The Neighbor, quando l'erba del vicino è sempre più rosso sangue Recensione

Un piccolo criminale di provincia deve affrontare il ben più temibile e crudele vicino di casa in The Neighbor, teso thriller / horror di Marcus Dunstan.

recensione 	The Neighbor, quando l'erba del vicino è sempre più rosso sangue
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Marcus Dunstan non perde il vizio: dopo aver sceneggiato ben quattro capitoli della saga di Saw e aver diretto il dittico di The Collector, il regista dell'Illinois ci offre nuovamente un thriller incentrato sul tema dei rapimenti di persona, anche se qui in maniera meno estrema rispetto ai suoi precedenti e violenti lavori. In The Neighbor John vive nella piccola cittadina di Cutter in Mississippi dove la maggior parte delle persone tengono i loro segreti confinati tra le mura domestiche. Lo stesso John, fidanzato con la bella Rosie e segnato da un passato criminale, è al centro di un giro di denaro sporco i cui profitti gli permetterebbero di abbandonare tutto e tutti e fuggire con la compagna all'estero. Quando le cose sembrano procedere per il meglio però i loro sogni di felicità si trovano ad affrontare un ulteriore e temibile ostacolo: il misterioso vicino di casa Troy è infatti coinvolto in affari molto più scottanti che includono il sequestro di giovani ragazzi benestanti. E per sua sfortuna Rosie diventa testimone involontaria di ciò che non avrebbe dovuto vedere...

L'erba del vicino è sempre più...rosso sangue

In quest'occasione il cineasta americano più che la rappresentazione della violenza si concentra sulla rispettiva attesa, evitando slanci da torture porn ma innescando una macchina di palpabile tensione che cresce col procedere della narrazione, culminando in un finale in cui avvincenti dinamiche action fanno capolino per la definitiva resa dei conti tra vittime e carnefici. The Neighbor è un film di sporcizia morale ambientato in una delle tipiche piccole cittadine americane, luoghi natali di alcuni dei più efferati serial killer degli States; non è un caso che proprio la forte aura di realismo su cui si poggia la vicenda sia uno degli elementi più disturbanti dell'intera visione, andando a strizzare tematicamente l'occhio, saggiamente senza eccessi, anche al mercato nero degli snuff movie. Con tanto di riprese amatoriali, siano queste inerenti a soggettive dal punto di vista della macchina dei protagonisti o riguardanti animali morti nel circondario dove hanno luogo gli eventi, gli ottanta minuti scarsi sprigionano un senso di pregnante inquietudine, con tanto di riferimenti più o meno marcati ai classici del cinema voyeuristico, La finestra sul cortile (1954) in primis, e personaggi corollari che si riveleranno fondamentali ai fini degli eventi. In un'operazione così incentrata sulla palpabili emozioni dei partecipanti a questo folle partita per la sopravvivenza il cast gioca un ruolo fondamentale, trovando nelle rocciose interpretazioni degli antagonisti Josh Stewart (il buono) e Bill Engvall (il cattivo) due nemesi perfette, con tanto di figure femminili toste al punto giusto ben caratterizzate dal carisma delle belle Alex Essoe e Melissa Bolona.

The Neighbor Se l'impianto narrativo è quello da classico thriller claustrofobico, le dinamiche degli eventi flirtano con l'horror più drammatico inquietando a dismisura proprio per le sue potenziali attinenze a fatti reali. The Neighbor vive sull'attesa della violenza, poi non così eccessiva almeno dal punto di vista fisico, virando poi un finale di carpenteriana memoria che riporta infine le cose al giusto ordine: 84 minuti di visione in cui la tensione è sempre palpabile e dove, nonostante qualche forzatura in fase di script, si trova a parteggiare per i protagonisti, anch'essi lontani dal classico stereotipo dell'eroe senza macchia, dando vita ad un film che non latita certamente di angoscianti emozioni.

6.5

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