Recensione The Legend of Tarzan

Regista degli ultimi quattro film su Harry Potter, David Yates rispolvera con The legend of Tarzan l'uomo della giungla creato da Burroughs.

recensione The Legend of Tarzan
Articolo a cura di

Da quando si è entrati nel terzo millennio, nell'ambito dell'intrattenimento da schermo vi è stato modo di vederlo in azione quasi esclusivamente all'interno di serie televisive o, al massimo, in lungometraggi d'animazione.
Inventato dallo scrittore statunitense Edgar Rice Burroughs e cinematograficamente sfruttato la prima volta nel muto Tarzan of the apes di Scott Sidney, del 1918, l'uomo della giungla più famoso della letteratura torna sul grande schermo tramite The legend of Tarzan, diretto dal David Yates responsabile degli ultimi quattro capitoli della saga fantasy Harry Potter, il quale precisa: "La storia si svolge all'interno di un contesto storico, cioè di quanto accadeva all'epoca in Congo, che ho trovato veramente avvincente. E contiene anche temi a me molto cari - come il personaggio che ancora deve scoprire chi sia e a quale mondo appartenga veramente. Ancora più importante, la prima volta che ho letto la sceneggiatura ho sentito di aver trovato qualcuno con un cuore grande e pulsante. Inoltre, volevamo realizzare un film che fosse avvincente ma che toccasse anche i temi della famiglia, delle comunità e della salvaguardia del pianeta".

King Congo

E, colui che ebbe, tra gli altri, il volto di Johnny Weissmuller, Lex Barker e Christopher Lambert, possiede i connotati dell'Alexander SkarsgArd di Zoolander 2 nella circa ora e cinquanta di visione che - su sceneggiatura alla cui base vi è una storia originale di Adam Cozad e Craig Brewer - ce lo mostra inizialmente alle prese con la vita borghese sotto il nome di John Clayton III, Lord Greystoke, accanto all'amata moglie Jane alias Margot Robbie.
Perché è molti anni dopo il suo abbandono della selvaggia vita africana che si svolge l'operazione, continuamente alternata tra presente e passato nel raccontare il ritorno in Congo dell'"uomo scimmia", lì invitato in qualità di emissario al commercio del Parlamento, ma, in realtà, ignara pedina di una trama mortale fatta di avidità e vendetta ordita dal belga Leon Rom, cui concede anima e corpo l'infallibile Christoph Waltz e parzialmente ispirato ad una persona realmente esistita.
Belga che concorda il proprio affare con Mbonga, ovvero Djimon Hounsou, vecchio nemico di Tarzan e capo della tribù Mbolonga a guardia della regione di Opar, ricca di minerali (inclusi i diamanti); mentre il grandissimo Samuel L. Jackson si rivela uno dei maggiori pregi dell'insieme nei panni di George Washington Williams, coraggioso soldato diventato umanitario e che provvede a fornire buona parte della tutt'altro che invadente ironia.
Ma, ovviamente, non sono gorilla dal darkeggiante look quasi horror, leoni, elefanti, gazzelle, zebre, ippopotami, struzzi e coccodrilli a mancare all'appello, nessuno dei quali autentico, ma tutti concepiti in computer grafica come la mandria di gnu inferociti che, con crollo di strutture in agguato, mettono in atto un violento assalto regalando uno dei momenti più spettacolari del lungometraggio.
Man mano che il sistema di visione in tre dimensioni rende ancora più vertiginosi i lanci con la liana e le corse sugli alberi, ma anche che non si fatica ad avvertire quanto la Settima arte non stia finendo altro che per essere fagocitata sempre più dall'abuso di effettistica digitale, ormai vera e propria sostituta di quelli che, un tempo, erano autentici e più "calorosi" personaggi in carne ed ossa e maestose, concrete scenografie.
Con la risultante di un elaborato che si lascia pure guardare, ma che non può fare a meno di rivelarsi piuttosto freddo e, a tratti (molti), fiacco dal punto di vista narrativo, probabilmente anche a causa del lungo passato televisivo da cui il regista non sembra ancora essere in grado di allontanarsi stilisticamente.

The Legend of Tarzan Sostanzialmente, ci troviamo dinanzi ad un film d’avventura con al centro una storia d’amore, ma non quella delle origini dell’incontro tra Tarzan e la sua amata Jane. Il rapporto tra i due è più complesso in The legend of Tarzan di David Yates, costruito in 3D su una vicenda del tutto originale dell’arcinoto uomo della giungla burroughsiano e, chiaramente, infarcito di diversi momenti spettacolari. Ma, sebbene il tutto non manchi di apparire visivamente accattivante, tra fauna assortita ricreata digitalmente e frenetiche imprese d’azione è impossibile non avvertire una certa freddezza generale ed una gestione dei ritmi di narrazione che, in più di un momento, non riesce ad evitare di generare sbadigli. Si può vedere, ma con più di una riserva.

6

Che voto dai a: The Legend of Tarzan

Media Voto Utenti
Voti: 8
6.8
nd