The Blade, la recensione del film di Tsui Hark

Il giovane Ding-on dopo aver perso il braccio destro va alla ricerca dell'assassino del padre in The Blade, capolavoro action-marziale degli anni '90.

recensione The Blade, la recensione del film di Tsui Hark
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Ling, la bella e giovane figlia di un maestro proprietario di una fonderia di spade, si contende le attenzioni di due coetanei che lavorano per il genitore, l'orfano Ding-on e Iron Head. Il primo di questi è in realtà il figlio di un vecchio amico del padre, rimasto ucciso in combattimento per mano del crudele Flying Dragon, uno spietato assassino ricoperto di tatuaggi; quando il giovane scopre la verità decide di partire alla ricerca dell'uomo per ottenere vendetta ma i suoi piani vengono interrotti dall'arrivo di banditi che cercano di rapire Ling. Durante la concitata battaglia Ding-on viene brutalmente ferito da una trappola che gli mozza completamente il braccio destro e, caduto in un dirupo, viene salvato dall'intervento della contadina, anch'essa orfana, Blackie.
Tempo dopo, in seguito all'incendio della fattoria dove ormai viveva con la sua soccorritrice, trova un antico manoscritto sull'uso della spada e decide di allenarsi anche con un arto solo per mettere fine ai soprusi che stanno sconquassando quelle terre. Nel frattempo Ling e Iron Head si mettono alla sua ricerca...

Il potere della spada

Uno dei capolavori action/wuxia degli anni '90, firmato Tsui Hark, è il remake rivisitato di un grande classico del cinema hongkonghese quale One-Armed Swordsman (1967), distribuito da noi col più anonimo titolo Mantieni l'odio per la tua vendetta. In questo inno alle coreografie marziali all'arma bianca il maestro cinese innesta una storia dai profondi significati esistenziali, come sottolineano i numerosi voice-over che, soprattutto nel prologo e nell'epilogo, caratterizzano le note di dolente amarezza di una vicenda senza dubbio concentrata sul suo esaltante lato ludico, ma al contempo ricca di profondi significati sul senso della vita, dell'amore e dell'amicizia, in un mondo privo di distinzioni nette in cui "un uomo buono può diventare cattivo e uno cattivo può diventare buono", il tutto accompagnato da una colonna sonora tra il tragico e l'epico che acuisce i toni malinconici del racconto.
Ogni azione ha una conseguenza, sembra dirci la visione sin dalle scelte ambigue di Ling, indecisa su due contendenti e vero e proprio motore involontario di tutti gli eventi da lì a venire. The Blade non fa sconti, si fa sporco e graffiante nella sua costante e sotterranea lussuria e nella sua palpabile ed istintiva violenza, lasciando ai personaggi principali la possibilità di scegliere come affrontare il proprio destino in un gioco spietato in cui solo il più abile potrà ottenere la vittoria.
E offre un puro ed ammirevole spettacolo di genere nella componente prettamente marziale, con evoluzioni che rasentano la perfezione esasperate magnificamente dalla iper-frenetica regia che, tra movimenti di macchina e improvvise accelerazioni, cromatismi barocchi e un impeto secco e selvaggio, regala emozioni a scena aperta per gli appassionati del filone, in una perfezione stilistica che trabocca di pura estasi cinetica soprattutto nella magnifica e indimenticabile resa dei conti finale.

The Blade Nel 1995 Tsui Hark realizza, rivisitando il grande classico dello "spadaccino con una mano sola", un wuxia di innegabile magnificenza visiva e marziale, con coreografie che lasciano ancora oggi a bocca aperta per modalità di ripresa e scelte visive, in un frenetico ed esaltante spettacolo totalizzante per tutti gli appassionati del genere. Ma The Blade non è solo esaltante azione, adempiendo nei suoi cento minuti di visione anche ad un sottotesto drammatico e morale in cui le scelte di ognuno diventano fondanti ai fini di un contesto più ampio e dove la sete di vendetta rimane forse l'ultima scintilla per accompagnare personaggi ormai senza più nulla da perdere. Il film andrà in onda stasera, giovedì 23 novembre, alle 21.15 su SPIKE TV.

8.5

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