Recensione The Double

Richard Gere tra spie russe e doppi giochi

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Paul Sheperdson (Richard Gere) è un ex-agente della CIA in pensione da diversi anni. L'ultimo caso su cui ha lavorato, e che lo tormenta tutt'oggi, era incentrato su un gruppo di spie russe, conosciute con il nome 'I 7 di Cassius'. Quando un politico viene misteriosamente ucciso, e il modus operandi dell'assassino ricalca proprio quello di Cassius, Paul viene richiamato in servizio. Al suo fianco, in un'operazione congiunta tra FBI e CIA, il giovane agente della Bureau Ben Geary (Topher Grace). Dopo un lungo periodo di forte inflazione, tornano a far capolino le paure e i sotterfugi della Guerra fredda in questo thriller, uscito in USA nell'ottobre dello scorso anno, diretto da Michael Brandt, conosciuto per le sceneggiature di Wanted e 2 fast 2 furious, e qui al suo esordio dietro la macchina da presa. A dargli manforte un nome del calibro di Richard Gere e Topher Grace, già Venom nel terzo capitolo di Spiderman.

Chi è Cassius?

The Double è il classico titolo sui generis d'ultima generazione partorito dalla fucina hollywoodiana. Ci troviamo perciò difatti a una realizzazione tecnica ineccepibile, che fa da sfondo a una trama dal sapore alquanto classico dove anche i due cliffhanger principali (il primo svelato già nella prima mezzora) finiscono per risultare, se non prevedibili, quantomeno lontani dall'effetto sorpresa. Il tutto inoltre è vittima di ulteriori discrepanze, sia cronologiche che logistiche, che tolgono al racconto qualsiasi aria di veridicità, già labile nell'improbabile svolgersi degli eventi. Ecco così che anche la tematica della guerra fredda funge semplicemente da incipit per il confronto tra i due protagonisti, entrambi portatori di un segreto da nascondere. Brandt riesce comunque a salvare il salvabile, con una regia asciutta quanto basta e alcune sequenze suggestive, lasciando poco spazio all'azione pura e concentrandosi maggiormente sull'introspezione dei personaggi che, in questo modo, assumono una qualche parvenza di convincente umanità. In particolare è da sottolineare la prova di Richard Gere, in un ruolo ambiguo nel quale il brizzolato attore riesce ancora a ruggire come ai tempi d'oro, mentre lo stesso non si può dire di Topher Grace, ancora troppo acerbo per un ruolo così impegnativo. The Double si rivela quindi un prodotto canonico, senza infamia e senza lode, la cui è visione è consigliata soltanto agli amanti più accaniti del thriller.

The Double CIA, FBI, spie russe in un thriller giocato sul tema dell'ambiguità e in cui i colpi di scena dominano la storia. Nessuna sopresa però, e lo stesso finale (epilogo incluso) è la fiera delle banalità. Richard Gere però se la cava più che discretamente, e questo potrebbe giustificare il prezzo del biglietto, almeno per i fan del genere.

5.5

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