The Prestige, in DVD il dinamico film di Christopher Nolan

Quando un uomo va al di là di ciò che può afferrare... la nostra recensione di The Prestige di Christopher Nolan.

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Quando la realtà diventa sogno, allora si parla di prestigio, di magia. Quando anche per un solo attimo riusciamo a mettere da parte la ferrea logica, quando il pensiero riesce a liberarsi dal giogo della coerenza, quando la mente, impotente innanzi agli eventi, arriva ad affrancarsi dalle pastoie del comune, dell'usuale, allora si è finalmente in grado di assaporare il fascino dello straordinario, allora la seducente malia del prodigio ci rapisce, ci apre le porte per mondi nuovi, inimmaginati, meravigliosi e colmi di mistero...

Cominciamo a chiarire cosa potrete vedere in questo film. Non è una storia idilliaca, non è un racconto fantastico, con maghi e dolci fanciulle. E' in realtà lo svolgersi di una competizione, della lotta vera e propria tra due prestigiatori alla ricerca del numero migliore.
Ma andiamo con ordine. Londra, 1899. Robert Angier (Hugh Jackman) e Alfred Borden ( Christian Bale) sono due giovani apprendisti diretti dall'ingegnere illusionista Cutter (Michael Caine). I due sono fortemente motivati, avendo nella magia la loro unica passione, e si prodigano per arrivare finalmente ad avere un palco pronto ad accogliere i loro spettacoli. Sfortunatamente, il fato si metterà di mezzo cambiando le carte in tavola. Borden, convinto delle sue idee, trasgredirà alle direttive di Cutter, e per un tragico errore causerà la morte della moglie di Angier.
Rivalità. Con questa parola si potrebbe racchiudere l'essenza dell'intero film. Due uomini, che per quietare la forza divoratrice della loro passione arriveranno a "sporcarsi le mani", due uomini schiavi della propria ossessione, due uomini che, attraverso percorsi diversi, hanno un fine comune: essere i migliori prestigiatori in circolazione. Diversi saranno i modi, diverso il cammino intrapreso. Angier avrà all'inizio la strada spianata. Cutter ovviamente gli sarà accanto, lo aiuterà a superare la morte prematura della bella moglie, mentre Borden dovrà cominciare con le proprie forze. Angier è un vero uomo di spettacolo, è un uomo che sa vendere i propri trucchi, che, seppur di livello assai inferiore a quelli di Borden, riusciranno ad avere maggior successo proprio per il suo migliore modo di presentarli. Borden invece ha il trucco che tutti gli illusionisti vorrebbero fare: il "Trasporto Umano". E quando si ha un prestigio del genere, anche senza saperlo vendere, il successo non tarda ad arrivare. Spionaggio, amori traditi, morti innocenti, suicidi. I Nostri faranno di tutto per pestarsi i piedi, in una lotta senza esclusione di colpi. D'altronde ad un prestigiatore non si può chiedere di non utilizzare trucchi.

Gli argomenti sono tanti, la trama difficile da dipanare senza togliere un po' di sorpresa (ed il film ne è assolutamente pregno), le considerazioni, i significati, le interpretazioni molteplici a dir poco. Pertanto i riferimenti fin qui riportati alla storia vera e propria sono tutt'altro che esaustivi, mentre vale la pena spendere qualche parola in più sulle riflessioni inevitabilmente indotte dalla visione della pellicola.
Questo film è caratterizzato da quello che oramai è un vero e proprio marchio di fabbrica di Nolan, l'uso smodato di flashback e flashforward, attraverso i quali la narrazione riesce ad evocare quasi il sentore letterario; una retorica romanzata, che catapulta lo spettatore in quell'ottica complessa e tentacolare che più di tutte assomiglia al ricordare un dato evento. E come la mente non porta a galla fin da subito un racconto lineare, così il nostro film si fa strada andando avanti e indietro, prendendo le parti dell'uno e dell'altro protagonista, riempiedo i vuoti e le mancanze un po' alla volta, portando a termine quel puzzle che noi chiamiamo storia a suon di colpi di scena, mai scontati o grossolani, e, fortunatamente, neanche forzati o stravaganti. Tutto in questo film ha un fine, ogni dettaglio ha il suo significato. Tematiche importanti quelle dell'opera, che riescono ad intavolare un discorso metafilmico anche non trattando di cinema nello specifico, ma mettendo l'accento sul sottile gioco che si crea ogni volta che si parla di finzione. Quando l'arte diventa vita, quando la morte è solo parte dello spettacolo e niente è ciò che si crede, quando il trucco più semplice è la realtà, quando si ha bisogno di guardare oltre, perchè la realtà così com'è non ci piace o ci pare troppo assurda per prenderla per vera. Una vero e proprio lavoro di fino quello di Nolan, che riesce a mettere all'opera la nostra fantasia, con movimenti di macchina mai troppo articolati o barocchi, con tagli assai precisi e classicheggianti. Una pellicola dalla forte dialettica, una storia dalle tinte forti, dipinta con mano da maestro, nella quale gli ossimori, inganno-realtà e pragmaticità-sogno, la fanno da padrone, portando lo spettatore alla quasi totale estasi poco per volta, in un inesorabile crescendo degno della migliore orchestra. Perchè il merito non è tutto di Nolan, ma anche dell'ottimo cast. I due protagonisti rispecchiano a fondo i loro personaggi, con un Borden-Bale pacato e schematico, fosco e riservato, duplice ed unico nel suo amore-odio per la sua vita da artista e per le difficili scelte che sarà portato a fare, ed un Angier-Jackman vero uomo di spettacolo, forse il migliore in questo film, con il personaggio meglio delineato e caratterizzato, capace di appassionare e far immedesimare lo spettatore. Menzione d'onore per il "Duca Bianco" David Bowie, che nel film, anche se per pochissime scene, dimostrerà quanto hanno da imparare molti nuovi attori. Insomma, una pellicola che non è manchevole di nulla, dall'ottima storia, dal significato profondo, dalla regia ben calibrata, dal cast di prim'ordine. Un film che sicuramente merita di esser visto, e ancor meglio, merita di essere capito.

L'edizione in dvd

Di buona fattura il dvd dell'ultima fatica di Nolan, nonostante la mancanza di un'edizione speciale a due o più dischi possa far storcere il naso ai collezionisti più esigenti, anche considerato il successo della pellicola all'uscita e le conseguenti ottime prospettive di vendita. In compenso, dal punto di vista tecnico la realizzazione è più che apprezzabile: la traccia video, codificata nel formato 2.40:1 anamorfico, soddisferà anche le aspettative degli spettatori più meticolosi, mentre un piccolo appunto va fatto al comparto audio, che non affianca, a quelle in italiano e inglese entrambe Dolby Digital 5.1, alcuna traccia DTS. Senza infamia e senza lode i contenuti speciali: agli ormai imprescindibili trailer cinematografici e galleria fotografica è affiancato un altrettanto prevedibile inserto sulla produzione del film.

The Prestige Il 2006 è stato ricco di soddisfazioni per i cinefili, ed in parte questa buona annata è da tributare anche a questa pellicola. Un plot originale (ed è una rarità di questi tempi), tempi profondi, una regia attenta e ottimamente giostrata, un cast che definire di prim'ordine è poco... Se ancora non lo avete visto, dovrebbe essere messo tra le vostre priorità. Se lo avete già visto, merita sicuramente il bis. Estremamente consigliato. L'edizione in dvd si attesta su buoni livelli tecnici, mentre l'assenza di contenuti speciali degni di nota lascia un po' l'amaro in bocca, considerato che gli spunti di approfondimento non mancavano di certo.

8

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