The Protégé, la recensione: Maggie Q è un'eroina action su Prime Video

Martin Campbell firma un action-movie godibile con una protagonista femminile, divertente e scorrevole ma narrativamente fragile.

The Protégé, la recensione: Maggie Q è un'eroina action su Prime Video
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Il cinema action al femminile di stampo occidentale deve tanto, se non tutto, al leggendario Nikita (1990) di Luc Besson, film apripista non solo per quelli stilemi coreografici provenienti da Hong Kong ma anche per il suo porre come assoluta protagonista una donna. Donna tormentata e combattuta in un mondo di uomini pronti ad amarla e/o tradirla e assoluto centro focale di un racconto dove il sangue e la violenza, fisica e psicologica, segnavano le fasi salienti della narrazione.
A più di trent'anni di distanza ecco arrivare un'altra emula che tenta di inserirsi in una formula ormai collaudata, che però ha perso nel corso del tempo il fascino primigenio del prototipo per adattarsi a mode e stili più affini al pubblico odierno.

Eccoci così davanti a The Protégé - nuova esclusiva del catalogo Prime Video - ossia l'ennesima riproposizione del tema in chiave ludica. Se in un primo momento a vestire i panni della determinata eroina doveva essere addirittura Gong Li, a livello di cast il progetto si è evidentemente ridimensionato con l'entrata in corsa di Maggie Q, attrice senza dubbio conosciuta ma non certo pari per fama e bravura alla collega.
Nessun cambio invece per ciò che concerne la cabina di regia, con Martin Campbell sin da subito legato al progetto. Sarà riuscito il regista di Casino Royale (2006) a dire qualcosa di nuovo in un filone inflazionato anche nelle sue contaminazioni "in rosa"?

Senza pietà

La storia ha inizio nel 1991 nella città di Da Nang, in Vietnam. Anna è soltanto una bambina quando viene salvata da morte certa da Moody, un killer su commissione che la cresce come una figlia e l'addestra all'arte dell'uccidere.

Ai giorni nostri Anna è una splendida donna nonché un'infallibile assassina, che agisce in collaborazione con Moody nell'eliminare obiettivi dietro richiesta di facoltosi mandanti. Come copertura la protagonista gestisce una libreria specializzata in testi antichi e proprio lì riceve la visita di Rembrandt, uomo d'affari che appare interessato a ben altro.
Quando Moody viene ucciso, Anna si promette di vendicarlo a tutti i costi e pensa di aver individuato il colpevole... ma la missione per farsi giustizia da sola sarà ricca di insidie e colpi di scena e dovrà fare affidamento su tutte le proprie abilità per uscirne viva.

Rapido e indolore

Il ritmo c'è, lo stile anche e il divertimento non manca certamente nel corso dei cento minuti di visione. Non si può dire lo stesso per la componente narrativa, per via di una sceneggiatura che inanella inverosimiglianze e forzature pur di far procedere gli eventi sul giusto binario e garantire alla protagonista il necessario percorso da revenge-movie di impronta contemporanea.

E così via a una sequela di scorribande action che sin dai primi minuti, con il flashback che ripercorre il tragico evento che ha caratterizzato l'infanzia di Anna e la sua vita futura, tempestano lo spettatore, con qualche breve momento di pausa qua e là a concedere un po' di fiato.
Il risultato è un giocattolo incalzante ma privo di una vera e propria anima, che impedisce ai personaggi di emergere con la giusta profondità e alla stessa storia di coinvolgere pienamente: si arriva ai titoli di coda senza quasi accorgersene, e questo può essere considerato sia un pregio per la sua immediatezza che un difetto per mancanza di sostanza.

The Protégé scorre quindi piacevolmente ma per l'appunto a fine visione si dimentica altrettanto in fretta e di certo non rimarrà nella storia del genere.
Un difetto che ultimamente riguarda molte produzioni a tema e che in questo caso neanche il carisma di Michael Keaton nei panni di principale antagonista riesce a colmare.
Campbell stesso dirige col pilota automatico, con uno stile sì consolidato ma mai realmente innovativo da lasciare il segno su un habitué del filone.

The Protégé Il legame ambiguo tra i personaggi di Maggie Q e Michael Keaton è uno dei pochi spunti originali di un action-movie altrimenti sin troppo classico nelle sue dinamiche narrative, con la protagonista in cerca di vendetta e sempre pronta a cavarsela nelle situazioni più difficili. Nonostante la regia di un esperto del genere come Martin Campbell e un cast relativamente solido - la terza star è Samuel L. Jackson - The Protégé si rivolge esclusivamente a un pubblico di appassionati, giacché a livello artistico e contenutistico garantisce ben poche novità rispetto a più consolidati e famosi prototipi. Cento minuti a base di un divertimento ludico e immediato ma che non rimangono certamente impressi nella memoria, con il ricordo di quanto appena visto che svanisce in fretta al termine dei titoli di coda.

6

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