Netflix

The Golem, la recensione dell'horror disponibile su Netflix

In una piccola comunità ebrea del diciassettesimo secolo, una donna crea una spaventosa creatura per difendere il villaggio da un'ostica minaccia.

recensione The Golem, la recensione dell'horror disponibile su Netflix
INFORMAZIONI FILM
Articolo a cura di

Hanna, di origine ebree, vive in un paesino lituano nel diciassettesimo secolo. La piccola comunità religiosa, pacifica, è recentemente scampata a un'epidemia di peste che ha provocato centinaia di decessi in ogni angolo del Paese e proprio per questo è vista in maniera non benevola dagli abitanti autoctoni, che ritengono proprio gli ebrei causa della piaga.
Durante le nozze della sorella di Hanna al villaggio arriva un gruppo di cristiani a cavallo capeggiati da Vladimir, uomo crudele che colpevolizza i giudei per la grave malattia che ha colpito la figlia adolescente, ora in fin di vita. Il visitatore sferra un violento pugno all'addome alla sposa, che era incinta, e uccide a sangue freddo uno dei partecipanti alle nozze. La guaritrice locale interviene, promettendo che farà di tutto per salvare la vita alla ragazza, dalle cui sorti ora potrebbe dipendere l'incolumità di tutti: qualora morisse, Vladimir minaccia di compiere una strage.

In The Golem, nell'attesa che le condizioni della malata migliorino, Hanna (reduce dalla morte del figlio qualche anno prima e in rapporti tesi col marito, primogenito del rabbino locale) cerca un modo per proteggere il villaggio e, grazie ai suoi studi segreti sulla cabala (ufficialmente negati alle donne), decide di creare un golem, creatura leggendaria dotata di immensi poteri, affinché protegga le persone a lei care.

L'abisso oscuro

Il Golem, creatura antropomorfa immaginaria tipica della mitologia ebraica e del folclore medievale, è stato al centro di diversi film dai toni più disparati, tra i quali ricordiamo soprattutto il capolavoro del cinema muto Il Golem - Come venne al mondo, diretto nel 1920 da Carl Boese e Paul Wegener. Ora è proprio la scena cinematografica israeliana a mettere mano a questa figura tenebrosa in quest'horror girato in lingua inglese e firmato dai fratelli Doron e Yoav Paz, già autori del biblico Jeruzalem (2015). A differenza del predecessore, ancora acerbo, i consanguinei mettono personalità in questa nuova incursione nel filone, dando alla luce un'opera fresca e originale che riesce a far convivere - nel corso dei novanta minuti di visione - diversi toni e atmosfere.

Dall'ambientazione alla scelta della protagonista, che possono parzialmente riportare alla mente quella del mai troppo citato The Village (2004), la ricostruzione d'epoca, per quanto facilitata dagli spazi circoscritti e spogli del piccolo villaggio in cui ha luogo la vicenda, è degna delle migliori pellicole in costume e il senso di straniante pericolo in agguato si palesa progressivamente nel corso dei sempre più tumultuosi eventi.

L'inferno sulla Terra

The Golem (disponibile nel catalogo di Netflix) sa come e dove colpire, assorbendo le dinamiche di genere all'interno di un contesto psicologico torbido e affascinante: il dramma subito dalla protagonista sette anni prima, e che viene alla luce con i giusti tempi narrativi, si rivela infatti fondante per la creazione dell'atavica creatura vendicatrice, la quale avrà poi le sembianze di un bambino. Questa relazione tra la madre ancora traumatizzata dal lutto passato e l'adottivo figlio mostruoso apre a interessanti sfumature emotive, difficili da classificare con un giusto o sbagliato di sorta, tanto più che la creatura torna o meno utile a seconda delle occasioni e della convenienza.
La pura essenza horror è certamente risicata rispetto alle potenziali aspettative di partenza, ma quando emerge lo fa con la giusta cattiveria e un sano spunto d'ispirazione con i moderni blockbuster a sfondo sovrannaturale: tra cavalieri nemici che indossano maschere da medici della peste, che sembrano portatori di un'imminente apocalisse, e violente sequenze action sanguinolente (la violenza estrema, per quanto suggerita, rimane furbescamente fuori campo), il film ottimizza il tutto in maniera esteticamente appagante e coinvolgente, supportato in questo dall'efficace e incalzante colonna sonora.

A tratti si ha l'impressione che la sceneggiatura si dimentichi qualcosa per strada, rapido epilogo in primis, e che le reazioni dei vari personaggi coinvolti non siano sempre credibili, ma l'insieme nel suo metaforico cuore pulsante riesce a emergere con una certa personalità, merito anche delle solide interpretazioni dell'eterogeneo cast.

The Golem Inquietante come il bambino di Il presagio (1976), la versione "infante" della vendicativa creatura che dà il titolo al film è uno dei tanti pregi di questo horror di produzione israeliana, ambientato nel villaggio di una piccola comunità giudea nelle campagne lituane del diciassettesimo secolo. The Golem riesce a giocare col genere soprattutto dal punto di vista psicologico, dove grazie alle ottime performance del cast i caratteri dei numerosi personaggi vengono sviscerati con sfumature drammatiche degne di nota, ma fa il suo anche nelle più tipiche dinamiche di genere, con sporadiche ma efficaci sequenze in cui l'azione orrorifica gioca il ruolo del leone. Al netto di qualche sbavatura narrativa, i novanta minuti di visione funzionano e appassionano, adempiendo in pieno al classico "cerchio che si ripete all'infinito" suggerito già dal preveggente prologo.

7

Che voto dai a: The Golem

Media Voto Utenti
Voti: 6
6.7
nd