Terre Selvagge, la recensione del film con Tom Holland su Prime Video

Brendan Muldowney dirige un action/adventure in costume sul confine tra Fede e avidità, perdendo di vista l'epica e il cuore della vicenda.

Terre Selvagge, la recensione del film con Tom Holland su Prime Video
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Irlanda, 1209. Il Cristianesimo, ora, domina l'Europa e, in nome della Fede, si lanciano Crociate alla riconquista di Gerusalemme. L'Irlanda si trova lontano dalla Terra Santa. Gli invasori normanni, fedeli al re Giovanni d'Inghilterra, combattono per conquistare l'isola, addentrandosi in territorio gaelico. Un remoto monastero custodisce un'antica reliquia e proprio qui giunge il monaco cistercense Geraldus, incaricato dal Papa in persona di riportare quel mitico oggetto a Roma nella speranza che ponga fine a tempi così bui.
Ad accompagnare il religioso nel suo viaggio un gruppo di monaci che servivano all'eremo, tra i quali vi sono il giovane novizio Diarmuid e un misterioso individuo, dal fisico segnato da mille battaglie e affetto da mutismo. Ma il pellegrinaggio sarà lungo a irto di difficoltà, con i possibili assalti da parte delle tribù di selvaggi che abitano nelle foreste e l'ipoetica protezione da parte di un gruppo di cavalieri devoti.

Il potere della Storia

I kolossal storici da qualche anno vivono un periodo di parziale ritrosia, con le produzioni in costume molto più limitate rispetto al primo decennio del nuovo secolo. Anche in questo caso non si può parlare di un vero e proprio blockbuster, visto che i valori produttivi per quanto discreti non possono competere con quelli dei grandi capolavori a tema.
Terre Selvagge è ambientato in Medioevo cupo e fosco e come messa in scena e ambientazioni può ricordare un sottovalutato titolo di qualche anno fa, ossia Black Death (2010). Anche lì vi era un giovane monaco al centro del racconto, ma poi la storia si muoveva su connotazioni mystery/horror qui invece assenti.
Il film si concentra infatti sul legame tra i personaggi principali e sul reale scopo della loro missione, capace di modificare per sempre il corso del Cristianesimo: il breve prologo in un ancor più lontano passato tira addirittura in ballo interventi divini e la presunta morte dell'apostolo Matteo, scomodando i santi per poi proseguire su un approccio da moderno action-adventure all'arma bianca.

Un pellegrinaggio zoppo

Disponibile nel catalogo di Amazon Prime Video, Terre Selvagge soffre paradossalmente di un timido schematismo, con un tratteggio abbastanza netto e prevedibile delle varie figure coinvolte e una conseguente mancanza di effettivi colpi di scena. A pagarne dazio è soprattutto la componente tensiva che, anche nelle sequenze più drammatiche, è priva del necessario impatto.
Non è un caso che l'elemento umano più interessante sia proprio il Muto di Jon Bernthal che, nonostante non parli, nasconde molte più sotterranee sfumature dei suoi canonici compagni di viaggio. Il suo vissuto è non soltanto sul corpo segnato da decine di cicatrici, ma anche in quello sguardo ricco di determinazione. Determinazione che manca al regista Brendan Muldowney, che qui sembra limitarsi al minimo indispensabile.

Il resto del cast, che vede in altri ruoli chiave star come Tom Holland e Richard Armitage, si adopera senza infamia e senza lode e le suggestive ambientazioni - le riprese sono state effettuate sia in Irlanda che in Belgio, nelle Ardenne - sono sfruttate in maniera poco ispirata. La colonna sonora non riesce poi a infondere il giusto pizzico di epica, già latitante all'interno della messa in scena, Terre Selvagge si rivela così un'occasione più mancata che un successo.

Terre selvagge Il buon cast, con Tom Holland, Jon Bernthal e Richard Armitage nei ruoli principali, e il fascino delle ambientazioni irlandesi non bastano a salvare un film in costume privo di epica e pathos, che tira in ballo reliquie legate al Cristianesimo per dar vita a un'improbabile resa dei conti nella landa dei folletti. Terre Selvagge vede al centro della vicenda un gruppo di monaci intento a scortare fino a Roma una misteriosa pietra cara al Papa in territori popolati da insidie e pericoli, dove l'avidità umana e la Fede si trovano pericolosamente su binari non troppo distanti. La caratterizzazione poco curata di gran parte dei personaggi e dinamiche action-adventure mai realmente coinvolgenti mettono in mostra i contro di una regia e di una sceneggiatura che si limitano al classico, diligente, compitino a tema, senza la voglia di osare qualcosina in più.

5.5

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