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The House Recensione: l'inquietante film in stop-motion di Netflix

Tre storie collegate da una casa maledetta, contraddistinte da altrettanti stili di horror diversi ma sempre incisivi.

The House Recensione: l'inquietante film in stop-motion di Netflix
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La casa è il simbolo di un rifugio sicuro, un luogo dove rintanarsi lontani dalle difficoltà del mondo esterno. Spesso forma un binomio con la famiglia, persone care pronte a dare il sostegno necessario quando le cose prendono una brutta piega. Un posto capace di trasformarsi in una trappola angosciante quando viene ghermito da sensazioni negative, pervaso dalle pulsioni peggiori di chi lo abita scardinando la sua essenza pacifica. La casa diventa così il luogo peggiore sul pianeta, che alimenta e ingrandisce una malvagità incontenibile pronta ad esplodere in un evento catastrofico.

The House è un'originale ed inquietante storia di dannazione disponibile in streaming - qui trovate tutti i film in uscita a gennaio 2022 su Netflix - una pellicola animata resa tenebrosa dalla tecnica in stop-motion, nella quale tre racconti ambientati in epoche distanti si intrecciano all'interno di un'abitazione maledetta. Opera di tre diversi registi, che pervadono le loro trame con stili peculiari di horror, capace di sorprendere e di mettere a disagio, districandosi in una narrazione mai univoca che si lascia andare in un finale incerto e sognante.

Il patto col diavolo

Il film comincia come una favola oscura, in un anno imprecisato dell'800. Una piccola famiglia abita in una casetta diroccata all'interno di un ampio appezzamento di terra: Raymond, il padre e capofamiglia, è impelagato in uno sconforto che lambisce la depressione a causa dell'impoverimento nel quale versa. Durante una passeggiata notturna nel bosco che circonda la sua abitazione, mentre smaltisce i postumi di una sbronza rabbiosa, incontra un misterioso benefattore che sembra comparire dal nulla.

L'uomo è l'architetto Van Shoonbeek, e gli propone la costruzione di una nuova casa per lui e la sua famiglia senza chiedere in cambio nulla. Raymond non può che accettare la proposta, e i lavori cominciano immediatamente, permettendogli di abbandonare la sua vecchia dimora per trasferirsi in una villa sfarzosa e in perenne evoluzione. Forze oscure sembrano però aleggiare intorno alla struttura e gli avvenimenti al suo interno vengono macchiati da un male che continuerà ad echeggiare tra le assi della residenza nei secoli a venire.

Antologia dell'orrore

The House è composto da tre storie diverse, ognuna delle quali dura trenta minuti circa, predisponendosi come un racconto sconnesso nel quale l'unico punto di unione è la Casa del titolo. Oltre alle trame, separate da interi secoli, sono anche le sensazioni provocate dalle immagini ad essere diverse, ricalcando tipologie distinte di orrore che si rivelano essere sempre uniche e riuscite.

Il primo capitolo, barocco ed integralista, è un classico cortometraggio basato sull'inquietudine causata da eventi inspiegabili ma in qualche modo evidentemente malvagi. Esso racconta le origini di una Casa che non renderà mai felice nessuno, nonostante la buona volontà profusa dai proprietari, che soccombono in breve tempo alla disperazione che sembra nutrire la dimora. La seconda narrazione è invece ambientata nel periodo contemporaneo; il protagonista è un topo dalle fattezze antropomorfe che ha rimodernato la Casa trasformandola in un vero e proprio gioiello abitativo, ed è ora pronto a venderla. Purtroppo per lui un'infestazione di insetti sembra implacabile e l'arrivo di due stranissimi acquirenti pervade la storia di un'atmosfera disturbante e disgustosa. Il finale della pellicola si discosta dai toni immediatamente riconoscibili dell'horror, ma si basa sulla solitudine e sul terrore dell'abbandono che ne consegue.

Adesso la Casa è un condominio in mezzo al nulla, un faro di sicurezza sul punto di scomparire, al centro di un mare sconfinato creatosi in seguito ad un'alluvione. La proprietaria - questa volta è una gatta umanoide - si dà un gran da fare per risistemare l'abitazione, ma i suoi due unici affittuari non sono in grado di pagarla, e i sogni di tempi migliori vengono ripetutamente spezzati da un edificio che sembra rigettarla.

Dalla speranza la disperazione

Le diverse storie di The House seguono tutte lo stesso tipo di evoluzione: il protagonista - e possidente momentaneo della Casa - comincia la sua avventura con uno spirito positivo nonostante la difficoltà della sua situazione. La sua è quasi una rivalsa nei confronti del mondo che cerca di schiacciarlo, e vede nell'abitazione il mezzo con il quale ergersi contro problemi irrisolti. Ma la dimora non accetta nessuno che non sia il suo architetto - una sorta di emanazione diabolica e dalle motivazioni oscure - e in breve tempo la speranza del proprietario si trasforma in cupa disperazione, mentre l'edificio lo sputa fuori come se fosse un abitante abusivo.

Nel suo ricalcare la storia di un edificio maledetto, The House ruba molto dal mito del genere, e soprattutto nel primo episodio è evidente l'ispirazione che dall'Overlook Hotel di Shining si insinua nelle stanze della Casa costruita da Van Shoonbeek. Si differenzia da questo racconto di "ascesa prima della caduta", almeno apparentemente, l'ultimo episodio: qui i contorni narrativi vengono avvolti dai dubbi di una nebbia che ha qualcosa di etereo, facendo sorgere spontanee le domande sulla natura bonaria di un finale che rimane di difficile spiegazione.

Uno stile unico

Ciò che colpisce maggiormente di The House, oltre al fascino di tre storie uniche, è l'originalità dello spunto estetico.

Lo stop-motion non è un semplice artificio per sollazzare l'ego dei diversi registi, ma è un vero mezzo espressivo che aggiunge una forte carica di inquietudine alle immagini. Spicca anche la fotografia degli interni della Casa: le luci sono gestite con molta cura e rendono bene l'evoluzione dei sentimenti di speranza o sconforto di cui parlavamo precedentemente. Di conseguenza risulta evidente come una buona idea centrale sia stata imbellettata dagli ottimi input provenienti dai reparti tecnici, e tra questi brilla anche una colonna sonora fenomenale. Il genio di Gustavo Santaolalla - la carica emotiva del viaggio di Ellie e Joel deve molto alla potenza delle sue musiche, in un'opera che abbiamo analizzato nel nostro speciale sul messaggio trasmesso da The Last of Us Parte 2 - lo ha ormai elevato allo status di Maestro, e le sue note pizzicate riescono a far vibrare anche questa pellicola con un'energia unica nel suo genere, rendendo indimenticabili queste "semplici" storie di una Casa stregata.

The House - Film Netflix La stagione cinematografica di Netflix vede in The House il primo grande titolo del suo 2022. Un film originale che utilizza la stop-motion per ricreare l'inquietudine di tre diverse storie collegate da una casa maledetta. Le evoluzioni simili della trama non riescono ad impoverire una pellicola unica nel suo genere, che gioca con diverse tipologie di horror per trasmettere un messaggio sulle pulsioni umane, che spesso nascono dalle migliori intenzioni. La colonna sonora firmata da Gustavo Santaolalla incornicia con la sua classe questo insieme di fattori positivi, facendo sì che The House si riveli un esperimento decisamente riuscito.

7.5

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