Recensione The Adderall Diaries

James Franco, scrittore in crisi, si ritrova a fare i conti con il suo difficile passato al ritorno del padre Ed Harris in The Adderall Diaries, film di Pamela Romanowski tratto dal romanzo di Stephen Elliott.

recensione The Adderall Diaries
Articolo a cura di

Lo scrittore Stephen Elliott, da diverso tempo in crisi creativa, viene affascinato dal processo del momento, nel quale l'imputato, un tranquillo padre di famiglia, è accusato del brutale omicidio della moglie, introvabile da alcune settimane. Questo caso riporta inoltre lo scrittore ai tempi della sua tormentata adolescenza e al burrascoso rapporto col genitore, reo secondo lui di averlo abbandonato dopo la morte della madre per costruirsi una nuova famiglia. L'unica certezza nella vita di Stephen sembra essere costituita dalla presenza della nuova fidanzata Lana, personaggio anch'esso complesso reduce da difficili esperienze. Ma proprio quando tutto sembra procedere per il meglio, il padre di Stephen, Neil, si rifà vivo dopo anni costringendolo a venire a patti con il proprio passato.

Fuga dal passato

Non è mai semplice partire da un romanzo autobiografico o di memorie riuscendone a trasformare il flusso di coscienza dell'autore in una forma filmica compiuta, ancor più se si esordisce nel lungometraggio dopo aver diretto soltanto un paio di corti e un capitolo dell'episodico The Color of Time (2012), incentrato sulla figura del premio Pullitzer C.K. Williams. Pamela Romanowski, studentessa della New York University, sbaglia così la mira nell'adattare l'omonimo libro di Stephen Elliott, realizzando un'opera sin troppo confusa nonostante i diversi spunti d'interesse insiti nella narrazione. The Adderal Diaries (conosciuto anche con il titolo True Deception) è infatti un'opera senza coesione, nel quale alla storyline principale si inserisce forzatamente quella del processo riguardante il padre presunto uxoricida, allungando il brodo con sequenze inutili atte solo ad aumentare il già esiguo minutaggio: dai flashback nei quali assistiamo alle tendenze sadomasochistiche del protagonista, ai numerosi litigi e battibecchi con il suo editore ed il miglior amico, gli 86 minuti di visione procedono per inerzia non dando il giusto peso all'essenza principale del racconto, quella del rapporto controverso tra un padre e un figlio, sin troppo affidato ai pensieri scritti al computer, e mostrati sullo schermo tramite l'uso di abusati espedienti. Ed è un vero peccato lo spreco di un cast comunque in ottima forma, da un defilato Christian Slater alla bellissima Amber Heard, da un James Franco convincente quanto basta a un intensissimo e dolente Ed Harris.

The Adderall Diaries Un adattamento stanco che non coglie tutte le potenzialità filmiche dell'opera di partenza, l'omonimo romanzo con elementi autobiografici di Stephen Elliott, qui interpretato da James Franco. The Adderall Diaries non graffia quanto basta, perdendosi in una confusione di intenti e di idee che va a penalizzare anche le ottime performance del cast, Ed Harris su tutti. Registicamente ancora acerba, la semi-esordiente Pamela Romanowski si perde in dettagli e particolari di poco conto fallendo nell'esprimere la pulsante potenza emotivo / drammatica intrisa nel cuore del racconto.

5

Quanto attendi: The Adderall Diaries

Hype
Hype totali: 0
ND.
nd