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Teenage Cocktail, la recensione del dramma erotico disponibile su Netflix

Annie e Jules, studentesse del liceo, decidono di ottenere facili guadagni spogliandosi su internet, finendo coinvolte in un gioco pericoloso.

recensione Teenage Cocktail, la recensione del dramma erotico disponibile su Netflix
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L'adolescente Annie si è da poco trasferita in una piccola città di provincia e l'impatto con il nuovo ambiente scolastico non è stato dei più semplici, con un gruppo di bulle che l'ha presa di mira. La ragazza comunque non si perde d'animo e, dopo aver assistito casualmente a una prova di ballo nella sala del teatro dell'istituto, entra in contatto con la misteriosa Jules, una tra le studentesse più popolari della scuola, la quale sembra covare fin da subito delle particolari attenzioni per lei. In Teenage Cocktail giorno dopo giorno, festa dopo festa, l'amicizia tra le due giovani cresce costantemente e si trasforma in qualcosa di più, spingendole a progettare insieme una fuga da quel luogo periferico con il sogno di trasferirsi a New York.
Entrambe però sono a corto di soldi e Jules propone di esibirsi in webcam, sotto apposite maschere che ne nascondano l'identità, al fine di ottenere facili guadagni. Ma quello iniziato come un redditizio gioco si trasforma col tempo in qualcosa di sempre più morboso e pericoloso.

Per soldi o per amore

La tematica sociale della prostituzione online è sempre attuale, con decine di produzioni cinematografiche e documentaristiche che indagano sul dilagante fenomeno delle cam-girl, ragazze che in cambio di facili guadagni non esitano a mostrare il propri corpo su internet a una platea di spettatori sconosciuti. Tra gli ultimi esempi degni di nota possiamo citare Cam (2018), horror/thriller originale Netflix e, proprio sulla piattaforma di streaming, è disponibile un altro titolo che si addentra nello spinoso argomento, il qui oggetto d'analisi Teenage Cocktail. Presentato alla fiera/manifestazione South by Southwest nel marzo del 2016 e poi distribuito direttamente dal servizio on demand, il film tenta la carta del dramma sociale in stile Sundance per raccontare la vicenda delle giovani protagoniste alle prese con una vita priva di aspettative e ambizioni che, pur di coronare il loro sogno di fuga, si perdono nel lato oscuro della rete.
Il regista John Carchietta, al suo esordio in solitaria dietro la macchina da presa dopo aver co-diretto l'inedito Late Fee (2009), usa con furbizia l'erotismo in stile "lolita" nel tratteggiare la vibrante love-story tra le due ragazze, senza mai uscire dal consentito ma trovando una spontanea sensualità di stampo saffico nelle sequenze più spinte.

Senza peli sulla lingua

Laddove Teenage Cocktail non convince pienamente è nell'implicità del messaggio, che risulta a tratti fuorviante e non conduce a una vera e propria maturazione delle figure coinvolte, con la parte finale che appare come una forzata resa dei conti morale sulle scelte compiute che vanno, inevitabilmente, a ripercuotersi sulla vita reale. Ma proprio nello scavalcare il confine il film non possiede il necessario coraggio per diventare pietra dello scandalo, aderendo alla canonica complessità dei teen-drama moderni (con una spruzzata di influenze LGBT) senza la volontà di offrire uno sguardo realmente nuovo e illuminante sulla questione mancando, di fatto, una presa di posizione giusta o sbagliata che fosse.
La sceneggiatura e la regia stessa sono così anch'esse complici e spettatori della love-story a tinte thriller vissuta da Annie e Jules, interpretate in maniera più che convincente dalle giovani Nichole Bloom (conosciuta per la sit-com Superstore) e Fabianne Therese (già vista nell'horror antologico Southbound - Autostrada per l'inferno, fra gli altri).

Teenage Cocktail Una storia d'amore a sfondo saffico tra due adolescenti desiderose di scappare dalla triste realtà di tutti i giorni, per coronare il sogno di fuggire nella Grande Mela, è al centro di questo teen-drama a sfondo erotico che si addentra nello spinoso argomento della prostituzione online e delle cam-girl. Teenage Cocktail vive soprattutto delle intense performance delle due giovani protagoniste, veri magneti narrativi di un film che, pur ponendo questioni spinose, non affonda mai con il necessario cinismo, anzi, si affida nel finale a una scorciatoia drastica pur di esprimere a forza un proprio personale giudizio. Resta così l'amaro in bocca per quel che poteva essere e che invece, a conti fatti, non è, risultando a ogni modo una visione amaramente gradevole.

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