Cannes 2013

Recensione The Bling Ring

Sofia Coppola porta a Cannes una compagine di 'cattive ragazze' tra le quali un'inedita Emma Watson

Recensione The Bling Ring
Articolo a cura di

Sei anni dopo Marie Antoinette, Sofia Coppola torna a Cannes per presentare The Bling Ring, che apre il concorso Un certain regard. Il film è ispirato a una storia vera, ‘catturata’ dalla regista leggendo un articolo su Vanity Fair: cinque ‘ragazzi bene’ della periferia di Hollywood (quattro ragazze e un ragazzo, per la precisione) tra il 2008 e il 2009, svaligiano per gioco, senza rendersi quasi conto di ciò che stanno facendo, le ville di star importanti del calibro di Paris Hilton, Orlando Bloom e Lindsay Lohan. Senza grossi problemi, trovano i loro indirizzi su Internet, si introducono e non trovano ad accoglierli allarmi o sicurezza. Sembra paradossale, ma le cose sono andate proprio così, tanto che, racconta Coppola, “alcune cose abbiamo comunque dovuto toglierle dal film, perché parevano troppo assurde anche se erano vere”. Nel cast - un gruppo di giovani attori bravi e sconosciuti - primeggia una sexy Emma Watson, ormai lontana dai castigati abiti della maghetta Hermione. La sua Nicki è fragile e provocante allo stesso tempo, un paradosso vivente che affianca la tenerezza di una bambina all’aggressività di una vamp.

BONNIE & CLYDE, AI TEMPI DI FACEBOOK...

Con un soggetto originale e l’ottima prova dei giovani interpreti - oltre alla Watson, Israel Broussard, Katie Chang, Taissa Farmiga, Claire Julien e Georgia Rock - The Bling Ring risulta un’opera interessante e forse meno ‘coppoliana’ di quanto ci si potrebbe aspettare. Al contrario, ad esempio, di Lost in Translation o di Somewhere, giocati per lo più su suggestioni e stati d’animo dei protagonisti, il film attuale si incentra su un plot deciso ed efficacemente strutturato, pur lasciando spazio a riflessioni sulla società americana e sull’uso e l’abuso dei moderni strumenti di comunicazione. Con l’avvento di facebook, i giovani hanno quasi l’impressione di poter toccare le star, di vivergli accanto. Fino alle estreme conseguenze di un’eccessiva identificazione. Non si tratta tanto di rubare braccialetti o capi di vestiario - i VIP ne hanno talmente tanti, che a stento se ne accorgono - si tratta di entrare nei loro panni, rubare il loro stile di vita, essere come loro per un giorno. L’unica ‘pecca’ di The Bling Ring è forse quella di essere arrivato dopo Spring Breakers di Harmony Korine, che con tematiche analoghe, ma portate a conseguenze ancora più estreme, ha sconvolto la platea dello scorso Festival di Venezia.

Bling Ring Il meno coppoliano dei film di Sofia Coppola vanta un plot solido e un’ottima interpretazione da parte del cast, su cui primeggia una Emma Watson ormai lontana da Hogwarts in grado di donare alla sua Nicki tutta la fragilità e la sensualità di cui il personaggio ha bisogno. Purtroppo il film sconta la ‘colpa’ di arrivare dopo Spring Breakers, rivelazione di Venezia 69 che ha turbato il pubblico con una storia analoga di disinibite ragazze ‘criminali per gioco’.

7.5

Che voto dai a: Bling Ring

Media Voto Utenti
Voti: 7
5.7
nd