The Philadelphia Experiment, la recensione del remake televisivo

Una nave militare della seconda guerra mondiale ricompare ai giorni nostri in The Philadelphia Experiment, film TV di Paul Ziller.

recensione The Philadelphia Experiment, la recensione del remake televisivo
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In gran segreto il governo sta provando a riportare alla luce un progetto della seconda guerra mondiale noto con il nome di "Philadelphia Experiment", il cui scopo originario era quello di rendere invisibili le navi all'esercito nemico. Durante il primo tentativo però l'esperimento non va a buon fine e una nave militare data per dispersa nel 1943 ricompare improvvisamente ai giorni nostri. Unico sopravvissuto all'interno del mezzo è il tenente Bill Gardner, mentre i suoi compagni sono morti orribilmente fusi con le pareti; l'uomo durante uno sbalzo di energia si trova catapultato al di fuori e scopre di essere in possesso di una straordinaria fonte di energia che fuoriesce dal proprio corpo. Spaesato in un mondo che non gli appartiene, Gardner trova aiuto nella nipote Molly, il cui fidanzato poliziotto è, per ironia della sorte, ora all'interno della nave che continua a teletrasportarsi in ogni angolo del globo a periodi alterni. Nel frattempo Kathryn Moore, la direttrice del progetto, cerca in ogni modo di insabbiare l'accaduto con l'aiuto di una squadra di mercenari.

Tra passato e futuro

È del 1984 il primo The Philadelphia Experiment, onesto film di fantascienza a sua volta ispirato ad un presunto esperimento dell'esercito americano che avrebbe avuto luogo nel 1943 ai fini di testare il teletrasporto, avvenimento considerato più una bufala che realmente avvenuto. Questo film TV canadese dall'omonimo titolo ne è un libero remake che cerca di aggiornare la vicenda ai giorni nostri, ma perisce sin da subito nell'anonimato per una realizzazione tecnica di basso livello e una narrazione via via sempre più improbabile atta a trascinare verso un finale inverosimile. La pochezza degli effetti speciali e uno sguardo ai moderni cinecomic, con tanto di protagonista capace di scagliare onde di energia dalle mani, rendono infatti gli ottanta minuti di visione alquanto indigeribili e anche i potenziali spunti insiti nella sceneggiatura, con tanto di rimandi al fatto che futuro e passato siano strettamente collegati (vedasi il lieto epilogo), non trovano adeguato supporto in personaggi monodimensionali e in una successione caotica degli eventi, con figure redente, nemesi spietate e guest-star che compaiono sì e no per cinque minuti su schermo come Malcolm McDowell. La suspense è così pressoché azzerata, vittima di una struttura lineare e prevedibile, e gli effetti speciali figli di un budget risicato fanno quello che possono, suscitando però più ilari risate (il sottomarino che cade sulla cima di un grattacielo tra le tante) che un sano spettacolo di genere.

The Philadelphia Experiment Remake televisivo e non richiesto dell'originale The Philadelphia Experiment, il film di Paul Ziller riprende il prototipo solo parzialmente, recuperandone in un ruolo secondario l'allora protagonista Michael Paré, dando vita ad una storia inverosimile e ricca di forzature in cui la pochezza degli effetti speciali non concede il giusto respiro neanche al lato prettamente di genere. Tra azione, mystery e fantascienza i novanta minuti di visione scorrono così senza sussulti neutralizzando le potenzialità insite nel plot di partenza. Il film andrà in onda stasera, mercoledì 29 novembre, alle 21.15 su CIELO in prima visione TV.

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