Recensione The Lincoln Lawyer

Un teso thriller procedurale col premio Oscar Matthew McConaughey

recensione The Lincoln Lawyer
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E' indubbio che con la consacrazione come miglior attore agli ultimi premi Oscar la fama di Matthew McConaughey abbia raggiunto la più alta considerazione anche da parte di chi lo considerava soltanto un discreto protagonista di commedie romantiche. Ma è già da qualche anno che l'attore statunitense sforna interpretazioni di alto livello (Mud, Magic Mike, Killer Joe) tanto che l'ammiraglia RAI, solitamente più propensa a fiction di dubbia qualità o film per un pubblico poco smaliziato, ha deciso di portare in prima serata (e in prima tv) l'inedito in sala The Lincoln Lawyer, pellicola girata nel 2011, uscita in Italia direttamente per il mercato home video, tratta dal romanzo di Michael Connelly Avvocato di difesa. Diretto da Brad Furman (The Take, Runner runner), il film può inoltre avvalersi di un grandioso cast di supporto con nomi di razza quali Ryan Phillippe (Franklin), Marisa Tomei (The Wrestler), William H. Macy (Fargo), Michael Pena (World trade center), Bryan Cranston (Breaking bad), Josh Lucas (J. Edgar), John Leguizamo (Kick-ass 2) e Michael Paré (Strade di fuoco).

Fight for Justice

L'avvocato difensore Mickey Haller, a Los Angeles, usa metodi poco ortodossi nel suo lavoro che lo hanno reso tra i più famosi (e ricchi) legali della città. Un giorno gli viene chiesto di assistere Louis Roulet, ricco trentenne di buona famiglia, accusato dello stupro e del pestaggio di una prostituta. Haller comincia così le indagini, ma ben presto scopre che il suo assistito non gli ha detto tutta la verità e che le dinamiche dell'aggressione subita dalla vittima hanno molti punti in comune con un precedente caso curato da lui stesso qualche anno prima. Combattuto tra l'etica e le regole del suo lavoro, Haller capirà che ad essere in pericolo è la sua stessa vita...Un elegantissimo thriller procedurale che mischia con saggezza le proprie carte narrative costruendo un racconto avvincente e ricco di colpi di scena, con un finale in cui si potrà finalmente dire "giustizia è fatta". Ed è proprio su questo assioma, non sempre così scontato, che ruota tutta la componente morale del film, che scava con profondità nei turbamenti interiori del suo protagonista, trovatosi in mezzo ad una situazione tanto spietata quanto paradossale, orchestrata nel migliore dei modi per "metterlo nel sacco". Ma Haller non è un avvocato qualsiasi e riesce a trovare tutte le contromosse per rispondere ai suoi nemici con un'astuzia ragguardevole. Non privo di intensi passaggi drammatici e di una tensione costante che affligge il protagonista dopo il primo terzo, The Lincoln Lawyer ci porta di prepotenza nelle aule di tribunale e nei magheggi / accordi che vi dimorano dentro, senza dimenticare la componente "umana" che indaga nell'ambiguo rapporto familiare di Haller (sposato e con una figlia ma in un periodo di "pausa" coniugale). La macchina da presa, perfetta e magnetica nelle inquadrature, riesce a trasportare bene nel disagio interiore in cui si viene a trovare l'avvocato, combattuto tra "il fare la cosa giusta" e pensare alla sua carriera, prima che tutte le sue sicurezze vengano messe in crisi dal cliffhanger centrale. Due ore che scorrono lisce e trascinanti, grazie soprattutto alle strepitose performance di un cast in stato di grazia, nessuno escluso, la cui punta di diamante è proprio un magnifico McConaughey (dall'uscita di questa produzione non ha più sbagliato un ruolo), capace di infondere al suo alter ego cinematografico il giusto turbinio interiore, soprattutto nelle difficilissime (dato l'andazzo degli eventi) scene processuali dove appare credibile in modo stupefacente.

The Lincoln Lawyer Matthew McConaughey e un grandioso cast di comprimari ci accompagnano in questo solido thriller giudiziario ricco di colpi di scena e incerto sino agli ultimi istanti, indagando con maestria sia nelle aule di tribunale che nel tormento interiore del suo protagonista. Un film magistrale diretto con mano sicura e che traspone al meglio in fase di sceneggiatura il romanzo originale di Michael Connelly.

8

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