The Children Act - Il verdetto, la recensione del film con Emma Thompson

Fiona Maye, giudice dell'alta corte, deve decidere sul caso di un ragazzo, appartenente ai testimoni di Geova, che rifiuta le cure per la sua fede.

recensione The Children Act - Il verdetto, la recensione del film con Emma Thompson
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Fiona Maye è un'apprezzata giudice dell'alta corte di giustizia di Galles e Inghilterra. Specializzata nei casi in cui sono coinvolti minori, la donna vive un'esistenza frenetica che mette il suo decennale matrimonio in un periodo di crisi, con il marito che le confessa di essersi fatto un amante in quanto lei è troppo concentrata sul lavoro.
In un periodo già di per sé complicato, Flona si trova alle prese con un caso spinoso, riguardante un ragazzo di diciassette anni, Adam Henry. L'adolescente, malato di leucemia, appartiene alla congregazione dei testimoni di Geova come i suoi genitori e, per via della sua fede, rifiuta una trasfusione di sangue che potrebbe salvargli la vita: nel caso questa non fosse operata in tempo, Adam potrebbe infatti morire.
In Children Act - Il verdetto, Fiona decide di visitare il ragazzo in ospedale e, dopo attenta ponderazione, opta per autorizzare la trasfusione anche contro il suo volere.
L'intervento sembra andato a buon fine e da lì in poi il giovane, rimasto talmente colpito dall'intervento della donna e dal fatto che sia andata a trovarlo prima della difficile scelta, sviluppa per lei una vera e propria ossessione e inizia a pedinarla in maniera quasi morbosa. Fiona si trova però impreparata a gestire la situazione.

Fede suicida

La sceneggiatura è a opera di Ian McEwan, autore dell'omonimo romanzo (in Italia uscito come La ballata di Adam Henry) pubblicato nel 2014, da cui il film è tratto. Lo scrittore ha dichiarato di aver preso ispirazione per il suo libro in seguito a una cena avuta con diversi giudici della corte britannica, durante la quale sono emersi molti casi curiosi da questi vissuti in passato, nonché dalla sua stessa causa di divorzio.
Non è infatti un caso che la protagonista sia proprio alle prese con una profonda crisi coniugale, data dalla sua vita frenetica e dalla sua totale dedizione per il lavoro, così come il titolo Children Act - Il verdetto prenda il nome da un atto del Parlamento del Regno Unito risalente al 1989, atto a salvaguardare sopra ogni cosa il benessere e la salute dei minori.
Le pagine cartacee passano invece su grande schermo per mano di Richard Eyre, già dietro la macchina da presa di Diario di uno scandalo (2006) e L'ombra del sospetto (2008), che in quest'occasione non si prende molti rischi adattando l'opera di partenza in maniera precisa e lineare, senza guizzi di sorta che rendano la visione più coinvolgente della media.

Limiti e spunti

Laddove l'operazione brilla è soprattutto nelle intense performance attoriali, capitanate da una Emma Thompson che ci regala l'ennesima, strepitosa, interpretazione di una carriera da incorniciare: la sua Fiona Maye, giudice ossessionata dal lavoro pronta a riscoprire i lati più umani del proprio essere, strappa applausi a scena aperta in più occasioni, trovando adeguato supporto nell'ottimo cast di contorno, dal marito di Stanley Tucci, in un ruolo a lui congeniale, al ragazzo malato di Fionn Whitehead, già apprezzato dal grande pubblico nel corale Dunkirk (2017). Gli attori sono il vero punto di forza di una pellicola altrimenti ordinaria, decorosa ma priva del necessario pathos nelle fasi processuali e aderente a canonici eccessi enfatici nella verve melodrammatica, con un paio di risvolti poco verosimili nella sempre più ambigua relazione tra la giudice e l'adolescente ritornato miracolosamente alla vita. Un peccato non aver scandagliato con maggiore acume il complesso rapporto tra legge e religione, con i dogmi dei testimoni di Geova che rischiano di diventare in questo caso fatali.
Si sarebbe quindi potuto osare di più in fase narrativa, per recuperare quelle linee di pensiero intimo e introspettivo che se in un romanzo possono raggiungere diverse linee di pensiero, in forma filmica perdono forzatamente di acume e incisività, lasciando alla sola forza dei personaggi e dei relativi interpreti il compito di trainare, senza troppi passaggi a vuoto, la visione ai titoli di coda.

The Children Act - Il verdetto Emma Thompson è il maggior motivo di interesse di questa pellicola che, adattando l'omonimo romanzo di Ian McEwan (anche autore della sceneggiatura), ci trascina nel confronto giudiziario tra legge e religione, con al centro della vicenda il caso di un adolescente i cui genitori, membri dei testimoni di Geova, rifiutano una trasfusione di sangue che potrebbe salvargli la vita. Quando però la relazione tra la giudice, donna di mezz'età prossima al divorzio, e il diciassettenne si complica in maniera sempre più morbosa, The Children Act - Il verdetto vive di una gestione dei tempi e dei modi non sempre coesa, "nascondendo" la canonica messa in scena per dar libero spazio alle ottime performance del cast, comprimari inclusi. Dando così l'impressione che, in altre mani, il risultato avrebbe forse superato quell'aura di risicata sufficienza che a conti fatti permea l'intera operazione.

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