The Deep, la recensione del film di Baltasar Kormákur

In questo film ispirato a una storia vera, il pescatore islandese Guðlaugur Friðþórsson è l'unico sopravvissuto di un naufragio nelle acque dell'Atlantico.

recensione The Deep, la recensione del film di Baltasar Kormákur
INFORMAZIONI FILM
Articolo a cura di

Sull'isola di Hemay, in Islanda, un gruppo di pescatori è prossimo a partire per una nuova spedizione a caccia di prede. Siamo in una notte del 1984 quando il loro peschereccio si inabissa lontano dalla costa: le reti si sono incagliate negli abissi e bloccando l'argano hanno causato il rovesciamento dell'imbarcazione. I membri dell'equipaggio cercano di mettersi in salvo ma solo uno di essi, il giovane Gulli, riesce nella disperata impresa, nuotando per ore in solitudine nel gelido Atlantico del Nord, con unici compagni i gabbiani che svolazzano in cielo, ai quali il naufrago confida le proprie preghiere.

In The Deep l'uomo riesce miracolosamente a giungere sulla costa attraversando poi, a piedi nudi, un ostile terreno vulcanico. Il suo intenso calvario gli vale un'attenzione mediatica di livello internazionale, oltre che l'interesse della comunità scientifica che lo sottopone a dei test per cercare una spiegazione alla sua incredibile capacità di resistenza in condizioni climatiche così ostili che sarebbero costate la vita a chiunque.

Il predestinato

A sette anni dall'uscita nelle sale nazionali arriva anche nei cinema italiani The Deep, film del regista islandese Baltasar Kormákur, conosciuto dal grande pubblico per le sue incursioni hollywoodiane in Cani sciolti (2013), Everest (2016) e Resta con me (2018). E proprio come in occasione degli ultimi due titoli citati ci troviamo di fronte a un vero e proprio survival-movie ispirato anche in questo caso a una storia vera. La vicenda infatti è il fedele resoconto di quanto vissuto a metà dagli anni '80 da Guðlaugur Friðþórsson, un pescatore islandese che è sopravvissuto per oltre cinque ore nelle acque gelide dell'oceano prima di riuscire a raggiungere la terraferma.
Un caso che ai tempi ha suscitato molto scalpore non soltanto nel Paese scandinavo ma nell'intero continente europeo, ancora oggi non del tutto spiegabile dal punto di vista scientifico che riporta alla mente una figura di finzione come il David Dunn interpretato da Bruce Willis nella trilogia di successo (composta da Unbreakable - Il predestinato, Split e Glass) firmata da M. Night Shyamalan.

La narrazione si divide in tre tronconi netti ma complementari, con il primo che ci introduce al protagonista e ai personaggi di contorno (la cui caratterizzazione è limitata per via dello scarso minutaggio loro concesso per i tragici motivi biografici), il secondo che mostra le fasi salienti del naufragio e la determinazione nel sopravvivere di Gulli, il terzo con l'attenzione mediatica a lui rivolta e i relativi esperimenti medici per comprendere come sia potuto uscire sano e salvo da una situazione simile.

Paragoni e personalità

Alcuni colleghi della critica americana l'hanno definito come "un film avvincente tra James Cameron e Werner Herzog", definizione assai generosa riportata anche dalla locandina italiana. Senza andare a cercare paragoni così importanti e fuori luogo, vista anche la commistione poco coesa tra il cinema dei due succitati maestri, The Deep possiede una sua vibrante personalità. L'impatto spettacolare è sobrio e ragionato, senza eccessi retorici di sorta, con la parte finale che restituisce un'umanità profonda e priva di artifici enfatici che sarebbero risultati gratuiti ai fini degli sfortunati eventi.

Le atmosfere alla Open Water (2003) quando il protagonista si trova in balia delle acque dell'oceano in completa solitudine creano un disperato senso di claustrofobia e impotenza, mentre i flashback ci riportano alla sua infanzia, con spunti rivelatori della relativa indole. Elementi che riescono a creare un sentito legame empatico con lo spettatore, pronto a pregare anch'esso in prima persona per le sorti dell'uomo. I novanta minuti di visione fanno proprio di questo trattenuto equilibrio il maggior punto di forza, anche se a volte il rischio di un'eccessiva atmosfera castrante si palesa nelle rudezza delle emozioni e nello svolgimento così legato alla realtà, privo di sviluppi più avvincenti.

The Deep Un survival-movie in piena regola ispirato a una storia vera, quella che a metà degli anni '80 vide involontario protagonista il pescatore islandese Guðlaugur Friðþórsson: l'uomo sopravvisse miracolosamente per ragioni mai spiegate dalla scienza a un naufragio che lo costrinse a una disperata nuotata di cinque ore in acque gelide per raggiungere la terraferma. The Deep non enfatizza eccessivamente i toni ed evita emozioni e spettacoli gratuiti, concentrandosi sulla fedeltà ai fatti e sulle psicologie dei personaggi coinvolti, con la pressoché totale attenzione concentrata proprio sul lupo di mare scampato alla morte. Il regista islandese Baltasar Kormákur sacrifica parzialmente un impatto facile e accattivante per dare una discreta e rispettosa versione degli eventi, realizzando un film che, pur a dispetto delle sue scelte anti-commerciali, riesce a creare una sincera affezione da parte del pubblico.

6.5

Che voto dai a: The Deep

Media Voto Utenti
Voti: 1
1
nd