Recensione The Final Destination 3D

Nuove, bizzarre, morti in alta definizione

recensione The Final Destination 3D
Articolo a cura di
Marco Lucio Papaleo Marco Lucio Papaleo inizia a giocherellare sulle tastiere degli home computer nei primissimi anni '80. Da allora, la crossmedialità è la sua passione e sondarne tutti i suoi aspetti è la sua missione. Adora il dialogo costruttivo, vivisezionare le opere derivate e le buone storie. E' molto network e poco social, ma è immancabilmente su Google+.

Mancano pochi mesi ormai al dodicesimo anniversario della saga in cui si cerca, con alterne fortune, di sfuggire alla morte. Dopo tutti questi anni, di acqua sotto i ponti nell'industria cinematografica ne è passata tanta, e tante mode e generi si sono avvicendati. Eppure il gusto un po' trash, un po' perverso (e in fondo trasgressivo) per la serie di Final Destination non accenna ad affievolirsi. Lontana dalle considerazioni relativamente profonde degli horror con venature psiclogiche, la saga ideata da James Wong, Jeffrey Reddick e Glen Morgan è un semplice, macabro, divertissement a base di situazioni al limite e disperate (è proprio il caso di dirlo) corse contro il tempo e il destino.
Conta sicuramente il gusto per la trasgressione: farla in barba alla morte, che in finale è ineluttabile per ogni essere umano, non può che essere considerata la trasgressione suprema. Ma, dall'altro lato, è la spettacolarizzazione della morte stessa a spingere lo spettatore nella visione: un po' per esorcizzarla e un po' per puro sadismo digitale. Dopotutto, Hunt Wynorski, uno dei protagonisti di questo episodio, va alle gare automobilistiche sperando di vedere qualche incidente spettacolare non per cattiveria, ma forse, semplicemente, per noia. Ma stuzzicare la morte, come ben sa chi conosce la serie, è decisamente controproducente... Cosa che scopriranno presto anche Nick, Lori, Hunt e Janet, protagonisti di quest'ennesima disavventura che vede dei poveri ragazzi cercare di sfuggire ad un destino di morte, che li voleva protagonisti dentro ad un autodromo ma che un'inaspettata premonizione di Nick ha, almeno temporaneamente, scongiurato...

The Final Destination 3D è il quarto capitolo della serie, uscito nelle sale italiane nel 2010 e già presentato precedentemente in Blu-Ray per Warner Home Video, in un'edizione BR+DVD che permetteva la visione in 3D tramite i classici occhialini per anaglifo (quelli con le due 'lenti' rosse e blu, per intenderci). Ora, in attesa dell'uscita home video del quinto, recentissimo, capitolo della saga, Warner ripropone il quarto episodio in una nuovissima edizione che vanta, questa volta, la stereoscopia di nuova generazione, a patto ovviamente di avere a disposizione una televisione ed un lettore compatibili con la tecnologia in questione. Il film, naturalmente, è visionabile anche nella versione 2D 'tradizionale' su tutti i lettori blu-ray. Visione 2D, tra l'altro, assolutamente cristallina e priva di difetti, che mostra in alta definizione tutte le ultra-kitch sequenze di morte abbondantemente presenti nel film. Nota di merito anche per la purezza del sonoro, presente in un ottimo DTS HD Master Audio per la traccia inglese e in un performante Dolby Digital 5.1 per tutte le altre lingue, compreso l'italiano.
I contenuti speciali, tra l'altro, prolungano il divertimento con una discreta quantità di extra. Si parte dalle numerose scene tagliate dal montaggio finale (ben nove) per un minutaggio che sfiora gli otto minuti, per arrivare ai due finali alternativi, uno assai breve (appena diciassette secondi) e l'altro di poco più di tre minuti. A contorno, diversi backstage: abbiamo per entrambe le due scene chiave (quella all'autodromo e quella al centro commerciale) tre distinte featurette, dedicate agli storyboard, alle animatic preparatorie e agli effetti visivi (per 5 e 6 minuti rispettivi di durata). Infine, il bizzarro “Body counts: the deaths of The Final Destination” che diviso in sette sezioni fa rivivere le morti più spettacolari del film offrendo anche particolari di backstage.

The Final Destination Il film diretto da David R. Ellis (già regista anche del secondo episodio della saga e del 'cult' Snakes on a Plane con Samuel L. Jackson) non è, probabilmente, il capitolo migliore della saga, ma riesce nel suo intento, rispettando inoltre tutti i topoi della stessa e introducendo, tra l'altro, qualche nuovo elemento, fra cui la stereoscopia che sicuramente aggiunge un certo coinvolgimento in alcune scene. La nuova versione home video si presenta perfetta per una visione disimpegnata, grazie ad un comparto tecnico validissimo e una decente dotazione di extra, che faranno sicuramente contenti gli amanti di questa bizzarra serie di slasher movie.

7

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