The Big Sick, la recensione della commedia romantica con Kumail Nanjiani

Un comico di origini pakistane si innamora di una ragazza americana contro la volontà della famiglia in The Big Sick, film di Michael Showalter.

recensione The Big Sick, la recensione della commedia romantica con Kumail Nanjiani
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Kumail è un giovane comico di origine pakistana che organizza spettacoli in locali di cabaret e per mantenersi lavora come autista di Uber. Ancora single, il ragazzo è spinto dalla tradizione familiare ad accasarsi con un matrimonio combinato con una sua connazionale, ma tutte le pretendenti vengono per un motivo o per l'altro respinte dal nostro. Una sera, durante uno show, Kumail conosce la bionda Emily con cui scatta amore a prima vista: nonostante i due decidano di non volere un rapporto serio, la loro relazione si fa sempre più profonda almeno fino a quando la ragazza non scopre la volontà dei genitori del fidanzato, verità nascosta che mette momentaneamente fine alla loro love-story. Ma quando Emily viene ricoverata in ospedale in gravi condizioni e indotta in coma, Kumail troverà finalmente il coraggio di prendersi cura di lei.

True love

Kumail Nanjiani è uno dei più apprezzati stand-up comedian della scena americana, ma al cinema non aveva mai lasciato il segno trovandosi sempre in ruoli da spalla o di supporto. Il vero e proprio botto su grande schermo è arrivato all'inizio di quest'anno con The Big Sick, commedia romantica scritta a quattro mani con la moglie Emily V. Gordon e ispirata proprio alla loro stessa relazione: laddove infatti personaggi corollari e alcune situazione sono state create ad hoc per l'impatto filmico, il cuore del racconto segue abbastanza fedelmente la nascita del loro amore. Prodotta da Judd Apatow e diretta da Michael Showalter, già regista dell'apprezzato Hello, My Name Is Doris (2015), la pellicola ha conquistato critica e pubblico d'Oltreoceano, portando una ventata di freschezza in un filone spesso ricco di ricicli e stereotipi. Certo non mancano alcuni cliché nelle due ore di visione e il contesto drammatico della malattia pare costruito a tavolino per aumentare il coinvolgimento emotivo dello spettatore, ma l'operazione può dirsi riuscita per via della spontanea leggerezza con cui vengono mischiati toni dolci e amari e per il gran numero di battute e gag che si susseguono in serie, col grande merito di evitare volgarità di sorta in favore di uno sguardo più classico e rassicurante. Con citazioni sia dall'universo televisivo (da Supercar a X-Files) che da quello cinematografico, in particolare l'horror (dalla saga dei Morti Viventi ai cult con Vincent Price) e un bel confronto culturale tra le tradizioni pakistane e la società a stelle e strisce, il divertimento sobrio e più intelligente della media è assicurato, con una nota di merito per le ottime interpretazioni del cast a cominciare proprio da Kumail Nanjiani nei panni di se stesso e dalla tenera simpatia di una sempre più deliziosa Zoe Kazan.

The Big Sick Si ride, si sorride e ci si commuove in questa equilibrata commedia romantica in cui il protagonista Kumail Nanjiani ripercorre la storia d'amore realmente vissuta con la compagna Emily V. Gordon (co-autrice della sceneggiatura) qui interpretata da un'amabile Zoe Kazan. Pur non schivando alcune facili soluzioni che strizzano l'occhio al grande pubblico, The Big Sick intrattiene e diverte senza cedere a volgarità assortite e offre gag e battute in serie in una struttura complessiva ad alto tasso d'emozioni.

7

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