The Pirates Il tesoro reale Recensione: pirati, azione e risate su Netflix

Dimenticatevi i film di Jack Sparrow: i bucanieri coreani danzano con la spada, affrontando le sfide con stile, ma con un po' troppo artificio

The Pirates Il tesoro reale Recensione: pirati, azione e risate su Netflix
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The Pirates: Il tesoro reale (in originale The Pirates: The Last Royal Treasure) è la nuova pellicola d'avventura coreana a tema piratesco, sequel standalone e spirituale di The Pirates (2014), altro titolo che unisce tesori, navi da guerra e la cultura del ricco e variegato Est. Questo inedito capitolo nella sua terra d'origine è stato un vero e proprio campione d'incassi, piazzandosi al primo posto tra i migliori introiti della Settima Arte in Corea per il 2022, segno che è stato accolto positivamente nel luogo di produzione, ma è effettivamente opportuno chiedersi se può verificarsi lo stesso anche nel resto del mondo. Ciò porta ad una considerazione importante: il lungometraggio, infatti, è orientale fino al midollo e riprende parecchi elementi del genere wuxia (film di combattimento marziale) in particolare negli scontri all'arma bianca, ma è anche molto rispettoso del folklore coreano e della storia del paese.

Caratteristiche che possono quindi funzionare proprio in Corea, ma che in realtà, in Occidente, potrebbero non avere la stessa leva commerciale. Detto questo, la pellicola è godibile, non è di certo la più originale del mondo e si lascia andare a degli artifici tecnici fin troppo patinati, ma è comunque diretta degnamente e scritta sufficientemente bene. Il titolo, prodotto da ANEW, Oscar 10 Studio e Lotte Entertainment, è arrivato su Netflix il 2 marzo scorso (vi consigliamo di dare un'occhiata ai film Netflix di marzo 2022).

The Pirates: Il tesoro reale - la pirateria vista in modo diverso dal solito

Pirates: Il tesoro reale, strano a dirsi, non parla solo di pirati (a tal proposito, qui trovate i pirati più famosi della storia): la trama vede al centro un gruppo di briganti, comandati da Woo Moo-chi (interpretato da Kang Ha-neul) che si trova alla deriva in mezzo al mare e che casualmente si imbatte nella ciurma di Hae-rang (incarnata da Han Hyo-joo).

Un incontro fortuito che porta entrambi gli schieramenti ad allearsi per trovare un misterioso tesoro perso nei meandri più oscuri dei Sette Mari, appartenuto originariamente all'Imperatore ma trafugato da un manipolo di generali ribelli. Una storia che quindi, oltre portare sul grande schermo elementi classici del genere piratesco come la scoperta di un reliquia dispersa, scontri tra rivali sia in acqua che sulla terraferma, personaggi eterogenei e variegati, viene impreziosita anche da una spruzzata di mitologia orientale e supportata da un sostrato storico base, ma che consente alla narrazione un po' di contesto ed efficacia in più. Si può vedere fin da subito che l'opera non può essere per nulla paragonata agli altri prodotti sulla pirateria: Pirati dei Caraibi non è mai stato così lontano, ma anche di Black Sails non c'è nemmeno l'ombra e non è solamente un fatto esclusivamente culturale, ma in parte anche contenutistico.

Difatti, molti elementi che all'apparenza potrebbero cozzare con un racconto di bucanieri - come una comicità surreale a tratti grottesca, roboanti riferimenti al folklore coreano o anche sequenze action eleganti che sembrano rispettare più dei passi di danza che uno scontro rozzo tra guerrieri spietati - sono invece dei punti di forza che rendono il film divertente, creativo e, soprattutto, dinamico, portando su schermo soluzioni sempre interessanti sia in regia che in sceneggiatura. Analizzando in primis il copione, redatto da Chun Sung-il (My Girlfriend is an Agent, The Pirates) c'è da dire che quanto raccontato non è niente di nuovo, ma è frutto di un mix talmente esplosivo da sopperire in parte alla mancanza di innovazione.

Un film variegato, ma anche troppo denso di artificialità

Al netto dell'intera storia di The Pirates: Il tesoro reale, si può però notare che la seconda ora della pellicola (il timing totale si aggira intorno alle 2 ore e 10 minuti) è decisamente più coinvolgente, ricca ed emozionante e ciò deriva da un comparto introduttivo che forse si prende fin troppo spazio e che inevitabilmente rallenta gran parte della narrazione. Passando alla regia, se è vero che lo sguardo di Jeong-hoon Kim (Tam jeong deo bigining, Jje-jje-han ro-maen-seu) è variopinto come la vicenda presentata, riuscendo a mostrare con la cinepresa sia scoppiettanti duelli che momenti più riflessivi e intensi, è altrettanto chiaro che alcune sequenze sembrano essere state pensate (e realizzate) con un'artificialità troppo spiccata a tal punto che, nonostante i buoni mezzi impiegati, sembra di trovarci di fronte a dei momenti finti e costruiti.

La spettacolarità è importante, così come lo studio certosino e dettagliato dietro i combattimenti, ma anche soluzioni più sporche e istintive spesso riescono a fornire uguali emozioni allo spettatore e, purtroppo, all'interno di The Pirates: Il tesoro reale, non ve ne sono molte, sostituite in alcuni frangenti da un filtro registico patinato. Per ciò che concerne i personaggi, la caratterizzazione alla base è ottima nella misura in cui si dipingono in modo completo e ricco sia i primari che i comprimari della storia.

Le interpretazioni, invece, seppur fuori dalle righe ed esagerate in ogni espressione e gesto, funzionano alla perfezione per come sono stati scritte e sviluppate le figure su schermo. In particolare, il conflitto tra protagonista ed antagonista, anche se classico nella sua impostazione, dà pepe alla vicenda e, quando si arriva allo scontro finale, non si può che osservare il duello rapiti e ammirati, mentre le spade dei due sfidanti si colpiscono a vicenda facendo risuonare l'acciaio in tutta l'isola.

The Pirates: Il tesoro reale The Pirates: Il tesoro reale è un piccolo gioiello imperfetto come l'oro cercato dai protagonisti. Un racconto piratesco alternativo rispetto al solito, arricchito da elementi wuxia, comicità disarmante ed esagerata, mitologia e storia, in un mix particolare ma funzionale. La regia, se è in grado di variare molto il registro estetico, in alcuni frangenti sembra fin troppo patinata e precisa, accademica, mentre il ritmo, se diventa indiavolato nella seconda parte, è fin troppo compassato nella prima ora. Un lungometraggio che, invece, narrativamente parlando regala più di un'emozione, anche se frutto di scelte non originali, ma ben sviluppate. Un film divertente e godibile che trascina il pubblico in una avventura rocambolesca e inaspettata.

6.5

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