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The New Mutants, la recensione del cinecomic con Anya Taylor-Joy

Dopo anni di posticipi e problematiche produttive, l'ultimo scampolo dei Mutanti di Casa Fox sbarca al cinema con risultati poco convincenti.

recensione The New Mutants, la recensione del cinecomic con Anya Taylor-Joy
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Danielle Moonstar (Blu Hunt) si risveglia improvvisamente in un letto d'ospedale. Quello che è stato descritto come un Tornado di categoria 5 ha spazzato via la sua riserva e ucciso tutta la sua famiglia, lasciandola sola. Si trova in un centro medico privato specializzato nell'individuazione e controllo dei giovani mutanti; un luogo di recupero dai traumi innescati dall'insorgenza dei primi poteri dati dal gene X. Dani è infatti una mutante ma non ha ancora ben chiaro il suo potere, motivo che ha spinto la Dottoressa Cecilia Reyes (Alice Braga) a intervenire e rinchiuderla in questo spazio protetto dove i nuovi mutanti possono scoprire e accettare la propria diversità senza far male agli altri, per essere successivamente trasferiti in una struttura più adeguata dove crescere e studiare insieme ai loro simili.

Insieme a lei altri quattro ragazzi: Rahne Sinclair (Maisie Williams), Illyana Rasputin (Anya Taylor-Joy), Samuel Guthrie (Charlie Heaton), Roberto da Costa (Henry Zaga). Tra terapie di gruppo e sotto un controllo costante della Reyes, questo gruppo di giovani spezzati dovrà imparare a conoscersi e a fidarsi, affrontando i demoni del passato di ognuno per sperare in un futuro migliore, lontani dal centro, spensierati, felici e mutanti, soprattutto liberi.

Qualcuno si teletrasportò sul nido del cuculo

A causa dei tanti posticipi che ne hanno ritardato l'uscita per oltre due anni, il cinecomic scritto e diretto da Josh Boone si è meritato l'appellativo di "film maledetto", anche se sarebbe meglio dire sfortunato. Prodotto e girato mentre Fox era sotto le mire d'acquisizione Disney, The New Mutants è un progetto nato da promettenti intenzioni di diversificazione tematica e concettuale dell'Universo Cinematografico degli X-Men, che però non ha saputo superare il grande ostacolo della fusione con la Casa di Topolino, finendo in un limbo distributivo conseguente alla fredda accoglienza riservatagli dai capi Fox.
Non ci sono stati reshoot e non c'è stata alcuna modifica sostanziale al lungometraggio rispetto a quella prima e bocciata versione, che è poi la stessa che possiamo finalmente vedere in sala dopo tanta attesa e curiosità. E la nostra verità è che The New Mutants meritava più cura e attenzione, essendo un'idea dal potenziale enorme sfruttata e sviluppata purtroppo con estrema superficialità. Venendo dal mondo degli young adult con Colpa delle Stelle, il regista Josh Boone ha infatti unito queste sue vibrazioni da teen drama con delle sensibilità tipiche del thriller psicologico, creando una sorta di Qualcuno volò sul nido del cuculo senza ambizioni particolari, con tutta la distanza che può esserci tra una pietra miliare del cinema e una pietra tombale dei cinecomic Fox. Attenendosi a una certa fedeltà traspositiva - per lo meno intenzionale - della saga del Demone Orso di Chris Claremont e Bob McLeod, Boone ha unito questa storia d'angoscia, inquietudine, paure e corruzione a un'idea cinematografica terapeutica e isolazionistica, ambientando la totalità del racconto all'interno delle mura della struttura ospedaliera-psichiatrica della Reyes e concentrando gli sforzi narrativi sui protagonisti.

Spettacolarità, leggerezza e divertimento sembrano proprio non essere ospiti graditi, in The New Mutants, che pur non avendo ambizioni particolari vuole prendersi tremendamente sul serio nella sua volontà psicanalitica di questi personaggi un po' rotti e un po' dannati, ognuno con un dramma personale da rivivere e affrontare. Un minuto gruppo di disadattati tra Misfits e Ken Kasey che però si muove all'interno di un guscio vuoto, terribilmente superficiale tanto nella concezione di regia (spenta, piatta, mai virtuosa, mai ricercata) e fin troppo tagliuzzato lato montaggio, dove non c'è particolare cura per il ritmo della narrazione e si nota un evidente rimaneggiamento (un editing a sei mani non è mai una buona scelta).

Difficile voler male ai cinque protagonisti, comunque, che a loro modo fanno di tutto per dare un po' di carattere e verve interpretativa ai personaggi. I migliori in campo sono Charlie Heaton e Maisie Williams, ma anche Anya Taylor-Joy se la cava bene nel ruolo della folle Magik, forse declinata su schermo con un filo eccessivo di entusiasmo e macchietta ma con i momenti in assoluto più elettrizzanti di un film che non vive certo per sorprendere lo spettatore lato azione.

Interessante poi come Boone citi direttamente due volte Buffy l'Ammazzavampiri nel suo film, che forse voleva essere una sorta di ideale ripresa spirituale di quelle tematiche e quel divertimento, a cui purtroppo The New Mutants può solo aspirare. Ci sono incubi, nello sfortunato cinecomic, che richiamano però prepotentemente la creatura di Josh Whedon senza per questo riuscire ad accostarcisi.

Danielle Moonstar dice: "Ci sono due orsi, uno buono e uno cattivo. Quello che domina è lo stesso che scegli di nutrire". Nella sua ingenuità cinematografica, Boone ha purtroppo scelto l'orso non considerato, quello ignavo, colpevole di troppa indulgenza e incapace di trasformare efficacemente su schermo una promettente intuizione in un prodotto di grande appeal e mordente. A incuriosirci è adesso quello che sarebbe potuto essere, come sarebbe potuta evolvere questa saga fuori dal suo concept originale, non più intrappolata in un unico scenario, libera di girovagare altrove. Forse non lo scopriremo mai, ma forse, guardando al risultato finale di The New Mutants, è anche meglio così. Che a nutrire l'orso sbagliato basta un attimo.

The New Mutants The New Mutants si rivela essere un'idea dal grande potenziale cinematico sviluppata purtroppo con superficialità. Riconosciuta la sfortuna del film, tra fusioni miliardarie e pandemie globali, è impossibile soprassedere su di una mancanza quasi totale di spettacolarità, leggerezza, virtuosismo, soprattutto al netto della volontà di prendersi dannatamente sul serio. Il gruppo di giovani mutanti disadattati è comunque piacevole da vedere, tra una Misfits e Qualcuno si "teletrasportò" sul nido del cuculo, figlio di un'idea di cinema miscellanea tra young adult e thriller psicologico, di intenzioni terapeutiche per i suoi protagonisti e scenograficamente isolato. Poteva essere molto di più, guardando anche alle tante ispirazioni che Boone ha preso da Buffy e dalla saga a fumetti di Claremont e McLeod, e invece è stato nutrito l'orso sbagliato.

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