Terrore dal sottosuolo, la recensione del monster-movie

In Mongolia un avventuriero e una dottoressa si trovano a fronteggiare giganteschi vermi fuoriusciti dal sottosuolo.

recensione Terrore dal sottosuolo, la recensione del monster-movie
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Una compagnia americana è operativa in Mongolia per estrarre un particolare tipo di olio immettendo grosse quantità d'acqua nel terreno. Il progetto va incontro a misteriosi danneggiamenti e ritardi e il manager Patrick, a capo della missione, teme che questi possano attirare le attenzioni dal boss della società. In Terrore dal sottosuolo le trivellazioni hanno risvegliato un nido di giganteschi vermi sotterranei, conosciuti nelle leggende locali come i guardiani della tomba di Gengis Khan, la cui ricomparsa ha scatenato un'epidemia simile al colera.

Proprio per questo un gruppo di volontari e medici missionari sta cercando di fermarne la diffusione, causata per gran parte dall'assunzione di acqua contaminata. La bella e tenace Alicia, a capo della missione di soccorso, incontra l'avventuriero Daniel e lo ingaggia affinché la conduca sana e salva, insieme al suo aiutante, al villaggio dove la maggior parte dei pazienti gravi sta attendendo le cure. L'uomo, alla ricerca di un fantomatico tesoro che sembrerebbe collegato proprio alle spaventose creature, è però inseguito da un pericoloso boss locale che ha un conto in sospeso con lui. Nel frattempo i mastodontici vermi si stanno diffondendo in massa sull'intero territorio.

Dalle profondità della terra

A leggere la trama sopra esposta parrebbe di trovarsi di fronte a una sorta di clone di un cult del calibro di Tremors (1990), e anche a all'arrivo dei titoli di coda quest'impressione è ampiamente confermata. Come nelle classiche produzioni televisive a marchio SyFy il budget è assai ridotto, più in linea con i sequel straight-to-video del film di Ron Underwood, l'ultimo risalente allo scorso anno.
Terrore dal sottosuolo è il tipico z-movie a tema in cui tutto avviene per caso e su dinamiche forzate ma, a differenza di altri titoli omologhi, la discreta dose di ironia e un piacevole feeling avventuroso riescono a nascondere la maggior parte della defettibile messa in scena, che poggia com'è lecito attendersi su effetti speciali di scarsa qualità e su interpretazioni non propriamente memorabili. Se colti nella giusta ottica, i novanta minuti di visione possono garantire un ingenuo divertimento, tra battute sprezzanti e risvolti ampiamente prevedibili che trascinano gli eventi verso l'atteso happy ending.

Legend

Proprio l'attinenza ai topoi e ai passaggi chiave canonici di questo sottofilone trash garantisce una familiarità che non deluderà gli appassionati del genere, negli ultimi anni cresciuti in maniera esponenziale, e il nonsense di alcune sequenze apparirà perciò ancor più naturale e benvenuto. Il regista Steven R. Monroe, autore dell'apprezzato remake di I spit on your grave (2010) e poi riciclatosi per buona parte nel mercato domestico, ha il merito di gestire gli scarsi mezzi a disposizione con un discreto filo logico, riuscendo a far emergere le varie anime del racconto in maniera più genuina del previsto.
Lo spettacolo rimane naturalmente di bassa lega, con la realizzazione dei mastodontici vermi sulla quale è meglio chiudere un occhio e i movimenti forsennati della camera per simulare l'arrivo di improvvisi terremoti, ma la simpatia del cast (con un auto-ironico Sean Patrick Flanery e un caratterista d'eccezione quale George Cheung nei panni dello sceriffo locale) sopperisce ai limiti visivi e rende l'ora e mezza di visione più scorrevole del previsto.
Per la cronaca, il Mongolian Death Worm del titolo originale, conosciuto in Mongolia con il nome autoctono di Allghoi Khorhoi, sarebbe una creatura leggendaria che vivrebbe nel deserto del Gobi: un enorme verme a forma di salsiccia e somigliante all'intestino di una mucca lungo oltre mezzo metro, comunque ben più piccolo di quanto mostrato nel film.

Terrore dal sottosuolo Tra improbabili citazioni all'universo di Alien, con tanto di nido della regina, e una base narrativa che si rifà ad un classico come Tremors (1990), Terrore dal sottosuolo è il tipico monster-movie a basso budget destinato al mercato televisivo. Rispetto ad altre produzioni a tema, l'insieme funziona meglio del previsto per via di un'(auto)ironia costante, delle divertite e divertenti performance dell'eterogeneo cast e della discreta gestione registica, capace di sfruttare gli scarsi mezzi a disposizione con una certa inventiva. Certamente lo spettacolo regna altrove, ma per gli appassionati di b/z-movie con al centro mostri giganti l'ora e mezza di visione offre un sano e genuino intrattenimento di genere. Il film andrà in onda mercoledì 11 settembre alle 21.15 su CIELO TV per il ciclo Monster Night.

5.5

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