Recensione The last days

Dalla Spagna un inquietante epidemic movie che indaga nelle paure più terrene...

recensione The last days
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Marc è un ingegnere informatico felicemente fidanzato con Julia. L'uomo è pressato al lavoro da Enrique, uno dei suoi superiori, che minaccia di licenziarlo se non completerà un impegnativo software entra la fine del mese. Ma mentre Marc è diviso tra lo stress lavorativo e delle accese discussioni con la compagna sul fatto se sia il periodo giusto o meno di avere un figlio, il mondo cade vittima di un'inquietante epidemia: un'agorafobia acuta si è infatti diffusa in tutti gli stati, e chiunque si ritrovi in uno spazio aperto viene colto da spaventosi attacchi di panico che conducono in breve tempo alla morte. Giocoforza Marc, imprigionato suo malgrado sul luogo di lavoro, si troverà a collaborare proprio con Enrique, entrambi alla ricerca di un modo di raggiungere i loro cari senza mai avventurarsi fuori, percorrendo la città attraverso il percorso fognario...Arriva dalla Spagna The Last Days, curioso sci-fi contemporaneo e nuovo film dei fratelli David ed Alex Pastor, già noti alle cronache cinefile per aver realizzato nel 2009 il discusso horror/torture porn Carriers. Questa volta i due consanguinei scelgono di giocare in patria, potendo contare su un budget di 5 milioni di dollari e la distribuzione internazione da parte di Warner Bros Pictures (qui da noi invece tale compito spetta a Notorious Pictures).

Nessuna via d'uscita

Con una sceneggiatura che prende spunti sia dai blockbuster apocalittici di stampo americano, sia da un capolavoro della letteratura contemporanea come Cecità di José Saramago, dai primi minuti The last days dimostra delle interessanti potenzialità di sviluppo, rispettate però poi solo in parte. Se infatti è indubbiamente "affascinante" l'insolita epidemia che si diffonde (alquanto originale poiché giocata sulle paure più terrene e comuni quali quelle degli attacchi di panico), la trama ha comunque diverse pecche a lungo andare, con delle forzature o connessioni logiche che non troppo spesso sembrano sensate. Una su tutte, come sia possibile che gli approvigionamenti rimangano pressoché invariati quando nessuno è in grado di spostarsi all'aria aperta e le provviste durino così a lungo, ma anche nel rapporto inizialmente ostile, e successivamente quasi fraterno, tra Marc ed Enrique si riscontrano certe anomalie alquanto improbabili. La tensione si mantiene quasi sempre costante, ed è ben mostrata la bestialità che invade l'essere umano quando si ritrova a lottare con le unghie e con i denti per la propria sopravvienza. Sempre dal punto di vista della storia una nota di merito va sicuramente anche all'epilogo, che metaforizza la speranza che l'umanità intera ha per le nuove generazioni a venire. Dal punto di vista tecnico, i Pastor riescono a gestire discretamente il budget, non certo elevatissimo, di partenza, nonostante in alcune occasioni si noti pure troppo l'artificiosità degli effetti speciali, soprattutto nelle scene a campo largo. Le sequenze più suggestive rimangono comunque quelle all'interno della metropolitana di Barcellona, ultimo ritrovo per chi non ha più un posto dove andare. Dal punto di vista attoriale niente di eclatante, i due protagonisti (soprattutto José Coronado) svolgono il loro compitino senza infamia e senza lode, vittime anche di dialoghi che in qualche occasione finiscono per scadere nel ridicolo involontario. The last days non sarà certamente un titolo che rimarrà negli annali, ma perlomeno dimostra il sempre più evidente coraggio della cinematografia spagnola di osare con film di genere, una lezione che da qualche altra parte dovrebbero prendere ad esempio...

The last days Un incipit affascinante per questa produzione spagnola, che indaga nelle paure più comuni dell'uomo utilizzando il genere sci-fi / apocalittico come veicolo. Non tutto è riuscito, molte imperfezioni sia in fase di sceneggiatura che nel comparto tecnico ne minano in parte le coraggiose ambizioni, ma The last days ha comunque dei bei momenti capaci di emozionare e far riflettere.

6

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