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The Escort, la recensione del film disponibile su Netflix

Un giornalista dipendente dal sesso prova a rilanciare la propria carriera scrivendo un articolo su una escort d'alto bordo.

recensione The Escort, la recensione del film disponibile su Netflix
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In The Escort Mitch è un giornalista quasi trentenne che si trova da un giorno all'altro a perdere il posto di lavoro. Il ragazzo, ossessionato dal sesso (decine e decine di appuntamenti tramite un'applicazione a tema caratterizzano le sue giornate), è ora in cerca di un articolo/scoop che possa rilanciare la sua carriera e pensa di aver trovato l'occasione giusta quando incontra la bella Natalie, un'ex-studentessa della prestigiosa università di Stanford che ha deciso di abbandonare gli studi per la più redditizia professione di escort. Mitch propone all'accompagnatrice di scrivere un servizio su di lei offrendosi in cambio di farle da guardia del corpo, ma col trascorrere del tempo il rapporto dei due si fa sempre più stretto e complica inevitabilmente le dinamiche.

Sesso e amore

A dispetto del titolo e della provocante locandina, The Escort (disponibile su Netflix) altro non è che una commedia romantica in cui lo sfondo sessuale è lasciato in secondo piano, con un erotismo a prova di bambini inserito a forza in un'evoluzione tipica dell'abusato filone. Novanta minuti dove il lieto fine è dietro l'angolo già dai primi minuti e in cui i diversi contrasti che hanno luogo nello scorrere degli eventi risultano quantomeno scontati e forzati, in una narrazione che non si prende rischi di sorta adagiandosi sul consono canovaccio. Il regista Will Slocombe gira col pilota automatico una vicenda dove i soli spunti di parziale follia comica trovano spazio nella figura paterna del protagonista, interpretato da un Bruce Campbell che gigioneggia proponendo l'unico personaggio parzialmente fuori dalle righe del classico contesto. La maggior parte delle gag cita il mondo cinematografico e televisivo contemporaneo, con svariati riferimenti a serie HBO come Boardwalk Empire e Game of Thrones nonché cult quali Pretty Woman (1990) e finisce per essere troppo derivativa nei suoi insistiti rimandi, mentre il lato drammatico nella gestione dei due amanti in divenire non trova mai il corretto slancio emotivo, dimenticandosi di scavare con la necessaria profondità nei caratteri delle rispettive parti, entrambi aventi problemi nel relazionarsi col resto del mondo. E se Lindsey Fonseca è bella e simpatica al punto giusto, Michael Doneger vaga per tutto il film con lo sguardo fisso e impassibile a quanto gli stia realmente accadendo.

The Escort Commedia romantica che gioca carte piccanti solo nelle apparenze, lasciando poi il presunto erotismo premesso assentarsi ingiustificatamente, The Escort pecca sia nella componente emotiva che nei suoi istinti più leggeri, trovando qualche breve fiammata solo nell'ispirato personaggio di Bruce Campbell. Una visione che si affida a uno schema prestabilito nella gestione delle dinamiche sentimentali e non indaga con il necessario coraggio in tematiche complesse quali la dipendenza dal sesso e i dilemmi morali di chi vende il proprio corpo per denaro, imprimendo un senso di generale approssimazione.

5

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