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The Lure, la recensione del fantasy horror su Netflix

Agnieszka Smoczynska firma un film folle, dolce e violento: la storia di due sirene che emergono in superficie e sfondano nel mondo della musica.

The Lure, la recensione del fantasy horror su Netflix
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In un periodo imprecisato degli anni '80, due sirene emergono in superficie dopo aver incontrato i componenti di una band musicale che si trovavano ubriachi sulla spiaggia.
I due esseri, che sulla terraferma appaiono come splendide ragazze perfettamente umane a parte la mancanza di organi sessuali, si chiamano Golden e Silver e hanno trascorso gran parte della loro esistenza subacquea ad ammaliare e poi uccidere gli sfortunati viandanti che venivano ipnotizzati dal loro suadente canto.
Ora le sirene sono decise a cambiar vita ed entrano a far parte in pianta stabile di uno show che si tiene in uno dei locali più popolari della città, dove si esibiscono sul palco con la loro straordinaria voce e non esitano a mostrare la loro reale condizione di creature dotate di coda, che rispunta al contatto con l'acqua.
Golden e Silver diventano un duo famoso, le The Lure, e mentre la prima inizia a frequentare il misterioso Triton, anch'egli una creatura proveniente dal mare diventata rockstar, la seconda si innamora del giovane Mietek. Un sentimento che potrebbe costarle tutto e rischia di dividerla per sempre dall'inseparabile compagna.

Senza limiti

Bizzarro è il termine ideale con il quale descrive questo folle fantasy-horror di produzione polacca, dove vi è di tutto e di più.
Realizzato nel 2015 e reso ora disponibile nel catalogo di Netflix, The Lure è infatti uno di quei film che affascina e disturba al contempo, ricco com'è di toni e influenze tra loro distanti che trovano comunque un contorto ma saldo equilibrio nel corso dell'ora e mezza di visione.
Sin dai suggestivi disegni in movimento che accompagnano i titoli di testa, l'impressione di trovarsi davanti a un'operazione particolare si fa chiara e nitida e ciò che accade nei minuti successivi non fa che confermarlo. Il canto delle due giovani sirene che attirano verso il mare coloro che poi diventeranno i loro anfitrioni e sfruttatori è di per sé già suggestivo, ma il meglio deve ancora venire.
Ben presto a dominare la scena è una forte anima musical, con numerosi inserti a tema perfettamente intersecati all'asse narrativo e pregni di una carica surreale che d'altronde caratterizzerà l'intero racconto.
La regista Agnieszka Smoczynska, qui al suo debutto su grande schermo, dimostra già una notevole personalità e molti dei fatti narrati sono ispirati a eventi da lei vissuti nella sua adolescenza.

In fondo al mar...

L'incipit di base, con tanto di tragica love-story, è ovviamente debitore a La Sirenetta di Hans Christian Andersen, rivisitata in una chiave pop e acida che diventa via via più psichedelica col procedere della permanenza terrestre delle due protagoniste: Marta Mazurek e Michalina Olszanska sono magnifiche nell'incarnare due figure complementari e bellissime, la prima determinata a restare fedele alla sua natura selvaggia e la seconda dolce e impreparata a un mondo più crudele del previsto.
Particolarmente dure per il pubblico più sensibile sono due sequenze, ma in generale il film si mantiene su un tono da stravagante luna park degli eccessi.
E il tono di perenne malinconia, nel quale si rispecchiano echi di una realtà contemporanea come quella relativa all'immigrazione - le sirene d'altronde sono e rimangono due elementi estranei alla società degli uomini - e allo sfruttamento femminile, ammanta The Lure di ulteriori sfumature, lasciando che dietro quel vorticoso fluire di suoni e immagini la forza della storia esprima molteplici e profondi significati, non sempre visibili a uno sguardo superficiale.

The Lure Due splendide sirene, che non esitano a esibire i loro corpi nudi sia in forma pseudo-umana che nella loro veste originaria, sbarcano in superficie e diventano le star di un popolare locale notturno, grazie alla suadente voce e alla loro bellezza senza tempo. Ma in un mondo a loro sconosciuto, i pericoli sono ovviamente dietro l'angolo. The Lure, esordio della regista polacca Agnieszka Smoczynska, è un'opera a più strati, sospesa tra dramma, horror e musical, in un mix senza freni che non lascia un attimo di tregua, capace di sfruttare il contesto fantastico per offrire uno spaccato crudo e realistico di certe realtà. Pop e colorato, dolce e violento, il film nei suoi folli novanta minuti potrebbe disturbare alcuni spettatori per via di alcune scene toste e di soluzioni narrative bizzarre, ma la sua anima surreale e visionaria è in grado di conquistare quel tipo di pubblico in cerca di emozioni forti e del tutto particolari.

7

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