The Empty Man, la recensione: orrore metafisico su Disney+

Il regista David Prior adatta in chiave filmica l'omonima e inquietante graphic novel di Cullenn Bunn in un'opera riuscita per quanto confusionaria.

The Empty Man, la recensione: orrore metafisico su Disney+
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Sono intriganti le premesse di The Empty Man, il nuovo horror su Disney+. Nel 1995, nel piccolo Regno del Buthan incastonato tra le montagne himalayane, quattro amici stanno scalando una delle vette della catena montuosa, circondati da gelo e neve. Uno di loro, Paul, a un certo punto crede di sentire qualcosa, un suono estraneo proveniente da chissà dove, e cercandone proprio la fonte cade in un buco tra le rocce. Qui scopre una caverna al cui interno c'è soltanto uno strano e angosciante scheletro di una non meglio identificata creatura umanoide. Quando scende l'amico Greg per accertarsi delle condizioni di Paul dopo la caduta, quest'ultimo ha un solo avvertimento per lui: "Toccami e sei morto". Le cose non vanno per il verso il verso giusto e la storia si sposta in Missouri nel 2018, 23 anni dopo la spedizione dei quattro amici sull'Himalaya.

L'ex-detective James Lasombra (James Badge Dale) si ritrova infatti suo malgrado coinvolto nelle indagini relative alla scomparsa di Amanda, figlia delle vicina di casa Nora (Marin Ireland), e di alcuni suoi compagni. A quanto sembra, tutto sarebbe riconducibile al misterioso Pontifex Institute e alla curiosa leggenda dell'Uomo Vuoto. Indagando sempre più a fondo sulla sparizione di Amanda e sull'istituto, Lasombra si ritroverà coinvolto in un disegno molto più oscuro e straniante di quanto sospettasse, cercando con tutte le sue forze di riportare indietro sana e salva la ragazza e venire a capo di un caso in cui ogni tassello o personaggio coinvolto non sono in alcun modo come appaiono.

Un soffio e arriva l'Uomo Vuoto

Uscito negli Stati Uniti d'America nel 2020 e da noi solo ora tra le novità Disney+ di ottobre grazie a Star, The Empty Man è un thriller-horror di matrice psicologica e profondamente metafisica in grado di provocare un certo grado d'interesse e malessere nello spettatore. Longevo e corposo, il film scritto, diretto e persino montato dall'esordiente David Prior (è il suo primo lungometraggio da regista, ma ha molti crediti nel settore) è l'omonimo adattamento cinematografico della graphic novel di BOOM! Studios scritta da Cullen Bunn e disegnata da Vanessa R. Del Rey.

Il film è praticamente una copia carbone dell'opera originale, forse leggermente più virato all'anima da giallo investigativo che contaminato dalle venature gore e orrorifiche che rendono spaventoso e angosciante il fumetto. Un titolo riuscito, comunque, che sa anche cambiare pelle a seconda del momento d'approfondimento, con un prologo che si distacca il giusto in chiave tonale dal restante corpo della trasposizione, anche se in modo funzionale alla narrazione e all'intreccio del racconto.
The Empty Man si prende i tempi giusti per le necessarie elucubrazioni emozionali e psicologiche dei personaggi coinvolti nella vicenda, pur mettendo sostanzialmente in primo piano il solo Lasombra, interpretato da un credibile Badge Dale in un altro ruolo centrato della straordinaria carriera da caratterista esplosa dopo Rubicon su AMC. Il suo talento attoriale è così solido da riuscire a trasformare un momento di vera agitazione e tensione in una battuta gettata in contesto con naturalezza e ironia, dando una dimensione molto più umana e persino credibile a una sequenza dove, nel buio di un campeggio abbandonato, Lasombra viene inseguito da un gruppo inferocito di una problematica setta pseudo-religiosa.

Nel cast di The Empty Man anche Robert Aramayo, un film che riesce soprattutto nell'intenzione di generare scompiglio in chiave narrativa, optando per uno stile effettivamente molto vicino a quello fumettistico, come se spesso lo stacco di montaggio e la scelta di una transizione fosse presa sulla base di un ragionamento per tavole, non per frame.

Questo crea una sensazione spesso straniante, mentre tutto intorno il mondo di Lasombra va in pezzi e tanti dettagli della storia cominciano a unirsi a creare un pattern preciso seppure ingarbugliato e confusionario. Il prologo è accattivante e il corpo dell'opera di Prior ha un ritmo ottimamente cadenzato sull'aspetto investigativo, sporcato non di rado da elementi horror che esplodono sullo schermo tra ansia psicologica e jump-scare.

Il titolo funziona egregiamente e cattura l'audience in questo viaggio verso la verità intrapreso dall'intrepido protagonista, afflitto dalla perdita della moglie e del figlio e da incubi non di facile lettura, ma di tanto in tanto la sceneggiatura introduce piccoli particolari stranianti che spingono lo spettatore a porsi non poche domande e rivedere lo schema della storia e della risoluzione creatosi in testa.

Un film che invita a ragionare sui dettagli, The Empty Man, mentre tenta di spaventare e turbare il pubblico come escamotage narrativo per distrarlo. Al suo interno c'è anche un brillante utilizzo di alcuni concetti meditativi e spirituali declinati nella loro portata più negativa possibile, centrati, resi protagonisti e legati a doppio filo all'universo metafisico d'appartenenza, dunque inconoscibili. Un titolo pensato, scritto, diretto e fotografato con ingegno e conoscenza del mezzo e che siamo certi sarà in grado di sorprendervi dall'inizio alla fine al netto di un terzo e ultimo atto decisamente caotico e un po' fuori fuoco rispetto al resto del film. L'evoluzione è però naturale e la scelta giustificata, così come la riduzione in itinere della presenza dei co-protagonisti, rendendo praticamente The Empty Man quasi un one man show retto interamente da James Badge Dale.

Alla fine, probabilmente, anche voi - come noi - proverete una certa riverenza nei confronti del titolo di David Prior, lontano dalla perfezione ma sicuramente tra i migliori e più appassionanti horror approdati in Italia quest'anno.

The Empty Man Adattamento dell'omonima graphic novel di Boom! Studios, The Empty Man è il più che discreto esordio autoriale di David Prior, un thriller di matrice orrorifica votato all'aspetto investigativo di un racconto psicologico e metafisico che sa angosciare e spaventare, tanto con trovate jump-scare quanto - e soprattutto - mediante scrittura e regia. Un film che vive sulle spalle del suo protagonista, un credibile e bravissimo James Badge Dale, e in grado di declinare angoscianti elementi meditativi e spirituali in una storia ricca di tensione e dettagli da scoprire, capace di catturare dall'inizio alla fine. Al netto delle sue giustificabili e naturali imperfezioni e di un terzo atto decisamente confusionario e stordente, The Empty Man si rivela in definitiva uno dei più intriganti e appassionanti horror visti quest'anno, comodamente recuperabile su Disney+.

7.5

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