Recensione The Millionaire

Nella vita non conta la fortuna. Tutto è scritto.

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Danny Boyle è un regista al quale dovremmo fare riferimento quando si accenna al rischio. Se analizzassimo la sua filmografia, capiremmo come pochi registi possono vantare un così costante e dinamico cambio di generi. Trainspotting (drammatico), Una vita esagerata (commedia), The Beach (avventura), 28 Giorni dopo (horror), Sunshine (fantascienza). E' vero che potremmo attribuirgli un'incostanza qualitativa ma non è questo il punto: Boyle è un regista che non si accontenta di conoscere quel che già sa. Slumdog Millionaire (da noi semplicemente The Millionaire) è l'ennesima sfida che lo porta a mettersi in gioco, in una terra a lui sconosciuta, mossa da risibili equilibri sociali. L'india e il palcoscenico sul quale una lunga maratona alla ricerca dell'amore perduto si tramuta di un'energica favola moderna. Non sempre correre equivale a fuggire, alle volte puo' voler significare il contrario.

Un amore milionario

E' il momento della verità: negli studi dello show televisivo “Chi vuol essere milionario?” il giovane Jamal Malik (Dev Patel) è alla domanda finale. Tutte le luci sono puntate su di lui e il pubblico, sbalordito, attende la risposta del ragazzo. Nato nelle slum di Mumbai (Bombay), per delle fortuite coincidenze si trova a dover rispondere alla domanda che potrebbe fargli vincere la somma di 20 milioni di rupie.
Il conduttore dello show, Prem Kumar (Anil Kapoor), non ha alcuna simpatia per questo concorrente venuto dal nulla. Avendo anche lui risalito la china con difficoltà provenendo dalla strada, non ama l'idea di dover condividere la scena con qualcuno come lui, così decide di mettergli da subito i bastoni tra le ruote. Prima della domanda finale viene infatti arrestato perché sospettato di aver imbrogliato gli autori del programma. Maltrattato e poi fatto sedere davanti all'ispettore di polizia (Irfan Khan), insieme ripasseranno le domande una per una, per mezzo delle quali inizierà ad emergere la storia straordinaria di un ragazzo vissute per le strade, e della ragazza che ama, Latika (Freida Pinto), che ha perduto.

C'era una volta...

Tratto dal romanzo “Q&A” di Vikas Swarup, The Millionaire è un film corale che riflette un dispiegamento di energie tipico del cineasta inglese. Ogni inquadratura è studiata, sinergica, ipercinetica. La telecamera non segue i personaggi, li insegue. E' una lunga corsa verso il lieto fine. Favola moderna e illogica, come lo sono i sogni.
La ricerca di un amore perduto è l'incipit che porta Malik a vivere una vita al limite, ricca di esperienze deliranti, assurde, paradossali. Un'aperta dichiarazione all'incomprensibile follia della vita: tanto ammaliante e semplice quanto imprevedibile e irrazionale. Il messaggio è chiaro: l'uomo puo' esercitare un potere sulle persone, falle piegare e assoggettare, tuttavia non puo' limitarle nella ricerca; non puo' bloccarle per scopi non dichiarati. In tutto questo i mass media svolgono un compito primario - la trasmissione “Chi vuol essere milionario” funge da catalizzatore - perché quando cerchiamo di controllare la nostra esistenza, cadiamo vittima dell'imprevisto che coinvolge le entità che ci circondano. La domanda finale del quiz è la risposta divertita del caso: la conoscenza passa attraverso l'esperienza diretta e se esiste un destino, questo si modella sulle personalità, non sulle persone. Anche quando pensiamo che sia necessario conoscere tutte le risposte alle domanda, ci rendiamo conto dell'imbarazzante inutilità della richiesta. Se due persone nascono per stare insieme, il responso a cui dovremmo fare riferimento è uno soltanto.
Lo sceneggiatore di Full Monty, Simon Beaufoy, condisce il racconto di umorismo e positive assurdità; eventi al limite della plausibilità i cui contrasti scatenano un potente cortocircuito di sensazioni. A.R. Rahman, famoso compositore in India, metabolizza suoni ed emozioni trasferendo alle immagini gocce musicali di culture diverse. Straordinari gli attori (in particolar modo i bambini), esaltante la colonna sonora.

The Millionaire Danny Boyle firma la regia di una favola al fulmicotone, che diventa inno alla vita e all'amore nel momento in cui il gioco perde qualsiasi legame con le regole atte a mobilitarlo. The Millionaire è divertente e coinvolgente; paga la sua particolare conformazione sui generis nella messa in scena: distante dall'essere verosimile e autoriale. Ma a prescindere dalle incongruenze, il film è carburante. Impossibile farne a meno. Grande ritorno per Boyle.

8

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