Taxxi, la recensione del film scritto da Luc Besson

Nel 1998 Luc Besson scrive e produce il primo capitolo della saga action-comedy francese, incentrata su un tassista tanto abile quanto spericolato.

recensione Taxxi, la recensione del film scritto da Luc Besson
INFORMAZIONI FILM
Articolo a cura di

Uno dei franchise d'Oltralpe più redditizi di sempre, capace di generare un incasso complessivo al botteghino worldwide di oltre duecento milioni di dollari nelle sue cinque incarnazioni e di originare svariati remake in ogni angolo del mondo, dall'hollywoodiano New York Taxi (2004) all'indiano Dhoom (2004). Sul finire dello scorso millennio Luc Besson scrive e produce il primo capitolo della saga, intitolato dalla distribuzione nostrana Taxxi (con una x in più rispetto a quello autoctono, forse per enfatizzare l'impronta ricreativa dell'operazione), dando vita ad una frenetica action-comedy precedente di ben tre anni il popolare brand automobilistico di Fast & Furious (2001).

Veloce come il vento

Come nel futuro film di Rob Cohen anche qui le macchine sono elemento determinante ai fini degli eventi, ma la sceneggiatura è incentrata sin dall'assunto su un ludico e disimpegnato divertimento di genere che non si preoccupa troppo della caoticità narrativa. La trama vede per protagonista il fattorino Daniel Morales, un vero e proprio asso delle due ruote (apprezzatissimo dal suo datore di lavoro per la rapidità con cui consegna le pizze a domicilio), che decide di abbandonare il lavoro per tentare la fortuna come tassista, a bordo della sua Peugeot 406 da lui stesso modificata. Un mezzo altamente performante in grado di sfrecciare sulle strade marsigliesi ad una velocità ben superiore ai limiti imposti dalla legge. Un giorno la vita di Daniel cambia drasticamente quando carica come passeggero Emilien, un imbranato detective che non riesce a prendere la patente, e ignaro della sua identità inizia a guidare in maniera spericolata.
Per evitare i conseguenti guai giudiziari Daniel, piantonato ora negli uffici della polizia, accetta di collaborare con Emilien alle indagini per catturare una banda di ladri tedeschi, che fuggono dopo le loro rapine su dei potenti modelli di Mercedes. Inizialmente reticente, il tassista è costretto ad accettare la proposta e con il passare dei giorni scoprirà che tra lui ed Emilien vi sono più somiglianze del previsto.

A tutto gas

La mano di Besson si sente soprattutto nelle scalmanate dinamiche action, il vero e proprio punto di forza di un film altrimenti modesto nelle sua scontata leggerezza di fondo. Taxxi fin dal prologo preme sulle ali di un'adrenalina dura e pura, non sempre sensata ma assai efficace nel puro impatto spettacolare, con diverse evoluzioni su motociclette o macchine da corsa realizzate con una certa cura e con uno stile veloce e moderno.
Nella sua componente più ilare l'operazione tenta una comicità immediata, tra dialoghi al fulmicotone ricchi di doppi sensi e con una gestione da buddy-movie tra i due protagonisti, lo scavezzacollo e sveglio Daniel e il più impacciato ispettore Emilien.

I personaggi si incastrano discretamente bene a vicenda e con un altrettanto gradevole interazione con le figure secondarie, su tutte la fidanzata di Daniel (una splendida Marion Cotillard, al centro di alcune sequenze vagamente hot) e la madre apprensiva di Emilien, in un gioco al grottesco che intrattiene con gusto fino ai titoli di coda.

L'ora e mezza, scarsa, di visione è comunque al servizio del lato ludico, con i frequenti inseguimenti su strada che caratterizzano gran parte del minutaggio e lasciano spazio all'esaltazione pura, con "trasformazioni in diretta" delle vetture e spericolati salti da ponti sospesi. Il regista Gérard Pirès, ai tempi inattivo sul grande schermo da quasi due decenni, torna dietro la macchina da presa con una certa sicurezza e con la capacità, non da poco, di ottimizzare il budget a propria disposizione, tanto che il suo film successivo sarà una nuova incursione nel filone con Riders - Amici per la morte (2002), pur inferiore a quanto qui messo in campo.

Una "piccola" curiosità infine sul cast e sull'attore franco-algerino Samy Naceri, interprete proprio di Daniel: dopo un passato pre-artistico nelle carceri nazionali, il Nostro ha ricevuto nel corso dell'ultimo decennio decine e decine di condanne per diversi tipi di reato, tanto che le infrazioni del codice stradale che ha ripetutamente compiuto nel corso dell'intera saga sono una bazzecola in confronto alla sua, reale, fedina penale.

Taxxi Il primo capitolo della saga ideata e prodotta da Luc Besson è una divertente action-comedy che ha costruito le proprie fortune su una regia adrenalinica e sugli spettacolari inseguimenti automobilistici per le strade francesi, aggiungendo in sottofondo una comicità tanto semplice quanto immediata. Taxxi diverte e intrattiene pur senza far gridare al miracolo, tra roventi scambi di battute, un'ironia grottesca ed evoluzioni su quattro ruote che hanno preceduto di tre anni le omologhe di Toretto e compagnia. La mano di Besson in fase narrativa e la solida regia di Gérard Pirès garantiscono un intrattenimento veloce e senza pensieri, con l'eterogeneo cast (nel quale spicca in un ruolo secondario una giovane e già bellissima Marion Cotillard) a completare una confezione ideale per una serata a base di birra e pop-corn. Il film andrà in onda martedì 19 novembre alle 21.15 su CIELO TV per il ciclo Voglia di commedia.

6.5

Che voto dai a: Taxxi

Media Voto Utenti
Voti: 9
8
nd