The Equalizer 2, la recensione del sequel con Denzel Washington

Torna il riparatore di torti Robert McCall, questa volta alle prese con un caso molto personale, senza via di scampo apparente.

recensione The Equalizer 2, la recensione del sequel con Denzel Washington
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Sono passati quattro anni dagli eventi di The Equalizer, il film che Antoine Fuqua ha realizzato con il sodale Denzel Washington a partire dalla serie televisiva andata in onda negli anni Ottanta. Una storia di vendette e torti da riparare che, volente o nolente, rispecchiava la natura catodica del progetto, presentandosi come un lungo primo episodio, al termine del quale Robert McCall diventava il vigilante che tutti aspettavamo di vedere in azione. È così che lo ritroviamo, con un'attività ufficiale come autista che gli consente di guadagnarsi da vivere e al contempo ottenere informazioni su eventuali persone da aiutare.
Nel privato cerca di far sì che un giovane vicino non diventi una vittima della vita da strada, ma il vero male da sconfiggere è ancora più terribile, quando Robert e la migliore amica Susan Plummer (Melissa Leo) si ritrovano coinvolti in un complotto legato al passato di McCall, quando lavorava per il governo americano. Questa è la premessa di The Equalizer 2, un sequel che lo stesso regista preferisce non considerare tale, avendolo impostato come un film perfettamente fruibile senza aver visto il primo episodio, al netto del ritorno di Melissa Leo e Bill Pullman come comprimari.

Secondo tra eguali

Mentre il primo Equalizer seguiva la struttura dell'action-revenge contemporaneo con un protagonista non proprio giovane (sulla falsariga del filone di cui è stato a lungo protagonista Liam Neeson), il secondo opta per altri toni, rifacendosi, soprattutto nella parte finale, al western crepuscolare, riflettendo sull'età del protagonista e sul bagaglio spirituale associato a una vita violenta come la sua (con la partecipazione di Pedro Pascal nel ruolo di un vecchio compagno d'armi). Una riflessione cucita su misura per Washington, capace di dare il giusto peso drammatico anche alle battute più banali, e vero punto di forza del film insieme alle varie sequenze d'azione, coreografate con un gusto in perfetto equilibrio tra il brutale e il poetico. Rimane la parziale debolezza dell'intreccio principale, un elemento però necessario per arrivare ai momenti più significativi, che siano le uccisioni o i pestaggi altamente spettacolari o le parentesi più personali legate alla vita quotidiana di McCall, e comunque più solido rispetto al canovaccio molto tradizionale e poco sorprendente del capostipite.

Forse anche per questo il numero cardinale nel titolo cozza con le intenzioni di Fuqua: per certi versi, questo è l'episodio ideale per iniziare a familiarizzare con le imprese del protagonista, in vista di eventuali ulteriori seguiti che avranno, a questo punto, una materia prima molto più interessante su cui costruire le prossime storie.

The Equalizer 2 - Senza Perdono Denzel Washington torna nel ruolo di Robert McCall, in un sequel che per certi versi non è sequel, poiché dopo il lungo preludio del primo episodio questo è il primo vero film dedicato all'Equalizer, il vendicatore di torti che cerca di lasciarsi alle spalle un passato violento dal quale non potrà mai fuggire del tutto. Azione e introspezione vanno di pari passo in un lungometraggio adrenalinico dove la vendetta e le sparatorie incontrano anche atmosfere più inattese, quasi da western crepuscolare.

7.5

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