazione’ di un soldato costretto ad arruolarsi, catapultato in un ambiente violento e ostile, dove si insegna a uccidere prima di farsi uccidere. “La storia del bambino - spiega ancora Hazanavicius - viene dal The Search originale, ma ho trovato che aggiungere il percorso di de-umanizzazione del soldato mi aiutasse a sottolineare quello che volevo anche nella parte complementare. Tra l’altro i due attori che li interpretano si assomigliano e su questo ho giocato”.
“Quel che mi ha attratto della trama - aggiunge l’affascinante Bejo - è che la prospettiva non è quella del film di guerra classico, all’americana, con l’eroe che arriva in un paese in conflitto e salva la situazione. Non è così facile. Il mio personaggio è un’inviata delle nazioni unite e tiene molto al suo ruolo politico, ma poi capisce che è importante occuparsi delle persone. Chi ha subito traumi forti in guerra ha bisogno che qualcuno gli tenda una mano e gli dica ‘sono qui. Ti aiuto io. Anche dopo tutto quello che hai passato, puoi ancora vivere una vita normale”.

The Search Dopo il sognante e citazionista The Artist, Hazanavicius stupisce il pubblico cannense con una storia cruda, violenta e realistica, ma non priva di speranza. Il contrasto tra le due vicende principali del film (il bambino che torna a vivere, il soldato che viene risucchiato dalla spirale di morte e violenza) bilancia perfettamente una trama intensa e ricca di pathos, che ha anche il merito di portare l’attenzione sugli orrori di un conflitto trattato poco e male dai media.

7.5

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