The Jackal, una sfida all'ultimo sangue tra Bruce Willis e Richard Gere

Michael Caton-Jones dirige un nuovo adattamento del romanzo Il giorno dello sciacallo, ma non trova la giusta chiave di lettura.

recensione The Jackal, una sfida all'ultimo sangue tra Bruce Willis e Richard Gere
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In principio fu Il giorno dello sciacallo, romanzo dello scrittore britannico Frederick Forsyth pubblicato nel 1971: la trama del libro vedeva un sicario professionista essere ingaggiato per uccidere il presidente francese Charles de Gaulle. L'opera, considerata una delle massime espressioni della narrativa spionistica, ebbe un immediato successo di pubblico, tanto che solo due anni dopo vide la luce la prima trasposizione per il grande schermo. L'omonimo film diretto da Fred Zinneman (regista noto per titoli del calibro di Mezzogiorno di fuoco e Da qui all'eternità) è stato inserito dal British Film Institute al 74º posto della lista dei migliori cento film autoctoni del XX secolo, diventando un amato cult di genere anche senza vere e proprie star.
Fattore che invece può vantare il più recente adattamento degli anni '90, potendo contare su due celebrità del calibro di Bruce Willis nei panni del crudele villain e Richard Gere quale buono della situazione. Eppure in questa nuova versione, frutto di una co-produzione internazionale firmata da Michael Caton-Jones (suoi tra gli altri l'avventuroso Rob Roy e la commedia Doc Hollywood - Dottore in carriera), qualcosa dev'essere andato storto, come dimostrano anche le febbrili tensioni sul set tra i due protagonisti. Cosa che non si può dire dal punto di vista commerciale, con un incasso di oltre 160 milioni a dispetto di un budget di 60.

A caccia dello sciacallo

La storia ha inizio quando un membro della mafia russa viene ucciso per legittima difesa in un'operazione congiunta tra l'FBI e il Ministero degli affari interni della Federazione Russa. L'uomo, freddato dall'esperto maggiore Valentina Koslova, era il fratello del leader dell'organizzazione, ora determinato a vendicarsi. Il boss assolda così un famoso sicario conosciuto con il soprannome di The Jackal (lo Sciacallo) per eliminare due personalità di spicco, la cui identità è inizialmente sconosciuta agli occhi dello spettatore e alle forze speciali statunitensi. L'ingaggio, dalla cifra di 70 milioni di dollari, non lascia scampo a errori e il killer organizza meticolosamente la propria missione di morte; nel frattempo i federali, che fraintendono le potenziali vittime, decidono di chiedere aiuto a chi in passato ha avuto a che fare proprio con Jackal.

La scelta, quasi obbligata, ricade sul terrorista dell'IRA Declan Joseph Mulqueen, attualmente condannato all'ergastolo in un carcere di massima sicurezza. Questi accetta controvoglia di collaborare, nonostante l'esito positivo dell'indagine potrebbe garantirgli un completo perdono, anche per evitare di coinvolgere la sua ex fiamma Isabella Zanconia: la coppia di un tempo ha infatti un conto in sospeso con il crudele assassino, che nei giorni precedenti lo svolgimento dell'incarico si macchia di diversi delitti "collaterali". Ha così inizio una vera e propria corsa contro il tempo per fermare il piano omicida prima che sia troppo tardi.

L'arte del travestimento

The Jackal aveva tutte le carte in regola per essere un solido rifacimento del prototipo: uno sforzo economico più che soddisfacente, un cast delle grandi occasioni (con Sidney Poitier nel ruolo dell'agente "guida" dell'FBI e J. K. Simmons e Jack Black in particine minori) e un notevole dispiegamento di location, seppur diverse "fittizie". E invece all'arrivo dei titoli di coda l'impressione della classica occasione mancata si fa più palese che mai, figlia di un gratuitismo action nella mezz'ora finale e di una sfiancante e monotona freddezza nella prima ora di visione, nella quale succede poco o nulla e quel poco che avviene è privo della corretta carica tensiva.
L'esasperato travestitismo del villain, con Willis che si improvvisa in look sempre più improbabili e caricaturali, e la scarsa carica introspettiva rivolta a Declan, rendono i relativi antagonisti delle figure prive di personalità, abbandonate a un fluire degli eventi che, minuto dopo minuto, diventa sempre meno appassionante.

Questione di mancanze

Le dinamiche action, che compaiono per la pressoché totalità nella parte finale, perdono il confronto sia con il film originale che con buona parte degli spy-movie a tema contemporanei, e l'esagerazione di alcune sequenze, tra elicotteri "a tutto gas" e inseguimenti in metropolitana, tenta di nascondere le falle concettuali di una messa in scena anonima e priva di guizzi.

Il regista cerca di rivitalizzare qua e là alcuni passaggi con scene in bilico tra una grottesca violenza, una macabra ironia (vedasi la fine del personaggio di Jack Black) e rese dei conti che si risolvono tra sguardi accigliati e brevi sparatorie, ma l'insieme si rivela prevedibile a cominciare proprio dall'attualizzazione della vicenda, con la mafia russa quale spauracchio e le forze federali USA ovviamente dalla parte del bene.
Tra caratterizzazioni appena abbozzate (il maggiore Koslova avrebbe meritato maggiore spazio, visto anche il suo passato appena accennato) e un epilogo poco verosimile, The Jackal si adagia su quei canoni da intrattenimento commerciale medio che possono forse bastare per il grande pubblico ma finiscono per deludere uno spettatore più esigente.

The Jackal Bruce Willis e Richard Gere sono nemici giurati (e forse hanno preso il ruolo anche troppo sul serio, visto i testimoniati attriti tra i due durante le riprese) in questo fiacco remake di un classico spionistico quale Il giorno dello sciacallo (1973), nonché nuovo adattamento del romanzo del 1971. The Jackal si affida al carisma delle due star, entrambe sotto tono e fuori parte, per cercare di nascondere le falle di una sceneggiatura ricca di buchi e imprecisioni, nella quale le forzature si sprecano e lo spettacolo di genere non esplode mai con la necessaria libido tensiva. Con un killer così spietato da sembrare caricaturale e un "buono" eccessivamente stereotipato, le due ore di visione tentano la via di un intrattenimento tanto facile quanto concettualmente elementare, distante anni luce dalle febbrili atmosfere dell'originale. Il film andrà in onda sabato 14 dicembre alle 21.30 su RETE4.

5.5

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