Terremoto 10.0, recensione: Los Angeles è prossima alla distruzione

Un ingegnere che cerca di salvare la sua famiglia e una giovane scienziata si trovano alle prese con un devastante terremoto.

recensione Terremoto 10.0, recensione: Los Angeles è prossima alla distruzione
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A Los Angeles sembra una mattina come tante altre, ma un improvviso susseguirsi di esplosioni sotterranee sconquassa la tranquillità della metropoli. Due operai perdono la vita, all'oscuro dei colleghi, lavorando nel sottosuolo, mentre la scienziata Emily teorizza, anche su consiglio di un suo vecchio mentore, che un sisma di immani proporzioni sia prossimo a devastare la superficie.
Nel frattempo l'ingegnere Jack, dipendente della stessa ditta nel quale prestavano servizio i due uomini morti, scopre che la propria compagnia potrebbe essere la causa del tutto; in Terremoto 10.0, l'uomo dovrà cercare di rintracciare la figlia adolescente, andata in campeggio insieme ad alcuni amici, prima che la catastrofe prenda forma. Lungo la sua strada incontrerà la stessa Emily, nel tentativo sempre più disperato di salvare milioni di vite dall'imminente cataclisma.

The Big One

La nota più curiosa di questo catastrofico a basso budget è la presenza, nei titoli di testa, di un'inquadratura di una mattonella della Walk of Fame con inciso il nome di Richard Boleslawski, compianto attore e regista polacco la cui carriera pare però avere nulla in comune con il filone. Una scelta sicuramente casuale, all'interno di un'operazione che invece si rivela sin troppo centrata nella reiterazione di stereotipi del genere, qui ovviamente virati in una messa in scena a basso budget comune a decine e decine di titoli a tema. Rispetto ai quali però Terremoto 10.0 può contare su una maggiore pulizia tecnica e su effetti speciali, per quanto mediocri, sicuramente superiori a molte produzioni coeve.
Il regista David Gidali esordisce dietro la macchina da presa dopo un passato come specialista degli effetti visivi sul piccolo schermo, e almeno in questo dimostra un po' di mestiere, tale da rendere i novanta minuti di visione almeno accettabili per ciò che concerne le immagini.
Il tutto al servizio di una trama ricca di (auto)irona, con spiagge solcate da crepe che creano novelle sabbie mobili, piscine di lusso (e relativi bagnanti) scomparsi nell'arco di un millisecondo per colpa della forza del cataclisma ed esplosioni in serie soprattutto nel convulso finale.

La terra trema

Se dopo quanto appena letto pensate di trovarvi di fronte a un film perlomeno decente, è solo per il fatto che Terremoto 10.0 risulta superiore ai tanti z-movie catastrofici che giungono da Oltreoceano, con diversi dettagli tecnici che risaltano più della media. Ma nel suo insieme complessivo l'operazione è ben lontana dai livelli della sufficienza, tra personaggi stereotipati e risolti di sovente in fase caricaturale (sopra le righe in particolare quello interpretato da David Chokachi, ex aitante bagnino della serie cult Baywatch) e una gestione delle inquadrature in più occasioni gratuita e incomprensibile, su tutti i vorticosi movimenti di una macchina che ruota attorno ai protagonisti senza un reale motivo - se non quello di provocare un inutile mal di testa.
Tra rimandi al bullismo, alla violenza sessuale e con moniti sarcastici contro la caccia, tutti inseriti per cercare di variare la svogliata sceneggiatura intrisa di cliché, che ricorda in diversi passaggi chiave quella del successivo San Andreas (2015) nel tratteggio della famigliola al centro della vicenda, la narrazione si incanala nel più ovvio e prevedibile degli epiloghi, tra rappacificazioni salvifiche ed eroiche gesta di sacrificio/redenzione che tentano di omaggiare i prototipi del genere in maniera sin troppo plateale.

Terremoto 10.0 Un padre che cerca di salvare la propria famiglia, una giovane scienziata al suo primo giorno di lavoro e un imprenditore senza scrupoli sono le figure principali intorno a cui ruota la sceneggiatura di Terremoto 10.0, catastrofico a basso budget che - pur nella sua maldestra messa in scena - può bearsi di una superiorità tecnica e attoriale rispetto alla maggior parte dei z-movie coevi. Un'(auto)ironia che a volte va a segno ed effetti speciali parzialmente originali nel loro utilizzo comico accompagnano così una storia prevedibile nella quale Los Angeles è prossima a subire un cataclisma di devastanti proporzioni, il Big One da sempre annunciato e fortunatamente, a oggi, mai avvenuto. Per gli amanti, spesso un po' masochisti, del filone, i novanta minuti di visione possono offrire più spunti della media, ma la qualità complessiva rimane sempre sotto i limiti della decenza. Il film andrà in onda stasera, mercoledì 5 dicembre, alle 21.15 su CIELO TV.

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