The Score, la recensione del film con Edward Norton e Robert De Niro

Nel 2001 Frank Oz dirige Robert De Niro, Edward Norton e Marlon Brando in un heist-movie calibrato al millimetro e dalla tensione costante.

recensione The Score, la recensione del film con Edward Norton e Robert De Niro
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Un trio di tal calibro era difficilmente immaginabile, tre magnifici interpreti di diverse generazioni pronti a calcare lo schermo in contemporanea. Nel 2001 The Score ha riunito una leggenda del cinema classico hollywoodiano come Marlon Brando (alla sua ultima performance prima che la malattia lo conducesse alla morte pochi anni dopo), un altro pezzo da novanta come Robert De Niro e un degno erede del calibro di Edward Norton, allora sulla cresta dell'onda per i ruoli cult in opere del calibro di American History X (1998) e Fight Club (1999).
L'esperto Frank Oz, storico regista di The Dark Crystal (1982) e al lavoro in passato coi Muppets (elemento questo che ha creato non pochi contrasti con Brando, che sul set lo chiamava ironicamente Miss Piggy), ha realizzato un heist-movie delle grandi occasioni, capace di tenere con il fiato sospeso fino ai titoli di coda grazie alla messa in scena di un furto che caratterizza nella sua complessità tutta la seconda parte del film.

Un'ultima volta

Film che inizia proprio con un colpo concluso con successo dal personaggio di Nick Wells e la cui esposizione viene magnificamente enunciata durante lo scorrere dei titoli di testa. Ora l'infallibile ladro ha deciso di darsi una calmata e iniziare una nuova vita insieme alla fidanzata Diane, ma il suo vecchio socio e amico Max (con il quale collabora da oltre venticinque anni) gli propone un ultimo lavoro, quello che potrebbe sistemarlo per il resto della vita. Uno scettro del diciassettesimo secolo è infatti stato rinvenuto nella Montréal Customs House e il suo valore è inestimabile: se Nick riuscisse a metterci le mani sopra, la sua "parcella" sarebbe equivalente a quattro (poi sei) milioni di dollari.

Lo scassinatore è però inizialmente incerto se accettare o meno l'incarico, dubbioso soprattutto della partecipazione al piano del giovane e ambizioso collega Jack Teller, il quale si finge un disabile per poter lavorare alla dogana e ottenere importanti informazioni e dettagli sul futuro furto. Quando Nick accetta l'incarico, l'inedita squadra progetta un piano organizzato nei minimi dettagli, dove anche il più piccolo errore potrebbe causarne il fallimento.

Senza sbavature

Un'operazione chirurgica, pensata alla perfezione in ogni particolare: The Score non cerca uno spettacolo tronfio e gratuito ma si prende i propri tempi per suscitare una tensione costante nel corso di tutte le sue due ore di visione. Già dal prologo, con il primo furto di gioielli nel quale Wells viene interrotto dall'arrivo di una coppia di potenziali amanti e costretto a nascondersi dietro un divano, la cifra stilistica è ben chiara: preparare uno stato di progressiva apprensione nei confronti dei protagonisti, messi alle strette da situazioni via via sempre più complicate.
E non è un caso che l'effettiva gestazione del colpo principe duri quasi quaranta minuti, con il personaggio di De Niro obbligato a una corsa contro il tempo in attesa delle indicazioni di un Norton mai così subdolo e geniale.

Una missione impeccabile

L'arte dell'inganno è qui resa in maniera egregia, con un paio di colpi di scena parzialmente prevedibili ma non per questo meno efficaci e consoni alla narrazione, e la lunga fase preparatoria è l'esemplare preambolo della seconda parte del film. Oz smussa la sceneggiatura di elementi accessori (la sottotrama romantica, con la partecipazione di Angela Bassett, è ridotta ai minimi termini) per concentrarsi esclusivamente sulla millimetrica elaborazione della ruberia; non è un caso che le stesse figure secondarie, per quanto alcune piacevolmente caricaturali (l'hacker appassionato di FPS o l'anziano collega di Jack), siano mezzi per far deflagrare la storia verso l'epilogo stabilito, pur al netto di una manciata di ingenue forzature che stonano con l'altrimenti impeccabile gestione descrittiva.

The Score risulta dirompente nella sua silente forza cinematografica grazie alle magistrali performance del cast, e se un Brando ormai malato offre il suo corpo bolso e stanco a un mastermind di raro carisma, la sfida tra De Niro e Norton (che divideranno il set nove anni più tardi nel sottovalutato Stone) regala brividi in più occasioni, con il secondo alle prese con l'ennesimo alter-ego sopra le righe, tra tic e mossette da finto disabile, della sua carriera.

The Score Nella seconda metà sembra di assistere a una sorta di versione autoriale, più calibrata e centellinata, delle acrobazie compiute da Ethan Hunt nel primo, leggendario Mission: Impossible del 1996. Il complesso piano messo in atto dall'inedita coppia di ladri formata da Robert De Niro ed Edward Norton trova infatti una lunghissima gestazione nell'effettiva messa in pratica del furto, ricca di una tensione opprimente e di soluzioni geniali. E poco importa se The Score si affida nella risoluzione degli eventi a una svolta già ampiamente intuibile, in quanto il percorso compiuto per giungervi è cinematograficamente appassionante, in una sobria esaltazione delle dinamiche da heist-movie d'alta scuola. Con un Marlon Brando, alla sua ultima interpretazione, in un fondamentale e verosimile ruolo di supporto, la sfida tra i due attori protagonisti regala brividi ed emozioni a non finire in un tempo filmico sospeso durante il quale il colpo è l'unico elemento predominante, prima nella relativa progettazione e poi nella chirurgica attuazione. Il film andrà in onda mercoledì 27 novembre alle 00.40 su RETE4.

7.5

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