The Creator Recensione: un gigante imperfetto, ma quanto potenziale!

Gareth Edwards dirige con maestria un blockbuster sci-fi dalla sceneggiatura imperfetta, ma dal grande potenziale.

The Creator Recensione: un gigante imperfetto, ma quanto potenziale!
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Per dirvi cos'è The Creator userò le parole di Gareth Edwards durante un'intervista: è un po' come quando fai la spesa al supermercato, scegli i prodotti che preferisci, metti tutto ciò che ti piace nel carrello e te lo porti a casa. Il nuovo grande colossal sci-fi dal regista di Rogue One è proprio questo: una mescolanza di generi e di suggestioni cinematografiche diverse confezionate in un Blockbuster di alto livello. The Creator è anche qualcosa in più: qualcosa che non riesce ad essere fino in fondo, e che in parte spreca un potenziale smisurato. Ma rimane un film gigante in tutti i sensi.

La rivolta delle IA

La storia si svolge in un futuro non troppo lontano dal nostro, in cui l'intelligenza artificiale e la robotica hanno raggiunto livelli inimmaginabili: i robot hanno vissuto a lungo al fianco degli umani, supportandoli in tutti i settori della vita quotidiana e lavorativa. Fino al disastro: lo scoppio di una bomba atomica su Los Angeles creò una grave frattura tra le due specie, costringendo gli Stati Uniti a dare la caccia alle macchine, che si rifugiarono nei territori occidentali. Da allora, per molti anni, i robot hanno vissuto segretamente in Nuova Asia e il governo americano ha dato il via ad un programma di sterminio per stanare e sopprimere tutte le IA rimaste attive: un'immensa arma di distruzione di massa mobile, chiamata NOMAD, semina il terrore in Nuova Asia, distruggendo città e villaggi pur di sradicare la minaccia robotica dalla faccia della Terra. D'altro canto le IA hanno dato vita ad una resistenza militare segreta: guidati da Nirmata, il creatore di una misteriosa arma segreta che permetterà alle macchine di vincere la guerra, i robot combattono per la sopravvivenza. The Creator è la storia di Joshua (John D. Washington), un soldato diviso tra due mondi: da ex infiltrato tra le fila delle IA, conduce una vita piena di rimpianti dopo aver perso sua moglie Maya (Gemma Chan) durante una delicata missione di spionaggio.

Quando viene a sapere che l'amore della sua vita potrebbe essere ancora viva, ma affiliata alla fazione delle iA, torna in servizio per ricongiungersi a lei: l'obiettivo è stanare il famigerato Nirmata, il demiurgo della robotica, e neutralizzare l'arma segreta. Che è una bambina artificiale: Alfie (Madeleine Yuna Voiles), come la ribattezza Joshua, è una piccola robot in possesso di un potere in grado di annientare tutte le altre armi meccaniche. Le sorti di Alfie determineranno il corso della guerra: e al centro di tutto c'è Joshua e il suo rapporto con la piccola, diviso tra i doveri nei confronti del suo Paese e l'amore per il prossimo.

Luci e ombre di un grande blockbuster

The Creator, per quanto riguarda la sceneggiatura, porta la firma del suo stesso regista, Gareth Edwards, che ha scritto il film insieme a Chris Weitz. E mette in campo sin da subito una storia potente, ponendo le basi per una mitologia poderosa che affonda le sue radici in una moltitudine di suggestioni pop e cinematografiche (con tanto materiale a disposizione, ci sarà sequel di The Creator?). A livello di tematiche, infatti, il film raccoglie tantissime influenze e racchiude il meglio del cinema di genere: c'è la distopia cyberpunk di Akira e Blade Runner, c'è il realismo bellico di Apoclypse Now, c'è un racconto che punta il dito con convinzione contro il colonialismo americano. Ma non lo fa fino in fondo: c'è un sottotesto politico forte, in The Creator, che non emerge abbastanza a causa di una scrittura che dà per scontati alcuni elementi che avrebbero meritato maggior spazio.

Ed è un peccato, perché il potenziale narrativo dell'opera è immenso e, nonostante un epilogo abbastanza drastico, apre ad ulteriori approfondimenti, se non addirittura al principio di una saga. I difetti narrativi di The Creator sono il contraltare di una messinscena clamorosa, intrisa di gigantismo e magnificenza cinematografica. È un Blockbuster di quelli che, visivamente, lasciano il segno: grazie alla direzione artistica, derivativa ma efficace, supportata da un design affascinante ed evocativo. Grazie, soprattutto, alla regia di Edwards, che mette in scena un'epopea fantascientifica in una cornice da war movie crudo, diretto, sporco.

Una direzione a tratti anche minimalista, sulla scia di Rogue One (la Forza scorre potente nella nostra recensione di Rogue One), che spinge tantissimo su una componente action essenziale ma violenta. The Creator è in definitiva un Blockbuster enorme ma imperfetto, che sacrifica un po' di coerenza narrativa in nome di un impianto visivo poderoso e imponente. Il che è un peccato: con una trama più profonda e attenta staremmo parlando di un grande capolavoro sci-fi.

The Creator The Creator è un blockbuster sci-fi visivamente magistrale, diretto con maestria da un Gareth Edwards che cita più o meno apertamente tanti cult del cinema di genere. Ma è anche un gigante imperfetto, che alla sua magnificenza visiva affianca una sceneggiatura un po’ troppo abbozzata, stracolma di potenziale e di mitologia inespressa che potrebbe essere approfondita anche in eventuali capitoli futuri o spin-off. Rimane comunque una prova di alto livello quella del regista di Rogue One, che con un minimo di sforzo in più avrebbe potuto portare a casa un’opera di rara eccellenza.

7.5

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