The One, la recensione del film con Jet Li

Un agente del multiverso ha tradito la sua organizzazione per visitare le altre dimensioni e ottenere immenso potere uccidendo i propri doppi.

recensione The One, la recensione del film con Jet Li
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Gabriel Yulaw, un tempo poliziotto di una speciale agenzia del Multiverso, si è dato ora alla macchia e viaggia nelle varie dimensioni per uccidere tutti i suoi doppi delle diverse realtà, finendo per acquisire sempre più potere e tentar di raggiungere lo status, mai ottenuto da nessuno in precendenza, di un essere eletto ribattezzato come The One. Suddetto accadimento però potrebbe anche condurre alla fine di tutto l'equilibrio che regola i vari mondi e gli ex-colleghi di Gabriel sono costantemente sulle tracce del rinnegato, intento a esplorare l'ultimo mondo conosciuto e uccidere l'ultimo "gemello", un agente delle locali forze dell'ordine, che si rivela molto più abile e determinato del previsto.

Uno, nessuno, centomila

Ormai sdoganato alle platee occidentali dopo il ruolo di villain in Arma letale 4 (1998) e i film da protagonista Romeo deve morire (2000) e Kiss of the dragon (2001), Jet Li prende parte a un curioso progetto che cerca di coniugare complesse atmosfere sci-fi a un'estetica action figlia della generazione post-Matrix. Se nel secondo tentativo l'impresa si rivela discretamente efficace, con un sano senso di spettacolo di genere (guardante alla più solida serie b) impreziosito dalle complicate coreografie dell'attore marziale cinese, il quale si trova a sfidare anche se stesso nel lungo combattimento finale, a mancare all'operazione è una sceneggiatura degna di tal nome. La narrazione infatti, inizialmente affascinante, si perde ben presto per strada sminuendo le grandi potenzialità della premessa in un background risicato e ricco di forzature dove lo stesso "colpetto di scena" finale risulta più che improbabile. The One non è abbastanza stratificato per imprimere la corretta atmosfera drammatica alla vicenda e ai suoi personaggi, finenti per apparire quali macchiette prive di personalità a uso e consumo dell'adrenalinica messa in scena, con tanto di colonna sonora ad hoc (tra gli altri pezzi di Linkin Park, Papa Roach e Disturbed ad accompagnare alcuni degli scontri chiave) che sembra pensata millmetricamente per un pubblico di riferimento di bocca buona. Il divertimento di certo non manca, e tra citazioni proprio al succitato cult delle Wachowski nonché al dittico originario di Terminator, i novanta minuti scorrono con leggerezza ma l'impressione è quella di un progetto realizzato con fin troppa semplicità di intenti.

The One Esteticamente appagante, con coreografie action in cui il protagonista Jet Li la fa da assoluto padrone arrivando addirittura a sdoppiarsi e a combattere contro se stesso, The One pecca nella componente narrativa che cerca di appoggiarsi ad affascinanti tematiche da sempre figlie della più complessa sci-fi di genere in maniera sin troppo approssimativa e derivativa, togliendo fascino a una storia che si dimentica anche di infondere la giusta dose di personalità ai suoi protagonisti.

5.5

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