Recensione The Rolling Stones: Crossfire Hurricane

I cinquant'anni di storia della celebre band britannica

recensione The Rolling Stones: Crossfire Hurricane
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A cinquant'anni esatti dalla sua formazione, una delle band più rinomate, blasonate e idolatrate della storia del rock si (auto)celebra in un documentario che, attraverso filmati di repertorio, foto, interviste, backstage e reportage, ne ripercorre i momenti cruciali fra eccessi e successi, ma soprattutto tanta, tanta musica.
La musica, appunto. E' proprio a questa che si ispira fin dal titolo l'opera di Brett Morgen - newyorkese classe 1968, già autore del docu-cartoon Chicago 10 e (forse) prossimo alla regia dell'adattamento cinematografico della vita dell'ex leader dei Nirvana Kurt Cobain.
Crossfire Hurricane - letteralmente: 'uragano di fuoco incrociato' - è infatti una simbolica metafora che il frontman Mick Jagger intona nella prima strofa di Jumping Jack Flash (1968), brano fra i più celebri del repertorio artistico degli Stones, utilizzato anche da Martin Scorsese nella colonna sonora del suo Mean Streets (1973).

I (CATTIVI) RAGAZZI DEL ROCK 'N' ROLL

Erano i primi anni '60. Quasi contemporaneamente, in Inghilterra, nascevano due piccoli complessi rock destinati a cambiare per sempre la concezione della musica moderna.
I Beatles scrivevano canzoni romantiche, inneggiavano all'amore, alla pace, alla civile convivenza. Insomma, dei bravi ragazzi fatti e finiti.
Gli Stones, invece, scelsero di fare i 'cattivi'. Con il loro rock duro, crudo, istintivo e, per molti versi, satanico, diedero inizio a una rivoluzione che, a mezzo secolo di distanza, sembra essere ancora in atto.
Una storia, quella di Mick Jagger e soci, già raccontata nelle più disparate versioni, compresa quella del succitato Scorsese che, con Shine a Light (2008), portò sul grande schermo il concerto tenuto due anni prima dalla band britannica al Bacon Theatre di New York, attuando un lavoro di ripresa e ricostruzione assolutamente straordinario.
Pur senza lo stesso impatto e gli stessi, pirotecnici effetti, prova dunque a dire la sua anche Brett Morgen, con un documentario di cui gli Stones sono, oltre che protagonisti assoluti, anche produttori esecutivi.
Ripercorrendo i fasti della loro epoca d'oro attraverso suggestivi filmati d'archivio, voci fuori campo, spezzoni di concerti e alcune tra le più note canzoni del gruppo, Morgen porta a compimento un lavoro che, senza eccellere in quanto a tecnica e complessiva realizzazione, riesce a condensare egregiamente i cinquant'anni di carriera delle 'pietre rollanti' in quasi due ore di visione che scorrono via senza grossi rimpianti.
Rimpianti che dimostrano invece di avere i quattro inossidabili rocker parlando, all'interno del film, del loro ex compagno Brian Jones, morto in circostanze misteriose - ma associabili, con ogni probabilità, all'abuso di alcool e droghe - nell'estate del '69.
"Potevamo fare di più...", affermano gli Stones in merito. Ma, si sa, il Rock 'N' Roll è roba per pochi. E, soprattutto, non fa sconti a nessuno.

The Rolling Stones Crossfire Hurricane Questo e molto altro in un documentario, come detto, non formidabile dal punto di vista prettamente realizzativo ma senz'altro appassionante e coinvolgente nella narrazione. I Rolling Stones raccontano in poco meno di due ore i cinquant'anni di storia del rock che li hanno visti protagonisti indiscussi, fra innumerevoli eccessi, controversie e tragedie (la morte del chitarrista Brian Jones), ma anche strepitosi concerti e brani indimenticabili. Al cinema solo il 29 e 30 aprile!

6.5

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